Raggiunto l’accordo Cesvot-Sindacati. La soddisfazione di Federico Gelli

PISA – Dopo un intenso confronto durato diverse settimane a seguito dell’apertura della procedura di crisi, in data odierna Cesvot e Rappresentanze sindacali hanno siglato un accordo per la gestione comune della fase di crisi.

L’accordo si basa due fondamentali passaggi: da un lato si prevede l’attivazione di un percorso di incentivazione all’esodo volontario che sarà non solo dotato di adeguati finanziamenti, ma anche assistito da forme di supporto alla ricollocazione lavorativa; dall’altro e in via immediatamente successiva è contemplata la realizzazione dei contratti di solidarietà per 1 anno e per tutto il personale rimanente, inclusi i dipendenti con funzione di quadri.

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Si ricorda che il 22 ottobre 2014 Cesvot aveva aperto la procedura di riduzione del personale a causa del costante e drastico calo delle assegnazione finanziarie da parte delle fondazioni bancarie ex art. 15 l. 266/91. Da allora si è aperto il confronto tra Cesvot ed organizzazioni sindacali finalizzato ad evitare che lo sbocco della procedura fosse quello traumatico dei licenziamenti.

“Sono soddisfatto del risultato raggiunto – ha dichiarato il Presidente Cesvot Federico Gelli – non solo perché rappresenta una tappa importante nel delicato e difficile confronto sviluppatosi in questi mesi, ma anche perché l’accordo di oggi costituisce un tassello fondamentale nel percorso di “messa in sicurezza” del Cesvot. “Inoltre – aggiunge Gelli – il successo di questo percorso dipende anche da quanto riusciremo ad incidere sugli scenari nazionali: infatti le fondazioni bancarie della Toscana sono attualmente obbligate ad impegnare gran parte delle risorse destinate al volontariato al mantenimento di onerose e discutibili sovrastrutture nazionali di rappresentanza. Enti nati in contesti storici molto diversi dall’attuale e che andranno profondamente rivisti. Da questa situazione di difficoltà – continua Gelli – dobbiamo uscirne con nuove motivazioni di rilancio per valorizzare le risorse interne che abbiamo a disposizione alla luce delle nuove opportunità che si creeranno. Il Cesvot dovrà dotarsi di un nuovo modello organizzativo in vista di questo nuovo percorso che impone al Centro Servizi di essere una realtà diversa rispetto al passato come impone la Riforma del Terzo settore in via di approvazione. Una riforma che chiede agli stessi Centri di diventare un punto di riferimento non solo per le associazioni ma per tutto il Terzo settore.”

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