Protesta in piazza a Pisa contro il Comune uscito dalla rete RE.A.DY. Arcigay, Nardini, Cirinna’ e Auletta molto duri. Video e foto

PISA – Fa discutere la decisione assunta in questi giorni dal Comune di Pisa di recedere dall’accordo tra Regione Toscana ed enti pubblici locali della Toscana che avevano aderito alla Rete RE.A.DY (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni), che aveva il compito di promuovere il confronto e la massima integrazione delle politiche di inclusione sociale per le persone lesbiche, gay, bisessuali, trans gender e intersessuali, atteggiamento che ha generato una manifestazione di protesta da parte delle Associazioni interessate e che si è svolta martedì 13 novembre in Piazza XX Settembre, davanti a Palazzo Gambacorti, in ordine alla quale una mozione di sospensione delle attività del Consiglio Comunale promossa dal Consigliere Ciccio Auletta (Diritti in Comune) è stata respinta.

di Giovanni Manenti
Siamo di fronte ad una scelta inqualificabile e gravissima – commenta il Consigliere di Diritti in Comune Ciccio Auletta in quanto di fatto si viene a cancellare l’adesione ad una rete istituzionale formata da Comuni che attiva buone pratiche ed iniziative nella lotta alla omotransfobia, vale a dire un qualcosa che sta oramai ben scritto nella legislazione europea ed internazionale, con l’impressione che a Pisa si voglia tornare al Medioevo, oltretutto con una decisione che è anche frutto dell’ignoranza, in quanto il fatto che la vice Sindaco abbia dichiarato che nel proprio programma elettorale non rientra quanto contenuto nella rete READY, sta a significare che il contrasto alla violenza non rientra tra le priorità di questa GiuntaPersonalmente, io credo – prosegue il Consigliere di “Diritti in Comune” – che siamo davanti ad un atteggiamento a fronte del quale debba esservi una mobilitazione non solo locale, ma a livello nazionale, poiché i diritti o sono di tutti o di nessuno, che peraltro sono sanciti dalla nostra Costituzione, mentre noi stiamo assistendo ad una vera e propria Crociata integralista e conservatrice di questa Amministrazione, come dimostrato dal contrasto ai corsi di educazione alle differenze, l’attacco alle LGBTQ, il no alla Moschea, il “prima gli Italiani”, vale a dire un pacchetto complessivo di politiche discriminatorie che, contemporaneamente, istigano alla violenza“.
Decisa anche la presa di posizione da parte del Presidente dell’Associazione ARCIGAY di Pisa, Daniele Serra, il quale giustifica la manifestazione odierna dicendo: ” Questa protesta e’  in relazione alla decisione assunta dal Comune di Pisa di recedere dalla rete READY, costituita da Amministrazioni locali, provinciali e regionali che si occupa di promuovere le politiche di non discriminazione verso le persone LGBTI (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender ed Intersessuali) ed attraverso la quale – di cui il Comune di Pisa ha fatto parte sin dalla prima ora – la Regione Toscana aveva stanziato dei fondi per attivare un progetto destinato alla cittadinanza, che prevedeva l’affissione di manifesti per sensibilizzare l’opinione pubblica contro le discriminazioni per orientamento sessuale ed identità di genere, e questa Amministrazione, con la decisione recentemente assunta, ritiene non doversi attuare questo tipo di politiche e quindi, di conseguenza, favorisce atti di violenza contro le persone LGBTI“. “Non si tratta di un atteggiamento isolat – prosegue Serra – il Comune di Pisa è stato solamente l’ultimo di una serie di altre Amministrazioni locali, peraltro tutte a connotazione politica di destra o centrodestra, il che rende ancora più evidente quali siano le idee verso le persone LGBTI da parte dei componenti le Giunte di questi Comuni, mentre per ciò che ha dichiarato la vice Sindaco Bonsangue a giustificazione della decisione assunta a difesa dei bambini, mi permetto di rispondere lasciando la parola a tutti quegli psicologi che sostengono che non ci sarebbe assolutamente alcun impatto sulla psiche dei bambini di ambo i sessi, proprio perché l’orientamento sessuale è una variante naturale del comportamento umano che si attesta intorno agli 8/9 anni e, pertanto, la rappresentazione di persone LGBTI nel Mondo e nelle città aiuterebbe queste persone a sentirsi meno sole, meno sbagliate che è invece il messaggio che questa Amministrazione intende portare avanti. Sicuramente questo atteggiamento da parte del Comune di Pisa – conclude Serra – che fa ritenere la violenza e l’omofobia come un valore istituzionale, come si è già visto nel razzismo istituzionale, va poi ad amplificare queste tendenze nella Società e quindi ci aspettiamo, purtroppo, come già successo solo un mese fa proprio qui a Pisa, nuovi attacchi a persone LGBTI esclusivamente per il loro orientamento sessuale“.
Alessandra Nardini e Monica Cirinna’

 

La Consigliera Regionale del PD Alessandra Nardini ha partecipato al presidio organizzato da Arcigay Pisa sotto Palazzo Gambacorti, dopo che la Giunta Conti ha votato l’uscita del Comune da Re.A.Dy, la rete delle pubbliche amministrazioni contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. “Sono qui, orgogliosamente, per difendere gli amori e la dignità di tutti e di tutte dalle folli e pericolose delibere del Sindaco Conti – dichiara la Nardini – Sindaco, hai tradito gli elettori: non sei un moderato come hai fatto credere in campagna elettorale, agisci al servizio della destra più radicale e più becera. Sindaco, vuoi tornare a trasmettere la città in bianco e – soprattutto – nero, ma non sfuggirai all’arcobaleno. Pisa è una città a colori“. La Consigliera Nardini ha inoltre informato di quanto accaduto la Senatrice Monica Cirinnà, figura simbolo della conquista di diritti civili LGBTI in Italia, la quale ha voluto inviare un messaggio che è stato letto alla piazza: “L’uscita del Comune di Pisa dalla rete Re.a.dy è un fatto grave, e un segno triste del tempo difficile in cui viviamo e resistiamo. La lotta alle discriminazioni passa anche attraverso l’educazione dei più piccoli al rispetto delle differenze: nessun indottrinamento, si tratta solo di dare attuazione a principi e valori costituzionali in cui tutte e tutti dovremmo ancora riconoscerci. Prendo atto con dolore che così non è, che ancora si mistifica e si strumentalizzano i più piccoli, confondendo la libertà educativa con la libertà di diffondere una cultura di odio e discriminazione. Sono sicura che Pisa sarà in grado di conservare la propria tradizione di città aperta, inclusiva e democratica, nonostante questa pessima amministrazione“.
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