Radioterapia all’avanguardia per la cura della neoplasia della prostata

PISA – La diagnosi di neoplasia prostatica, oggi, è sempre più frequente.

Esistono diversi modi di affrontare e curare questa patologia con ottimi tassi di guarigione a lungo termine, mettendo sempre al centro il paziente e l’analisi della sua specifica situazione.

Oltre agli interventi chirurgici, che vengono garantiti da professionisti di alto livello (il direttore dell’area delle specialistiche chirurgiche è Massimo Cecchi), attività all’avanguardia in ambito radioterapico vengono assicurate sul territorio dell’Azienda USL Toscana nord ovest, grazia alla presenza di importanti professionisti e tecnologie.

Lo evidenziano i dirigenti medici dell’Area omogenea di Radioterapia aziendale – il direttore dell’Area Manrico Bosio ed i direttori di Lucca Marcello Mignogna e di Massa Carrara Angiolo Tagliagambe – che fanno il punto sulle procedure disponibili.

“In casi selezionati e a basso rischio – affermano i tre medici – una scelta può essere rappresentata dalla semplice osservazione clinica detta anche sorveglianza attiva. Alcuni di questi tumori, infatti, possono essere del tutto indolenti e non costituire causa di morte: la malattia viene pertanto sorvegliata e monitorata riservando un trattamento “attivo” solo laddove si riscontri una variazione delle caratteristiche della malattia di base tali da far pensare a un’evoluzione di aggressività.

La Radioterapia, da decenni, garantisce ottimi risultati.

Il trattamento radiante può essere somministrato fondamentalmente in due modi: o tramite irradiazione esterna, o tramite sorgenti radioattive inserite direttamente nella prostata (Brachiterapia).

La Radioterapia esterna è ampiamente disponibile in tutte le strutture dell’Area omogenea di Radioterapia dell’Azienda USL Toscana nord ovest (Livorno, Lucca, Carrara). Tutti gli apparecchi sono in grado di somministrare radiazioni concentrate sulla loggia prostatica con ampio risparmio degli organi circostanti (retto e vescica) e con un intento di eradicazione tumorale (guarigione).

La Brachiterapia, presente a Lucca dal 2004 (grazie all’ equipe specificatamente dedicata e composta da medico radioterapista, chirurgo urologo, fisico esperto in Fisica medica e tecnico di Radiologia medica, e i cui ottimi risultati in termini di controllo di malattia e tossicità sono pubblicati in vari lavori scientifici reperibili in letteratura) si effettua introducendo nella prostata, tramite guida ecografica, dei sottili aghi caricati poi in seguito con piccolissime sorgenti radioattive. Da sottolineare che non c’è alcun pericolo per il paziente o per chi gli sta vicino: l’azione di queste sorgenti si esaurisce del tutto dopo quattro mesi. Le radiazioni, quindi, si distribuiscono solo all’interno dell’organo con una rapida caduta della dose in periferia: il risparmio degli organi critici (vescica e retto) è ancora maggiore rispetto al trattamento con fasci esterni. La Brachiterapia, infine, presenta una scarsa incidenza di effetti collaterali soprattutto in termini di continenza urinaria e potenza sessuale tale da renderla sovrapponibile alla chirurgia robotica ma con costi nettamente inferiori. Può completare una Radioterapia esterna, come sovradosaggio, nelle neoplasie prostatiche localmente più estese.

In definitiva con queste tecniche ed apparecchiature radioterapiche di ultima generazione, la Radioterapia può ottenere buoni risultati per le neoplasie prostatiche.

Di conseguenza, date queste diverse possibilità terapeutiche, ogni singolo caso deve essere analizzato da un gruppo di esperti della patologia prostatica in un incontro multidisciplinare: solo in questa sede può essere deciso il percorso migliore. Gli specialisti, durante la visita, possono valutare infatti se il bilancio di estensione di malattia sia completo o se siano necessarie nuove indagini e parlano con il paziente relativamente ai trattamenti possibili fornendo informazioni su risultati ed effetti collaterali al fine di rendere l’utente edotto della propria malattia e delle possibilità di cura rendendolo parte attiva nella decisione finale (autodeterminazione della cura).

Questa linea di condotta, applicata ormai da diversi anni in ambito oncologico, è foriera di ottimi risultati anche in termini di guarigione di malattia e riduzione di effetti collaterali e rappresenta un modello di buona medicina, quella basata cioè sull’evidenza scientifica e sulle linee guida nazionali ed internazionali.

Tale approccio ha altresì un importante ribaltamento anche in termini di contenimento dei costi sanitari, elemento da considerare data l’attuale contingenza economica”.

“Questo è ciò che cerchiamo di fare quotidianamente – chiudono Bosio, Mignogna e Tagliagambe – nell’ambito dell’Area omogenea di Radioterapia dell’Azienda USL Toscana nord ovest e che vorremmo portare avanti sia incrementando il gruppo di specialisti dedicati alla Brachiterapia con altre professionalità giovani e motivate, attualmente operanti nella Radioterapia di Livorno, sia a livello interaziendale con l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, magari ponendo le basi per un unico Centro interaziendale di Radioterapia interventistica (altro modo di definire la Brachiterapia).

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