Ha preso il via la tre giorni pisana dedicata alle malattie infettive

PISA – Prevenzione, vaccinazione, uso corretto dei farmaci ed igiene personale: sono questi i quattro temi principali toccati dal Prof. Francesco Menichetti – Direttore dell’Unità Operativa di malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera Pisana – nell’incontro con la Stampa di Presentazione della tre giorni pisana dedicata alle Malattie Infettive che si apre questo pomeriggio all’Hotel San Ranieri di Pisa con il consueto “Focus” sui problemi legati all’HIV ed Epatite.

di Giovanni Manenti

imageHIV, UN QUALCOSA DA NON SOTTOVALUTARE. “Siamo oramai entrati nella quarta decade da quando – era il 1985 sul nostro territorio – il virus dell’HIV ha iniziato a manifestarsi”, attacca il Prof. Menichetti, “ed anche se il fenomeno non ha più quella rilevanza come “Peste del 2000″ con cui era stato presentato, non dobbiamo in alcun modo abbassare la guardia”. “E’ chiaro”, prosegue il Professore, “come lo scenario sia fortunatamente cambiato, con sempre minori casi di infezione che si trasformano poi nel mortale AIDS, ma ciò, se da un lato ha ridotto notevolmente la mortalità, dall’altro ha generato un incremento di pazienti affetti da “invecchiamento precoce”, in quanto un soggetto colpito da HIV è come se avesse 20 anni in più, con conseguente aumento dei fattori di rischio in ordine alla contrazioni di malattie tipiche dell’invecchiamento, quali diabete, tumori e problematiche cardiovascolari”. “Ricordo”, ha concluso sul punto il Direttore, “che l’HIV si trasmette – fatti salvi i casi di infezione derivanti dall’uso di siringhe con sangue infetto da parte di tossicodipendenti, e considerato che è oramai “a rischio zero” quello di trasmissione per trasfusioni – esclusivamente a seguito di rapporti a carattere sessuale ed è quindi buona norma, per coloro che si ritengano “soggetti a rischio”, eseguire controlli preventivi periodici (qualora non intendano cambiare stile di vita …), per poter quantomeno diagnosticare per tempo l’insorgere dell’infezione, evitando altresì il coinvolgimento di altri soggetti”.

EPATITE C, UN PROBLEMA DI COSTI. “Il problema dell’epatite C – quella a più ampia mortalità e causata da un virus denominato HCV – è particolarmente importante”, sostiene il Professore, “poiché investe la sfera economica del Servizio Sanitario Nazionale. Anche in questo settore sono stati effettuati “passi da gigante” per quanto attiene alle cure antivirali, ma il loro costo ne limita gli effetti in quanto non accessibile a tutti i pazienti”. “Peraltro”, aggiunge il Prof. Menichetti, “anche da questo lato la situazione è senz’altro migliorata, in quanto l’onere per una terapia completa e risolutiva è passato da circa €. 50.000,00 agli attuali €. 15.000,00 ma occorre impegnarsi di più per far sì che una più larga fascia di cittadini possano usufruirne”.

imageIl Prof. Menichetti è passato poi ad affrontare i temi che, da domani 15 e sino a mercoledì 16 novembre, saranno alla base dell’XI “Corso Avanzato di Terapia Antibiotica”, soprattutto per quanto attiene ai casi di Meningite di cui la nostra Regione è stata recentemente protagonista, evidenziando quanto segue:

