Progetto Rebeldia: “Sgomberate le micro-aree abitate dai rom a Putignano”

PISA – Nella mattinata di giovedi 16 luglio a Pisa è accaduto l’ennesimo episodio di sottrazione di diritti ordinato dall’amministrazione comunale, ovvero lo sgombero improvviso di due micro-aree abitate da due famiglie rom a Putignano, Pisa.

I terreni dai quali decine di persone, tra le quali diversi minori, sono state allontanate, erano stati regolarmente acquistati dalle famiglie, che vi avevano collocato delle roulotte, ma trattandosi di aree agricole è stata riscontrata l’irregolarità delle loro abitazioni. Le famiglie si erano rese disponibili a regolarizzare la loro posizione, e anche ad andarsene dai terreni, purché fosse trovata loro una sistemazione abitativa, come attesta la conferenza stampa del 13 Aprile scorso.

La loro richiesta era pienamente coerente con le norme internazionali, che vietano lo sgombero in assenza di sistemazioni dignitose, ma, si sa, per l’amministrazione comunale di Pisa la legalità è un concetto a geometria variabile.

Il rispetto della legalità a cui ci riferiamo sono le linee guida dell’Onu sugli sgomberi, la Carta sociale Europea, il Patto internazionale sui diritti economici sociali e culturali, le norme del Comitato sui diritti economici sociali e culturali in materia di sgomberi forzati, nonché gli artt. 2, 3, 14, 29-31, 42 della Costituzione Italiana.

Queste normative oltretutto hanno veste giuridica vincolante. Gli sgomberi forzati dovrebbero essere notificati e dare un congruo termini espresso, dovrebbero essere la extrema ratio, dovrebbero rispettare il principio di proporzionalità e soprattutto dovrebbero dare una soluzione alternativa.

Anche la Strategia Nazionale di inclusione di Rom, Sinti e Camminanti del 2012 (Unar, del Dip. per le Politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri) prevede il superamento della politica degli sgomberi forzati.

Ci chiediamo inoltre come, a fronte della legislazione vigente e della necessità di garantire la dignità della vita dei propri cittadini, una questione di abuso edilizio possa scavalcare così barbaramente i diritti di tutte e tutti.

Ci chiediamo soprattutto cosa ne sarà di loro, dei tanti bambini e delle loro famiglie, adesso che sono state allontanate e da stasera non avranno alcun tetto sopra la testa. Quello che è certo è che il Comune di Pisa potrà continuare a dirsi soddisfatto di “aver fatto rispettare le regole” – come afferma l’assessora alle politiche sociali Capuzzi – ossia di essere stato nuovamente spietato con i deboli, e prono ai poteri forti che spadroneggiano in città.

È proprio sulla breve nota scritta su Facebook dall’assessore Sandra Capuzzi che vogliamo infine soffermarci. Essa esprime tutta la miseria politica e umana della giunta comunale di Pisa, poiché sostiene che le associazioni e i semplici cittadini avrebbero potuto indicare “le soluzioni” per le famiglie rom, come se l’impegno fondamentale dei tanti soggetti impegnati in questo senso potesse sostituirsi agli organi decisionali della nostra amministrazione, gli unici in grado di sventare questa tragedia e che invece hanno firmato l’ordinanza. Le politiche sociali, dice l’assessore, non devono godere di “due pesi e due misure”: e intanto si propone una “soluzione” che divide le famiglie, che lascia in mezzo alla strada gli uomini in cambio di una sistemazione di poche ore per donne e bambini.

Matteo Salvini e la Lega Nord fanno scuola da tempo anche fra le fila del Partito Democratico pisano: questa infatti è la Giunta delle ruspe e della prepotenza.

Fonte: Africa Insieme e Progetto Rebeldia

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