Progetto Rebeldia: “Le Torri di Bulgarella un monumento alla mafia da abbattere”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa inviatoci dal Progetto Rebeldia sulle Torri di Andrea Bulgarella.

“Ogni città ha i suoi simboli monumentali. Simboli familiari, ai quali ciascun cittadino lega un momento particolare della sua vita, oppure simboli universali, conosciuti in tutto il mondo. Le città sono tali anche perché conservano monumenti che le rendono riconoscibili, identificabili. La città di Pisa lo sa bene con le sue bellezze note in ogni parte del pianeta. I monumenti sono altrettanto spesso la materializzazione di valori condivisi, intorno ai quali si uniscono e si riconoscono le comunità. Ma cosa accade quando questa funzione viene rovesciata, cosa accade quando i monumenti diventano monumenti allo scempio civile e sociale, quando diventano macabre celebrazioni di un potere criminale? Dopo le sconvolgenti notizie di ieri, l’auspicio non può essere che uno: lo scempio delle Torri di Bulgarella cessi immediatamente. Lo scheletro di un investimento sciagurato, supportato più volte e in più modi dalla gran cassa dell’amministrazione comunale, sia abbattuto senza indugio.

Le Torri di Bulgarella sono il monumento all’infiltrazione mafiosa nella nostra città, sono il sacrario osceno posto a monito di chiunque voglia ancora pensare a un mondo, oppure semplicemente a una città, governata secondo principi di giustizia e di onestà. Sono l’atto di violenza supremo, un tabù che nessuno si sarebbe mai sognato di dover subire con una simile leggerezza. Le Torri di Bulgarella sono il segno tangibile della cecità colpevole di una classe dirigente che stava a guardare, mentre i soldi della mafia – la nemesi più crudele della nostra epoca – inquinavano i cantieri pisani. Oggi più che mai la vista di quel monumento è insostenibile e va censurata senza appello. Lo strazio di un simile spregio va respinto al mittente con voce chiara e senza esitazione. Un monumento precipitato sulla nostra città simile a un meteorite alieno, che ha scavato un cratere profondo quanto l’offesa da esso incarnata, un cratere da 60 milioni di euro in buona parte sottratti ai bisogni delle cittadine e dei cittadini.

Fonte: Progetto Rebeldia

By