Progetto per fornire lavoro ai disabili. Parte il progetto “Anche noi” della Sds pisana

Pisa – Al via il progetto “Anche noi”, promosso dalla Società della Salute della Zona Pisana. Il progetto ha coinvolto circa 80 soggetti, che hanno avviato il percorso di formazione per svolgere stage aziendali: tra di essi la metà è pronta per cominciare il tirocinio.Sono partite le varie fasi decisionali per il progetto, finanziato con 700.000 euro dalla Regione nell’ambito dei bandi europei POR-FSE per il periodo 2014-2020, che ha lo scopo di favorire l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone disabili o affette da problemi di salute mentale.

Grazie ai molteplici partner di “Anche noi” (associazioni, agenzie formative e cooperative sociali) sono stati infatti attivati colloqui, corsi e laboratori di orientamento e di sviluppo delle competenze degli aspiranti stagisti, al fine di realizzare “piani attuativi personalizzati”, ovvero progetti definiti sui bisogni e sulle necessità del singolo, che prevedono anche il monitoraggio e l’accompagnamento da parte di operatori qualificati.

Importante l’impegno delle filiere produttive coinvolte nel progetto: quella dell’agricoltura sociale, quella del commercio, manifatturiero artigianale, turismo e informatica, e quella della ristorazione.

CNA, CIA e Coldiretti nel loro ruolo di partner del progetto, hanno avviato le operazioni di comunicazione anche mettendo a disposizione delle aziende del territorio il questionario conoscitivo e la manifestazione di interesse ad aderire al progetto, e quindi ad ospitare in azienda gli stage dei soggetti svantaggiati, in cui esse indicheranno le caratteristiche del sito aziendale e le mansioni in cui potrebbero impiegare i soggetti presi in carico.

Utilizzando i dati così raccolti le associazioni di categoria CNA, CIA e Coldiretti daranno avvio al matching tra i candidati e le aziende, garantendo da una parte che lo stage sia il più possibile corrispondente alle esigenze e alle aspettative delle persone coinvolte, dall’altra che l’inserimento sia funzionale alla produttività delle aziende. E’ inoltre prevista la figura di un tutor esterno che segue il progetto formativo, affiancando il tirocinante durante tutto il percorso e che svolge funzioni di mediazione tra l’azienda, i servizi e il tirocinante stesso. Il periodo di stage ha una durata minima di 6 mesi, con un monte orario settimanale da concordare in funzione delle necessità e delle possibilità della persona da inserire (in media circa 10 ore settimanali). I tirocinanti inoltre saranno riconosciuti come categorie protette.

Le imprese che aderiranno potranno fregiarsi del marchio di impresa partner del progetto, una efficace risorsa per la costruzione della immagine aziendale e di supporto al proprio brand per i valori positivi che veicola.

La presidente Sandra Capuzzi ha affermato: “Crediamo molto in questo progetto che sostiene percorsi di autonomia attraverso l’inserimento in realtà imprenditoriali del nostro territorio. Al progetto sono state destinate risorse importanti Molte aziende hanno già dato la loro disponibilità e altre seguiranno. Siamo convinti che l’adesione a un programma come “Anche noi” sia un’opportunità di crescita non solo per le persone vulnerabili coinvolte, ma per le stesse imprese e per il territorio nel suo complesso.”

“Il nostro impegno sul sociale è di estrema rilevanza – afferma Matteo Giusti, presidente CNA Pisa – la nostra associazione, nell’ambito delle proprie competenze di associazione di rappresentanza degli interessi delle imprese ed erogatrice di tutele, consulenze e servizi, si propone di favorire l’incontro e la reciproca conoscenza fra gli attori e gli utenti del sociale con gli attori del lavoro e dell’impresa. Vorremmo che da questo incontro e da queste nuove relazioni possano nascere anche nuove energie e nuove risorse per tutta la nostra comunità. Preparazione culturale, corretta informazione, comunicazione dei valori, dei vantaggi e delle condizioni attraverso le quali poter coinvolgere i soggetti portatori di varie disabilità, hanno lo scopo, tramite la valutazione dell’occupabilità, delle persone gravate da disabilità, per un concreto inserimento nei processi produttivi, per rimarcarne il ruolo attivo e non solo passivo e poterle restituire come parti integranti e anzi costitutive per una compiuta idea di comunità”.

“Contiamo molto nel ruolo sociale che l’agricoltura può ricoprire – Fabrizio Filippi, Presidente di Coldiretti Pisa – e siamo contenti che le nostre aziende si mettano ancora una volta a disposizione della società civile: c’è spazio per un’impresa che sia anche etica e solidale”.

“La Cia vuole fare la propria parte anche partendo dal presupposto che i problemi di chi è più debole sono problemi della collettività – spiega Stefano Berti, direttore CIA Pisa – quindi anche delle imprese e di chi le rappresenta. Lavoreremo perché la predisposizione naturale del mondo contadino alla solidarietà non sia limitata da aspetti burocratici e da normative non sempre adeguate”.

 

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