USO CORRETTO DEI FARMACI ANTIBIOTICI. “E’ stato recentemente lanciato un “allarme su Scala Mondiale” riguardo alla rinnovata resistenza di alcuni batteri ai farmaci antibiotici”, introduce l’argomento il Professore, “e ciò è in parte dovuto anche ad una fase di stasi nella ricerca, in quanto sono farmaci dove vi è un minor ritorno economico rispetto a soluzioni antivirali od antitumorali, ma molta responsabilità deriva dall’uso inadeguato che di tali farmaci viene fatto.” “Ed in questo”, non manca di sottolineare Menichetti, “non sono esenti da colpe proprio i Medici, sia ospedalieri che di base, i quali prescrivono tali farmaci in presenza di alterazioni febbrili dipendenti da varie tipologie di infezioni, senza tener conto della natura delle medesime, così favorendo gli stessi batteri a sviluppare una sempre maggiore “resistenza” ai farmaci”. “Non va inoltre sottaciuto”, conclude sull’argomento, “anche il ruolo negativo svolto dalle famiglie, in genere verso i figli piccoli, per i quali al primo insorgere di una banale influenza pretendono dal pediatra la prescrizione di detti farmaci, con in più, e questo vale anche, se non soprattutto, per gli adulti, la tendenza al “medico fai da te” utilizzando le confezioni di antibiotici che comunemente teniamo in casa come un qualcosa di uso comune, ed invece non è così e la popolazione deve essere sensibilizzata nell’evitare l’abuso di detti medicinali”.

MENINGITE, COSA FARE. “Uno dei temi più attuali e, purtroppo di stretta rilevanza proprio per la nostra Regione, che ha recentemente registrato un incremento dei casi”, ammette il Prof. Menichetti, “è quello relativo al proliferare del ceppo St11, oltretutto, per le nostre Zone in termini percentuali sproporzionati rispetto al resto del Paese.” “L’unica strada utilmente percorribile”, sottolinea il Professore, “è quella della vaccinazione, voglio essere sin troppo chiaro su questo punto, “NON ESISTE UN PIANO B”. Il fatto che la campagna di prevenzione svolta dalla Regione si sia scontrata con il verificarsi di casi infettivi anche in soggetti vaccinati, non deve far passare in sott’ordine due considerazioni fondamentali: la prima che l’efficacia del vaccino dura 5 anni e, pertanto, è fondamentale, alla scadenza del periodo, rinnovare detta profilassi, la seconda è che, in ogni caso, l’impatto della malattia è di gran lunga meno grave, dato che abbiamo avuto un solo caso di decesso in pazienti che hanno contratto il virus da vaccinati. Purtroppo il Ceppo St11 sta dimostrando che non conosce limiti né di stagionalità – sia mesi estivi che invernali – che di fasce di età, anche se i più giovani sono maggiormente a rischio in quanto frequentano ambienti chiusi, quali Scuole, Università, Cinema e Discoteche, non per niente la maggior parte dei casi riscontrati erano proprio su soggetti frequentatori abituali di Discoteche. Una vita il più possibile all’aria aperta è forse il migliore antidoto, ma ribadisco la necessità, soprattutto da parte degli Organi di Stampa, di sensibilizzare l’opinione pubblica circa la necessità di vaccinarsi”.

Infine il Prof. Menichetti ha allargato il discorso sulla necessità che tutte queste tematiche abbiano come punto di riferimento centrale il Governo Statale, superando l’attuale esclusività a livello Regionale che sta attualmente creando ventuno “Servizi sanitari Regionali” diversi l’uno dall’altro e generano flussi migratori, ci vuole un’adeguata politica di Governo per facilitare le allocazioni ed eliminare le disparità attualmente esistenti tra Regioni “virtuose” ed altre addirittura commissariate.

Ma dobbiamo difenderci in prima battuta da tutte queste problematiche? “Il modo migliore”, sorride il professore “è l’igiene personale, soprattutto il lavarsi spesso le mani che sono il peggior veicolo di conduzione delle infezioni. Se in Svezia vi è un’incidenza batterica del 2% ed in Italia del 50%, un motivo ci sarà, mica dipenderà solo dal fatto che sono alti, belli e biondi, no …?? Oltretutto, mangiano senz’altro peggio di noi, hanno un clima peggiore del nostro, sono grandi bevitori di alcoolici, probabilmente sono più puliti, o quanto meno hanno maggior cura dell’igiene personale.

Quindi, meglio che sia un po’ più cara la bolletta dell’acqua rispetto a quella della luce.

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