Previsti aumenti in bolletta nel 2017: come ridurre i consumi di acqua

PISA – Il 2017 potrebbe portare nuovi aumenti in bolletta e, ancora una volta, una crescita delle spese sostenute dalle famiglie italiane. Questo dato mal si concilia con quello riguardante l’inflazione, per la quale non si registrano variazioni significative, e con quello relativo alla ricchezza degli italiani, che nonostante la lenta ripresa dell’economia nazionale è ancora ben lontana dai numeri precedenti alla crisi economica.

I rincari previsti per il 2017

Le previsioni statistiche elaborate da Federconsumatori per il 2017 indicano che, mediamente, ciascuna famiglia italiana nel corso del prossimo anno spenderà circa 2.291 euro per far fronte alle bollette di acqua, gas ed energia elettrica e agli oneri relativi allo smaltimento dei rifiuti domestici.

Gli aumenti più importanti riguarderebbero la tariffa dell’acqua, per la quale è previsto un incremento pari al 6%. Il rincaro dei prezzi si spiega tenendo conto dell’entrata in vigore del MTI 2016 e 2019, ovvero del nuovo Metodo Tariffario Idrico (del quale è possibile consultare i contenuti sul portale  autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico).

Prendendo in considerazione i consumi idrici medi prodotti da una famiglia composta da 3-4 persone (circa 200 metri cubi annui), Federconsumatori ha stimato che dal 2010 al 2016 l’aumento dei costi in bolletta e’ stato pari a 61,6 euro, ovvero al 19,81%. Di contro, l’aumento del tasso di inflazione è stato solo del 7,5% considerando il medesimo arco temporale.

I consigli per limitare i consumi di acqua in casa

Il 2016 ha rappresentato un’annata relativamente positiva per le spese domestiche che, grazie alla riduzione del costo del gas, hanno visto una riduzione complessiva pari al -2,65%.
Tuttavia, i rincari previsti per l’acqua potrebbero portare ad un’inversione di tendenza per il 2017. Così per la maggior parte delle famiglie torna ad essere imperativo ideare soluzioni per ridurre i consumi e azzerare gli sprechi. Adottare i giusti accorgimenti, d’altra parte, non offre solo il vantaggio diretto di contenere le spese, ma consente anche di contribuire a preservare una risorsa fondamentale come l’acqua.

Dunque, come limitare i consumi idrici in casa? Di seguito, riportiamo alcuni spunti utili per ottimizzare l’uso dell’acqua tra le pareti domestiche.

In cucina

La cucina è uno degli ambienti della casa in cui si concentrano i consumi d’acqua.
Tra le soluzioni tradizionali, ma efficaci e semplici da applicare, rientrano:

  • un comportamento attento durante i lavori domestici. Avere l’accortezza di chiudere il rubinetto quando l’acqua non viene utilizzata o di riempire una bacinella per lavare piatti e stoviglie a mano sono abitudini in apparenza banali, ma che riducono sensibilmente il numero di litri impiegati su scala annuale.
  • Scegliere di installare un riduttore di flusso in sostituzione del normale frangigetto del rubinetto. Grazie ad un meccanismo semplice ma ingegnoso, i riduttori consentono di diminuire la portata del rubinetto, senza modificare il flusso dell’acqua, che scomposto in piccole particelle e mescolato con l’aria si mantiene ugualmente vigoroso. Con una spesa di pochi euro, è possibile dimezzare l’acqua utilizzata per lavare alimenti, mani e piatti.
  • Raccogliere e riutilizzare l’acqua utilizzata per lavare frutta e verdura per innaffiare.

Detrazioni fiscali per l’acquisto di elettrodomestici per il 2017

L’impiego di una lavastoviglie di classe energetica A, A+ o superiore può essere utile per ridurre sia i consumi di energia elettrica che di acqua (e un discorso simile si applica anche alle lavatrici di ultima generazione). In effetti, la quantità d’acqua utilizzata per un ciclo di lavaggio dalla lavastoviglie, a parità di numero di coperti considerati è di molto inferiore a quella necessaria, mediamente, per il lavaggio a mano.

