Prosegue la lotta alle scritte abusive sui muri a Pisa

PISA – Prosegue senza soste la lotta da parte dell’amministrazione comunale di Pisa tesa a contrastare il fenomeno relativo alle scritte ed affissione di manifesti abusivi che continuano a deturpare muri e monumenti cittadini.

Una sfida che si arricchisce di un ulteriore tassello, costituito dall’affidamento alla Ditta CLARO – operante su tutto il territorio nazionale e specializzata nell’utilizzo di efficaci prodotti anti graffiti – dei lavori sui Lungarni e sul Ponte di Mezzo allo scopo di ripulire lampioni, semafori e pennone del ponte da scritte, manifesti ed adesivi abusivi, per poi applicare sulle relativi superfici la vernice anti graffito al fine di scongiurare successivi atti di inciviltà.

Un intervento che successivamente, proseguirà nella zona retrostante Largo Ciro Menotti per poi avere ad oggetto il sottopasso del Cep, dove la ricordata vernice anti graffito sarà applicata agli intonaci che sono oggetto da tempo di ripetuti atti vandalici e che, grazie alla sua caratteristica, impedirà alla vernice di attecchire sulle pareti, facilitando la successiva rimozione.


Una lotta che vede impegnato in prima persona l’assessore all’ambiente Filippo Bedini, il quale, rivolgendosi agli Organi di Informazione, ha così commentato: “l’avvenuto affidamento del servizio di ripulitura ad una Ditta specializzata quale la CLARO e le zone ad esso interessate stanno a significare che, se è vero che siamo partiti dal Centro Storico in questo lungo e faticoso percorso di contrasto al degrado per ciò che riguarda scritte ed affissioni abusive, ci stiamo ora concentrando anche sulle periferie, come dimostra il previsto intervento al sottopassaggio del CEP, luogo oggetto di rinnovo di scritte ogni qualvolta veniva imbiancato, con la speranza che l’applicazione di questa particolare vernice anti graffito possa scoraggiare questi imbrattatori seriali“.

Purtroppo è in corso una sfida“, prosegue l’Assessore, “che per troppi anni non è stata accettata, costringendoci a lavorare su muri che sono abbandonati a questo tipo di insulto da decenni e quindi il percorso è particolarmente difficile ed impegnativo e non ci scoraggia il fatto che vi siano delle reazioni, ancorché immaginabili, che hanno portato alcuni soggetti ad imbrattare, anche recentemente, alcune stradine tra via Garofani, via La Nunziatina e via Mazzini, oltre all’affissione di taluni manifestini deliranti sulle colonne di Borgo, al pari di alcuni muri a Porta San Zeno che erano stati oggetto di ripulitura“.

Si tratta chiaramente“, continua Filippo Bedini, “di una provocazione da parte di bulli che, vigliaccamente, con l’ausilio della notte, mascherina e cappuccio, compiono azioni che vanno a danno di tutta la comunità cittadina, sia da un punto di vista ambientale che economico, ma che, ripeto, non ci fanno arretrare di un metro ed anzi la collaborazione con la Ditta CLARO rappresenta la volontà di rilanciare con forza il nostro impegno contro il vandalismo dilagante, poiché se da un lato i prodotti impiegati sono necessariamente più costosi, dall’altro gli stessi offrono maggiori garanzie in termini di resistenza, con ciò confermando di voler proseguire nel sostenere la nostra guerra al degrado, ritenendo corretti gli investimenti sinora svolti e che continueremo ad effettuare“.

Una buona notizia su questo versante“, conclude l’Assessore, “giunge dalla disponibilità manifestata dal Rettore dell’Università di Pisa a collaborare, per quanto di sua competenza, al nostro progetto – poiché, come noto, specie nel Centro Storico, l’Ateneo ha Palazzi importantissimi, di pregio e le cui facciate sono anch’esse molto deturpate – un atteggiamento accolto con grande soddisfazione, avendo lo stesso garantito il pieno appoggio dell’Ente al fine di creare una sinergia di interventi in modo che anche i Palazzi di sua proprietà possano essere restituiti al decoro cittadino, auspicando altresì una risposta corale da parte delle singole persone in una direzione univoca di condanna al vandalismo che va contro l’immagine di Pisa, ed al riguardo mi ha fatto molto piacere vedere molti dei manifestini degli Anarchici immediatamente strappati, così da voler significare, al di là di ogni concezione politica, una forma di disapprovazione contro una tale affissione abusiva“.   

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