Quid Est Gladium di Dario Focardi al Teatro Nuovo di Pisa

PISA – Al Teatro Nuovo di Pisa ultimo appuntamento con il progetto TIP (Teatri in Piazza), nato con l’intento di valorizzare e sostenere le realtà teatrali cittadine. Il 15 febbraio, alle 21.30, Teatri della Resistenza chiuderà la rassegna con lo spettacolo Quid est Gladium di e con Dario Focardi e Davide Giromini e con la collaborazione artistica di Paolo Giommarelli, selezione Premio Scenario 2011 per il Teatro di impegno civile e di ricerca.

Un racconto in forma orale, con accompagnamento musicale, dell’ultima settimana dei preparativi del fallito Golpe dell’Immacolata, che si manifestò sugli schermi italiani nella notte tra il 7 e l’8 novembre del 1970 e che coinvolse importanti pezzi degli apparati statali della Repubblica: generali, ammiragli, paracadutisti, ministri. Una pagina oscura della democrazia del nostro Paese raccontata con un profondo sentimento civile.

In scena ci sono due gladiatori, due neofascisti di Avanguardia Nazionale, due dei responsabili del tentativo di colpo di stato Borghese. Storicamente Gladio è stata una delle strutture segrete che agivano in Italia all’interno della più vasta operazione guidata dalla NATO denominata Stay Behind (letteralmente stare dietro). A Gladio si possono attribuire azioni di disturbo, sabotaggio e terrorismo nei confronti delle strutture democratiche della Repubblica Italiana. Il simbolo usato per contraddistinguere i reparti di questa struttura segreta era il Gladio, la spada corta che era in dotazione alle milizie dell’impero romano e che durante la Guerra di Resistenza era cucito sulle divise della X Flottiglia MAS del Comandante di Vascello Junio Valerio Borghese. Il Principe Nero, il mancato golpista dell’Immacolata del 1970. Trame che si intrecciano, personaggi e simboli che ritornano. Un silenzio calato, un sipario chiuso, una fine senza annunci, l’emblema dell’effimero, un ectoplasma che vaga costantemente su di noi; ma anche dentro. Gladio è come un parassita che ospitiamo istituzionalmente, è come un cancro della nostra democrazia che non riusciamo a debellare. La storia di una serie infinita di depistaggi. La storia di questo paesone senza logica chiamato Italia.

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