Referendum Costituzionale. Pieragnoli: “Si o No, i problemi dell’economia restano intatti”

PISA – Non sarà la fine di tutto se dovessero vincere i No, non sarà la soluzione di tutti i mali se a prevalere saranno i Si. E’ questo il pensiero del direttore di ConfcommercioPisa Federico Pieragnoli in merito al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.

“Tutta la discussione sembra cristallizzarsi sui tagli ai costi della politica da un lato, sulla mancanza di legittimità democratica e contrappesi dall’altra, ma i benefici che imprese e cittadini si aspettano dalle riforme sono di tutt’altro segno”.

“Come rendere lo Stato più competitivo, efficiente, strutturalmente favorevole alla crescita, come rimuovere lacci, sprechi e burocrazia, rafforzando la governabilità e promuovendo nei fatti l’economia diffusa delle piccole e medie imprese, che richiede decisioni chiare e rapide, sono questi gli aspetti chiave delle riforme per il nostro paese. Da quarant’anni gli imprenditori attendono una vera riforma fiscale” – ricorda Pieragnoli – “che ridisegni un sistema moderno, semplice, affidabile, equo, costruito intorno a pochi tributi, uno per ogni livello di governo; un fisco che tenga contro del binomio fabbisogni e costi standard intervenendo inoltre su quel circolo vizioso che porta al continuo incremento della pressione fiscale, in cui i tagli a Regioni e Comuni vengono compensati dall’aumento dei tributi locali”.

“Sprechi o inefficienze della Pubblica Amministrazione sono pari a 74,3 miliardi di euro, il 42% della spesa complessiva, con percentuali che raggiungono il 67% nelle regioni a statuto speciale” – prosegue Pieragnoli – “e per fare solo un esempio, oggi non sappiamo quanto i senatori eletti con il nuovo sistema, non più vincolati al voto di fiducia, resisteranno alla tentazione di non aumentare ulteriormente la spesa locale intervenendo sulle leggi di loro competenza”.

“Insomma, qualunque ne sia l’esito, il giorno dopo il referendum i problemi delle imprese e dell’economia resteranno intatti sul tavolo” – conclude il direttore Pieragnoli – “e nessuno potrà accampare scuse per non cominciare, finalmente, a risolverli uno dopo l’altro”.

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