Province, Pieroni: “Il presidente sarà pisano”. Filippeschi: “I criteri sono sbagliati”.

PISA – Il rischio è quello che non cambi nulla in favore di Pisa, e che Livorno sia il capoluogo. Dopo che Rossi si è tirato indietro qualche tempo fa, essendo stato sommerso di critiche fuori da Pisa e in Regione, Pieroni e Filippeschi affrontano una strada comune, sulle orme di quanto detto tempo addietro dal presidente della Regione.

PIERONI –È stata fatta una scelta incoerente e illogica – dice Andrea Pieroni – perché sono in gioco gli accorpamamenti delle Province. Pisa avrebbe sicuramente la voce più forte in quanto il corpo elettorale che eleggerà il nuovo presidente e il consiglio provinciale sarà costituito dai consiglieri comunali di tutti i comuni dei territori pisani e livornesi. Il territorio provinciale di Pisa ha una schiacciante superiorità con 39 comuni nei confronti dei 20 di Livorno. Stando così la legge, Livorno aprirà le porte a un pisano; il peso politico di Pisa si diluisce perché ne farebbero parte anche Massa-Carrara e Lucca e quest’ultima è vasta e popolosa. Ritengo che sia la ripartizione più omogenea dal punto di vista territoriale e socio-economico. Tuttavia – ed ecco il passaggio importante da tenere presente – non sono pregiudizialmente contrario alla divisione della Toscana in tre aree vaste purché si tenga conto di due elementi fondamentali. Proprio perché si tratta di aree vaste, queste vanno amministrate da un governo forte. E vorrei dire a Rossi di impegnarsi politicamente a ripristinare l’elezione diretta del presidente e del consiglio. Credo che sia sbagliato lasciare l’elezione ai consiglieri comunali perché in questo modo si rompe un rapporto fra i cittadini e chi amministra. Proprio sulla mancanza dell’elezione diretta, sono pendenti ricorsi alla Corte Costituzionale che si esprimerà il 6 novembre.

Uno striscione della Curva Nord, ieri allo stadio, rivolto direttamente a Pieroni. (Foto Fabio Lelli)

I NUMERI – I numeri parlano chiaro. Pisa avrà anche meno abitanti di Livorno, mentre in provincia le cose sono ben diverse, con oltre 400mila abitanti. Inoltre la superficie territoriale di Pisa è più del doppio di quella di Livorno, e anche sul fronte comuni Pisa ha il doppio dei comuni della città labronica.

FILIPPESCHI – Sabato invece aveva parlato Filippeschi: “Il Governo ha fatto un pasticcio che chiede cambiamenti. Siamo per le aree vaste, ma vogliamo un confronto anche sui capoluogo: i criteri di scelta imposti dalla legge di riordino della province sono sbagliati perché parzialissimi. Ne ho parlato anche con il ministro Patroni Griffi, rappresentando sofferenze presenti in molte altre regioni. La Toscana può dire la sua anche in questo caso. Vogliamo rappresentare le istanze del territorio e far valere positivamente, non contro qualcuno, i dati che danno a Pisa un’oggettiva centralità nell’area vasta costiera. Tutti riconoscono che senza le funzioni metropolitane che offre la nostra città la Toscana Costiera avrebbe poco senso. Sono una ricchezza per tutti, conviene non mortificarla. L’interesse di una comunità molto grande deve essere fatto valere da tutti, senza divisioni politiche com’é stato fino a oggi, con il coinvolgimento di tutte le forze sociali.”

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