Processo “sposa bambina” campo Rom Coltano: la Corte d’Assise di Pisa ribalta l’accusa. Le nostre foto

PISA – Si è concluso stamani davanti alla Corte d’Assise di Pisa il processo a carico dei sei nomadi, domiciliati nel campo di Coltano e a Gello di Lavaiano.

Sono tutti implicati nel caso della “sposa bambina” che nell’ottobre del 2010 fu al centro delle  cronache locali e non.

La decisione. Oggi la Corte d’Assise di Pisa ha letteralmente ribaltato l’accusa condannando i sei adulti solo per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I nonni ed i genitori sono stati condannati a 5 anni e a pagare un’ammenda da 15mila euro ciascuno.

A destra la “sposa bambina” nel campo rom di Coltano (Foto Massimo Ficini)

Per gli zii, invece, la condanna è stata di 6 anni e 30mila euro di multa cadauno. I difensori dei sei nomadi hanno annunciato il ricorso in Corte d’Assise d’Appello. Ancora in fase istruttoria, invece, il processo a carico del baby marito.

L’arrivo della Polizia al campo rom di Coltano per lo sfratto alla sposa-bambina (Foto Massimo Ficini)
I nomadi all’interno del campo Rom (Foto Massimo Ficini)

 

La storia. La ragazza in questione, una quattordicenne, era arrivata in Italia dal Kosovo per andare in sposa ad un minorenne: in realtà invece di fare la vita da principessa, come era stato assicurato ai suoi genitori, la giovane raccontò di essere trattata malissimo, come una serva, e di dover sopportare sevizie e violenze. Così venne avvisata la Polizia e sei familiari del baby-sposo, genitori, zii e nonni, sono finiti sotto processo e accusati di violenza sessuale, tratta di persone, riduzione in schiavitù e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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