Primo piano Logge di Banchi a Pisa: questione irrisolta.

Pisa – La questione della fruibilità per i pisani e turisti riguardo il primo piano delle Logge di Banchi, antica sede dell’Archivio di Stato, è di impegno da parte dell’Amministrazione Comunale che per questo motivo già nel 2001 sottoscrisse un protocollo d’intesa con Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dei Beni Culturali, Ministero della Difesa, Ministero del Turismo, Regione Toscana, Agenzia del Demanio e altri enti per la riorganizzazione demaniale e la riqualificazione urbana che prevedeva tra le altre cose la concessione in uso da parte del Governo al Comune di Pisa delle Logge di Banchi occupate dall’Archivio di Stato.

Inizialmente si pensava di restaurare l’edificio e renderlo accessibile per iniziative culturali e per mostrare ai cittadini uno spazio dall’alto valore storico-artistico finora relegato a deposito; in questo ambito il Comune di Pisa si impegnava a mettere a disposizione dell’Archivio come contropartita un bene immobile come permuta, utilizzabile per gli scopi necessari all’Archivio stesso.

In base a questo accordo fu richiesto e ottenuto un finanziamento per il recupero delle Logge di Banchi, un progetto da 2,5 milioni di euro cofinanziato per il 60% dallo Stato e il 40% dal Comune di Pisa. Nel 2010 fu realizzato il primo lotto per la ricostruzione di una porzione di immobile adiacente a Palazzo Gambacorti per un secondo accesso alle Logge di Banchi con una scala e un ascensore per l’accessibilità ai disabili, realizzato e finito il 2010. Con il secondo lotto, data anche una verifica da parte dei Vigili del Fuoco che mise in luce la situazione di degrado delle coperture delle Logge e degli apparati lapidei con rischio per la pubblica incolumità, fu dedicato ai lavori urgenti di restauro delle coperture e alla riqualificazione dei paramenti marmorei esterni.

L’Archivio di Stato sopra le Logge non è accessibile se non dal palazzo comunale, per come sono strutturati da sempre i due edifici, e tale archivio a oggi non è dotato dei requisiti minimi di sicurezza, in particolare per la prevenzione incendi. Invece di fare sterili polemiche, di fare affermazioni che non corrispondo al vero dicendo che il Comune ha dirottato fondi, o di ironizzare sull’immobile che ospita la scala di accesso sede da anni di numerose e partecipate mostre e iniziative culturali, sarebbe opportuno che la direzione di mettesse ad un tavolo insieme al Comune, all’Agenzia del Demanio e al Ministero dei Beni Culturali per trovare soluzioni adeguate nell’interesse della città, come peraltro già previsto dal protocollo di intesa del 2001

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