Radio Trieste di Martina Benedetti alla Città del Teatro

CASCINA – Nel Giorno del Ricordo la Fondazione Sipario Toscana ONLUS presenta la sua nuova produzione “Radio Trieste” di Martina Benedetti, in programma alla Città del Teatro di Cascina sabato 10 febbraio alle ore 21.

In scena Martina Benedetti, con la regia di Francesco Tammacco. In un’epoca indefinita (ma che potrebbe essere anche il 1945), in una Trieste disorientata e umiliata dalla violenza dell’incubo delle foibe e dalla minaccia di un esodo imminente, una donna sola ripercorre le vicende storiche del proprio Paese e sogna un futuro migliore affidando i propri pensieri all’unica cosa che le è rimasta: una vecchia radio, fonte di informazione e consolazione. Attraverso la radio la donna rivive così in diretta la drammatica vicenda dei massacri delle foibe, gli eccidi ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia avvenuti nell’immediato dopoguerra, ad opera dei Comitati popolari di liberazione jugoslavi agli ordini di Tito.

Lo spettacolo vuole essere momento di riflessione su una tragedia (per troppo tempo sottaciuta, per motivi ideologici) che colpì decine di migliaia di persone in un territorio nel quale, con il crollo della dittatura fascista, andava imponendosi quella di stampo filosovietico, con mire sui territori di diversi paesi confinanti. Improvvisati tribunali, che rispondevano ai titini, emisero centinaia di condanne a morte. La maggioranza dei condannati fu scaraventata nelle foibe o nelle miniere di bauxite, alcuni ancora in vita: la protagonista dello spettacolo ha modo di rievocare l’omicidio dell’uomo da lei amato, proprio un giorno prima del matrimonio. Ispirato anche a “Il mio Carso” di Scipio Slataper, lo spettacolo sospeso fra teatro e poesia (con incursioni danzate da Eleonora Di Vita e coreografate da Beatrice Paoleschi) può svolgersi nel dopoguerra italiano ma anche in un’epoca indefinita, quasi beckettiana, diventando un requiem all’umanità (e ai suoi orrori) che qui è data senz’altro per spacciata. Nel 2004 lo Stato italiano ha istituito il Giorno del Ricordo, per conservare e rinnovare “la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

Biglietto 5 euro

 

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