“Progetto Disabilità”, emendamenti presentati e approvati nella Legge di Stabilità – Parte 1

PISA – Dopo la prima adesione da parte della Sodexo Italia al nostro “Progetto Disabilità”va avanti il nostro diario giornaliero su questa tematica. Oggi nella prima parte di una lunga scheda che proseguirà nei prossimi giorni andiamo a vedere che cos’è la Fish Onlus e alcuni emendamenti approvati dal Senato della Repubblica pochi giorni fa. Ricordiamo inoltre che chi si fosse perso i primi articoli sul “Progetto Disabilità” può trovarli alla voce ATTUALITÀ.

di Giampaolo Catastini

Nella seduta del 24 Novembre scorso, la Commissione Bilancio del Senato ha approvato alcuni emendamenti alla “Legge di Stabilità”, che riguardano direttamente le persone con disabilità. Una fondazione per la non autosufficienza 2014 sarà pari a 350 milioni di euro. E’ stato invece bocciato inesorabilmente l’emendamento proposto dalla senatrice Nerina Dirindin, che aveva raccolto l’apprezzamento delle varie associazioni sulla disabilità e la Fish (Federazione italiana per il superamento dell’Handicap). Per i percorsi che avrebbe potuto innescare, forzando sulle scelte politiche regionali. L’emendamento avrebbe infatti istituito un apposito fondo presso il Ministero della Salute per l’assistenza sanitaria e socio sanitaria a favore delle persone con grave autosufficienza.

Il Fondo da ripartire alle Regioni con apposito decreto del Ministro della salute avrebbe potuto contare per quanto riguarda l’assistenza socio sanitaria su 98,5 milioni in euro per il 2014 e successivamente 803,5 milioni a partire dal 2015. L’Emendamento stabiliva che per i percorsi assistenziali a domicilio fossero integrati da prestazioni di aiuto personale ed assistenza tutelare alle persone secondo modelli regionali posti a carico del servizio sanitario per una quota del 50 per cento.

L’emendamento fra l’altro trovava piena copertura finanziaria come anche altri interventi sulla spesa farmaceutica (riducendo i costi a carico del servizio sanitario nazionale, senza incidere sulle tasche dei cittadini). Quando pero’ si toccano interessi lobbistici i diritti delle persone con disabilità e dei cittadini divengono secondari.

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