“Progetto disabilità”, analizziamo le leggi che regolano le invalidità civili

PISA – Continua il nostro viaggio nel mondo della disabilita’. Il nostro “Progetto Disabilita’” che ha riscosso particolari consensi in questi primi dieci giorni di pubblicazione vi propone in questa uscita: L’invalidità civile nella vigente Legislazione, Il diritto alle provvidenze economiche e agli altri benefici assistenziali a favore di invalidi civili, ciechi civili, sordi.

di Giampaolo Catastini

Il problema dell’assistenza e dell’integrazione sociale dei minorati civili da tempo all’attenzione delle forze politiche e sociali, ha costituito oggetto di numerose iniziative parlamentari intese a definire, i principi fondamentali dell’ordinamento in materia colmando, le carenze legislative e superando la frammentazione e la settorialità, delle leggi regionali, e degli interventi degli enti locali. Dette iniziative sono state approvate in un testo approvato e unificato con legge 5 Febbraio 1992 n°104, nota come legge quadro sull’Handicap. Il provvedimento contiene le norme generali, da seguire nei vari campi della prevenzione.

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LEGGE QUADRO SULL’HANDICAP – Principi generali. Cura e riabilitazione in modo da prevenire e di muovere le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo nella persona umana, il raggiungimento della massima autonomia possibile e la partecipazione della persona handicappata alla vita della collettività, nonché la realizzazione dei diritti civili, politici e patrimoniali. Esso costituisce la carta dei diritti dell’invalido, che pone l’Italia, almeno sul piano formativo, all’avanguardia di tutti i paesi del mondo. E’ una riforma intesa a portare a compimento una straordinaria opera di coordinamento degli interventi nel settore dell’Handicap attraverso un sistema organizzato diretto a rendere operativa la solidarietà con una rete di servizi integrati su tutto il territorio nazionale. Di particolare rilievo, in quanto rappresenta una concreta forma di solidarietà tra i popoli oltre che segno di civiltà giuridica, è la norma contenuta nell’utimo comma dell’articolo 3 che estende l’applicabilità della Legge agli stranieri e gli apolidi residenti, domiciliati, aventi stabile dimora nel territorio nazionale. La norma precisa che, a questi soggetti le prestazioni sono corrisposte nei limiti e nelle condizioni previste nella vigente legislazione o accordi internazionali.

CONCETTO DI HANDICAP E SITUAZIONE DI GRAVITA’. La legge quadro si discosta dalla tradizionale terminologia che distingue i minorati civili, in invalidi,ciechi, e sordomuti. All’art. 3, infatti, considera come soggetti, aventi diritto alle prestazioni da essa previste le persone handicappate, conformemente alla metodologia usata dell’organizzazione mondiale della Sanità “definisce persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica-psichica-oppure sensoriale stabilizzata o progressiva, che a causa di apprendimento, di apprendimento, di relazione, o di integrazione lavorativa è tale da determinare il processo di svantaggio sociale o di emarginazione”-La norma precisa che il diritto alle prestazioni .-E’ in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione alla capacità complessiva ed individuale residua e all’efficacia delle terapie riabilitative.

LE LINEE GUIDA DELLA LEGGE. Segue le linee direttrici fissate dal decreto legislativo 23 novembre 1988 n° 509, che interponendo alle commissioni mediche preposte all’accertamento dell’invalidità, la determinazione delle potenziali capacità lavorative del soggetto introducendo nella legislazione italiana un legame tra i vari settori di intervento delle politiche sociali, finalizzandole al superamento dell’Handicap e alla valorizzazione delle potenziali capacità di lavoro della persona. Il menzionato articolo 3 stabilisce inoltre che, qualora la minorazione singola o plurima, abbia diritto alla autonomia personale correlata alla sua età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale, permanente, continuativo e globale della spesa individuale o in quella di relazione la situazione assume il “carattere di gravità”. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici”. Nei prossimi giorni sul nostro portale, le pubblicazioni su questo argomento proseguiranno in maniera ancor più approfondita.

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