Prima Divisione girone B: il punto di Giovanni Manenti

PISA – Come era facilmente prevedibile, l’ultima giornata di Campionato non ha portato alcuna novità in classifica, mantenendo inalterati i verdetti stabiliti nel turno precedente.

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di Giovanni Manenti (giova.manent@gmail.com)

Infatti, fedeli al più classico “Italian style”, gli incontri odierni si sono svolti all’insegna del “volemose bene”, visto che le squadre già salve non hanno infierito su chi, viceversa, era invischiato nella lotta playout e, conseguentemente, queste ultime hanno tutte vinto per cui, per dirla alla Tomasi di Lampedusa, nulla è cambiato.

E se ciò era sicuramente valido per i tanto attesi scontri diretti al vertice tra Teramo-Ascoli e Reggiana-Spal ed invece vanificati dalle anticipate promozione del Teramo e raggiungimento terzo posto della Reggiana, ci si attendeva – ma era una pia illusione – una maggiore combattività nelle altre partite. Da rimarcare, comunque, l’orgoglio della capolista Teramo che, pur nelle scorie di una settimana di festeggiamenti, ha saputo rimontare l’iniziale uno-due dell’Ascoli firmato Berrettoni e Tripoli, grazie ad una doppietta di Donnarumma con cui l’attaccante abruzzese ha conquistato la palma di goleador principe del torneo a spese del compagno di squadra Lapadula, nel mentre chi deve veramente mangiarsi le mani per come è finita la stagione è sicuramente la Spal, corsara a Reggio Emilia con un convincente 2-0 (ancora a segno Zigoni), cui non è servito un filotto di nove vittorie ed un solo pareggio nelle ultime dieci giornate per assicurarsi un posto nei playoff, causa il disastroso girone di andata.

Detto del franco successo dell’Ancona sull’Aquila, maturato nei minuti iniziali, nell’incontro valido per l’assegnazione della sesta e settima piazza, per il resto a nulla è servita al San Marino la vittoria ottenuta sul campo del Tuttocuoio, che non ha evitato ai “titani” l’ultimo posto in graduatoria e la consuguente diretta retrocessione tra i Dilettanti, stante il punto conquistato tra le mura amiche dalla Pro Piacenza contro la Lucchese, unica squadra delle cosiddette “tranquille” ad aver strappato un risultato utile, frutto della rete messa a segno da Benedetti nel finale da. Tra l’altro, detto mezzo passo falso interno della Pro Piacenza, non ha consentito agli emiliani di scavalcare in classifica il Savona e, di conseguenza, modificare l’accoppiamento negli spareggi per non retrocedere, di cui parleremo in seguito.

Lo stesso Savona è stato forse involontario protagonista dell’unico periodo di “suspence” della giornata poiché, non potendo migliorare la propria posizione nella “griglia “playout” (al massimo poteva, come poi è stato, mantenere la terz’ultima piazza) ha comunque fatto venire i brividi ai tifosi della Pistoiese ed acceso speranze ai sostenitori di Gubbio e Forlì, portandosi in vantaggio per 2-0 al “Marcello Melani”, salvo poi farsi raggiungere dagli Arancioni nella ripresa per il definitivo 2-2. Già, perché le vittorie del Gubbio per 3-2 sul campo del Grosseto e del Forlì per 5-1 contro i fantasmi di un Pisa in gita di piacere in terra romagnola, sono state parimenti vanificate dai contemporanei successi del Santarcangelo nel match interno contro il Pontedera e del Prato allo “Stadio dei Marmi” di Carrara (una volta tanto solidarietà tra toscane …), relegando entrambe le squadre agli “esami di riparazione” costituiti dagli spareggi salvezza, in cui potranno peraltro fruire del vantaggio del miglior piazzamento in classifica al termine della stagione regolare.

“Regular season” che, per le posizioni di fondo classifica, si è conclusa con un quartetto (Santarcangelo, Prato, Pistoiese e Carrarese) a quota 44 punti, con una sola lunghezza di vantaggio sul duo Gubbio-Forlì (ma il Gubbio si classifica 16.mo per una miglior differenza reti rispetto al Forlì a parità di risultati nei confronti diretti), seguito dal Savona a quota 38, Pro Piacenza 37 e San Marino 36, per cui gli accoppiamenti playout vedranno di fronte Gubbio-Pro Piacenza e Forlì-Savona con partite di andata e ritorno ed, in caso di parità di punti e differenza reti al termine dei due confronti, manterrà la categoria la squadra meglio classificata al termine della stagione regolare.

Ultima considerazione prima di calare il sipario su torneo 2014/15 – ma avremo modo di commentare l’andamento degli spareggi promozione e salvezza – riguarda le squadre toscane che hanno tutte mantenuto la Categoria, formando un nutrito gruppo nella zona centrale del raggruppamento, basti pensare che, se togliamo le prime quattro e le ultime cinque della graduatoria, nei restanti undici posti troviamo tutte ed otto le formazioni della nostra regione, ciò derivato in parte anche dal “Mini torneo del Granducato di Toscana” (di cui vi daremo conto con un servizio a parte) che ha fatto sì che le società interessate alla fine si spartissero più o meno equamente i punti da portare in dote alla propria classifica, ma senza dare ad alcuna di esse la possibilità di emergere in chiave promozione. Se poi pensate che per la prossima stagione potrebbero aggiungersi anche l’Arezzo ed il Siena, così portando a dieci (pari a metà delle partecipanti) il contingente toscano, vi renderete conto che una delle discriminanti per poter aspirare alle posizioni di vertice sarà proprio quella di avere il predominio nei derby regionali.

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