Anche per il 2017, è stato confermato il bonus fiscale che consente di portare in detrazione Irpef le spese sostenute per l’acquisto di grandi elettrodomestici di classe energetica elevata.
La detrazione fiscale è pari al 50% dell’importo complessivo e valida se l’acquisto dell’elettrodomestico (di classe A, A+ o superiore) viene effettuato in concomitanza con interventi di ristrutturazione edilizia della casa (non necessariamente relativi alle stanze che ospitano l’apparecchio), per un tetto massimo pari a 10.000 euro.

Per ottenere la detrazione fiscale, valida per gli acquisti effettuati fino al 31 dicembre 2017, è necessario riportare la spesa nella dichiarazione dei redditi (730 o modello unico) e conservare la ricevuta dell’acquisto (che deve essere effettuato tramite carta di credito o bonifico bancario).

Se sono in programma interventi di ristrutturazione edilizia nel corso dell’anno, può essere una buona idea investire nell’acquisto di elettrodomestici di ultima generazione per ridurre i consumi idrici.

In bagno

Il bagno è l’altro ambiente della casa in cui si concentrano i consumi d’acqua della famiglia.
Anche in questo caso, alcune buone abitudini consentono di eliminare le più comuni fonti di spreco:

  • preferire sempre la doccia alla vasca per l’igiene personale;
  • chiudere il rubinetto mentre si lavano i denti;
  • intervenire tempestivamente in caso di perdite dalla rubinetteria.

Lo scarico del WC rappresenta una delle principali fonti di consumo d’acqua della casa. A seconda della tipologia di cassetta, ogni volta che lo sciacquone viene azionato i consumi possono oscillare dai 9 ai 12 litri. Ne consegue che, in una famiglia di 4 persone, se ciascun membro utilizza il WC 4 o 5 volte nel corso della giornata, l’acqua scaricata complessivamente può raggiungere i 200 litri al giorno.

La soluzione più efficace consiste nel sostituire il vecchio scarico con uno dotato di meccanismo differenziale e a doppio pulsante: in questo modo, chi utilizza il WC è libero di scegliere se azionare il flusso completo o quello parziale, evitando di consumare un quantitativo d’acqua maggiore del necessario senza rinunciare all’igiene.

Inoltre, in commercio esistono diversi sistemi che consentono di provvedere alle quotidiane attività di pulizia del vaso sanitario ottimizzando l’utilizzo dell’acqua in bagno. Ad esempio, sostituendo lo scopino tradizionale con una soluzione più moderna, come un idroscopino igienico pensato per i bagni già esistenti, è possibile dotare la stanza di un sistema di pulizia per il WC pratico ed efficace al pari di un idroscopino a muro, che tuttavia non richiede alcun costoso intervento di installazione e, soprattutto, comporta un consumo d’acqua davvero minimo. Nella sua semplicità , questo genere di accessori può contribuire in modo importante a ridurre lo spreco di risorse idriche, senza rinunciare ad un aspetto fondamentale per la salute della famiglia e la salubrità della casa come l’igiene del vaso sanitario.

In giardino

Nella abitazioni con giardino, alle consuete voci di consumo si aggiunge quella per l’irrigazione, che specie nei mesi estivi può rappresentare un capitolo di spesa alquanto oneroso.
Oltre alla buona pratica di riutilizzare l’acqua impiegata per usi alimentari in cucina, l’accorgimento più utile consiste nell’investire nell’installazione di un sistema di innaffiamento studiato per ridurre i consumi. Ricorrendo ad un’elettrovalvola, è possibile automatizzare l’impianto di irrigazione impostando con precisione l’arco temporale di attivazione. Inoltre, è possibile installare centraline di controllo moderno che bloccano automaticamente l’erogazione dell’acqua in caso di crolli anomali di pressione nell’impianto, che potrebbero essere indice di perdite.

Come in molti altri casi, prevenire è certamente meglio che curare. Dunque, per evitare spiacevoli sorprese in bolletta, conviene soffermarsi subito ad analizzare e correggere le proprie abitudini negli usi domestici dell’acqua e, se necessario, investire in elettrodomestici e sistemi che aiutino a contenere i consumi.

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