Prostituzione, sgominata banda che organizzava incontri a Pisa

PISA – Sfruttavano la prostituzione utilizzando il web e favorendo gli incontri con i clienti in appartamenti situati a Pisa, Altopascio (Lucca) e Bari. Dopo quasi un anno di indagini la banda è stata scoperta dai Carabinieri del nucleo investigativo di Pisa, coordinati dal pm Flavia Alemi, che hanno ottenuto la misura cautelare dell’obbligo di dimora con permanenza in casa dalle 20 alle 9 del mattino per sei persone, due uomini e quattro donne.

Le investigazioni, avviate nell’agosto scorso, hanno preso spunto da verifiche effettuate su alcuni annunci apparsi su siti ‘dedicati’, nei quali si offrivano prestazioni sessuali a pagamento con giovani donne sudamericane. Dall’analisi delle utenze telefoniche pubblicizzate è emerso un collegamento ad altre utenze in uso agli indagati.

Le ragazze sudamericane venivano reclutate in Brasile, Ecuador e Repubblica Dominicana. Gli appartamenti in cui si consumavano i rapporti erano a Pisa , Altopascio (Lucca) e Bari. La banda controllava anche da vicino le ragazze organizzando mirati passaggi e stazionamenti nei pressi dei luoghi di prostituzione.

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I provvedimenti sono stati emessi a carico di due baresi, Giuseppe Marsico, 56 anni pregiudicato per reati analoghi e la 64enne Donatella Montereale, e di quattro sudamericani: le brasiliane Divina Dos Santos, 44 anni, residente ad Altopascio (ma attualmente in patria) e Maria Da Silva Laurany, 56 anni residente ad Altopascio e pregiudicata per reati analoghi, l’ecuadoregna Ingrid Tamara Cedeno Rivera, 29 anni, residente a Pisa come il dominicano Gregori Herrera di 26 anni.

Singolari le modalità attraverso le quali venivano attuati i controlli: la prostituta, dopo aver concordato l’appuntamento telefonico con il cliente, in presenza di sospetti, chiamava al cellulare il ‘bodyguard’ invitandolo a contattarla con un squillo all’orario stabilito, cui sarebbe seguita l’irruzione nell’appartamento se dopo 5 minuti la donna non avesse risposto. L’organizzazione aveva anche istituito un tariffario delle prestazioni sessuali che partiva da un minimo di 100 euro e al quale le donne erano obbligate ad attenersi, ma anche scelto la pubblicizzazione ai clienti dell’attività attraverso una fitta rete di utenze telefoniche in disponibilità, che venivano divulgate sul web nei siti prescelti.

Fonte: ANSA

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