Progetto Rebeldia sulle Officine Garibaldi: “Niente di sicuro. Al via l’ennesima privatizzazione di uno spazio pubblico”

PISA – Nella giornata del 9 novembre, la terza commissione consiliare del Comune di Pisa ha effettuato una seduta in sopralluogo all’ormai nota a tutti “cattedrale di vetro” o meglio “Le officine” di Via Garibaldi.

imageAl sopralluogo erano presenti anche gli ingegneri direttamente coinvolti come tecnici nella realizzazione dell’immobile e nell’esplicazione tecnica ai consiglieri e cittadini presenti. Dall’ormai lontana chiusura del cantiere, datata all’ottobre del 2014, l’immobile continua a rimanere chiuso in balia di quello che potrebbe essere (o non essere) il suo futuro.

imageLe officine Garibaldi prendono il loro nome da una chiara ed esplicita funzionalità rimarcata più volte nella presentazione dei lavori PIUSS (piani integrati di sviluppo sostenibile) effettuati a Pisa, i suoi obiettivi erano infatti la creazione di un “luogo” di lavoro e creatività, di incontri e scambi di saperi ed esperienze, ma soprattutto di un “luogo del fare insieme”. Al suo interno, infatti avrebbero dovuto trovare una nuova casa associazioni come la storica Biblioteca Serantini, le attività che prima si svolgevano alla Limonaia (spazio in pieno centro storico ormai chiuso da due anni) e la biblioteca provinciale per tutta la parte dedicata al sociale e alle sue attività di incontro e cultura, ed un nuovo spazio ricettivo-turistico finanziato con fondi regionali.

imageL’operazione “Officine” è costato infatti 8 milioni di euro suddivisi in tre partite: 3.471.000 euro dal fondo per i progetti PIUSS (piani integrati di sviluppo sostenibile), 546.667 euro dal fondo regionale per il turismo e 3.982.333 euro dalla Provincia. Ideato dall’architetto Salvatore Re, oggi l’edificio si presenta praticamente pronto in tutti i suoi dettagli, arredi interni e esterni, con notevoli innovazioni applicate alla sua funzionalità tra le quali un impianto geotermico per il riscaldamento e raffreddamento interno, impianto fotovoltaico che può produrre 42kW di energia elettrica da poter distribuire anche nel quartiere perché avanza alle necessità della struttura e applicazioni di domotica per i collegamenti interni e l’illuminazione. Dopo mesi di sopralluoghi effettuati da “possibili acquirenti”, tra i quali l’università, per la prima volta la struttura viene visitata da cittadini.

Da contratto, infatti, l’opera deve entrare in uso entro dicembre 2016 con le sue funzioni turistiche ed entro marzo 2019 quelle sociali. Dopo le ormai note riforme Renziane, la provincia ha perso le sue funzioni sociali e turistiche, e non potendosi occupare dunque più della struttura decide di ricorrere ad un bando che doveva essere emesso entro il 31 ottobre di questo stesso anno. Nonostante le innumerevoli pressioni da tante realtà cittadine sul futuro della struttura nulla é ancora chiaro.

imageRisultano ora chiare le spese di manutenzione ordinaria e gestione della struttura che si attestano sui 70.000€ con uno scarto in eccesso di 30.000€, ma nulla si sa ancora dei soggetti che possono accedere a questo bando che implicherebbe dunque una concessione decennale con un vincolo quinquennale per l’uso turistico e sociale. Inoltre rimane ancora più in ombra la questione del mutuo ventennale, con rata annua di 220.000€, che deve essere ancora saldato da parte della provincia.

Siamo davanti all’ ennesima svendita e privatizzazione del patrimonio pubblico realizzato con milioni e milioni di euro proveniente dalle tasche dei cittadini e delle cittadine. Quello che si profila è l’ennesimo bando farlocco fatto o per farlo andare deserto viste le condizioni capestri da un punto di vista economico e i tempi ristrettissimi per costruire una progettazione adeguata per quello spazio o di un bando in cui già si sa chi vincerà visto che i soggetti che potranno concorrere allo spazio delle Officine sono soggetti imprenditoriali e non sociali o senza fini di lucro vista la rilevanza dei costi da dover sostenere.

Ma tutto ciò che ha a che fare con l’apertura di nuovi spazi sociali in città? Assolutamente nulla. E’ la logica privatistica che il Partito Democratico, e nel caso della provincia il centro-sinistra, stanno portando avanti. Il pubblico abdica dalle proprie funzioni e responsabilità comportandosi come il consiglio di amministrazione di una qualsiasi azienda.

A Pisa gli spazi sociali o vengono chiusi o vengono privatizzati o vengono dati in gestione- vedi caso Leopolda ai soliti noti con bandi farsa. E’ ora di dire basta fondi pubblici non possono e non devono permettere che i privati si arricchiscano, per le Officine Garibaldi serve una serie progettazione sui bisogni sociali della città, a cui far corrispondere azioni e attività.

Fonte: Progetto Rebeldìa

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