Riflessioni. Pisa, una città dai due volti: La Festa dello Sport contrapposta a Canapisa

PISA – E’ una città a due dimensioni quella che Pisa ha offerto lo scorso sabato alla vista dei turisti e dei suoi cittadini: da un lato ha offerto le proprie bellezze artistiche costituite da Piazze (dei Miracoli, dei Cavalieri, Santa Caterina, Garibaldi) famose in tutto il mondo alla manifestazione “Pisa apre le porte allo Sport” e, dall’altro, ha messo a disposizione le proprie vie per il percorso della 15.ma Manifestazione Nazionale Antiproibizionista “Canapisa Street Parade”.

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di Giovanni Manenti

Detta contrapposizione ha suscitato pesanti critiche da parte dell’Osservatorio Antiproibizionista di Pisa, il quale, con un proprio comunicato, ha lamentato il fatto che “…. da qualche anno il Comune organizza nel giorno di Canapisa la giornata dello Sport. Oltre che rappresentare un ostacolo fisico al percorso della manifestazione l’idea dell’Amministrazione è probabilmente quella di creare una sorta di contrapposizione simbolica tra una visione della vita “sana” (del Comune) ed “insana” (Canapisa). Rifiutiamo questo dualismo riduzionista e rimandiamo al mittente certe accuse nei confronti del movimento antiproibizionista”.

Non è nostro compito entrare nel merito della validità delle pretese avanzate circa la legalizzazione delle droghe leggere, tematica peraltro da tempo dibattuta nelle opportune sedi parlamentari e che, come tutte le problematiche di non facile definizione, vede contrapporsi con apprezzabili argomentazioni sia il fronte del sì a quello del no, ma quello che ci preme evidenziare è lo “spettacolo” offerto, ancorché condizionato dalla pioggia, passeggiando nella giornata di sabato per le vie cittadine.

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Orbene, non poteva sfuggire agli occhi di ognuno quanto fosse stridente il contrasto tra giovani che allegramente si cimentavano o davano sfoggio delle proprie abilità in competizioni sportive ed altri che “ciondolavano” per la città in attesa di prender parte al Corteo Antiproibizionista, muniti dell’immancabile bottiglia di birra o di vino da ingurgitare a stomaco vuoto ed accompagnata dal fumo (tabacco o canna che sia, poco importa), per non parlare del “look” (abbigliamento e piercing vari …), chiaramente in linea con il tenore della manifestazione.

Lungi dal ritenere lo Sport come la panacea di tutti i mali – altrimenti non si verificherebbero casi di suicidio tra gli atleti, oltre all’uso di droghe per alterare le proprie prestazioni (altra piaga difficile da estirpare …) – il messaggio che vorremmo passasse è sulle alternative che le discipline sportive offrono ai giovani al fine di non trovarsi a buttar via la propria vita, nonché alle possibilità che vengono messe a disposizione di coloro che, viceversa, vengono dalla vita duramente colpiti. Ci riferiamo, chiaramente, alle persone che, causa cadute, incidenti stradali, infortuni sul lavoro ecc., si ritrovano non per loro volontà nella mai auspicabile veste di disabili, costretti per il resto della propria esistenza su di una sedia a rotelle e che potrebbero rifugiarsi – con una umana certa dose di comprensione – nell’uso di droghe per sfuggire ad un destino rivelatosi crudele.

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Bisognerebbe che quei ragazzi, invece di “ciondolare” per la città, avessero assistito alla conferenza sull’argomento “Sport per disabili” tenutasi sotto le Logge di Banchi e, forse – ma, purtroppo ne dubitiamo – avrebbero capito quali siano i veri valori della vita e come sia importante non sprecare la propria, non rendendosi soprattutto conto – e questo, per chi scrive, è la cosa che fa più rabbia – di come vengano usati e sfruttati da personaggi squallidi più grandi di loro che si arricchiscono alle loro spalle.

Due considerazioni per concludere: considerati i vandalismi che annualmente il corteo lascia alle proprie spalle, vorremmo sapere con quale coraggio l’Osservatorio Antiproibizionista pretenderebbe che lo stesso si snodasse per le vie del Centro, magari danneggiando le vetrine dei negozi con danni a carico dei proprietari ed, in secondo luogo – anche se questa precisazione ci addolora profondamente -, ci piacerebbe conoscere se quella povera ragazza ventiduenne fiorentina che sta lottando tra la vita e la morte all’Ospedale per un cocktail di droghe ed alcool non avrebbe preferito essere tra coloro che hanno sfidato il giovane campione pisano di scacchi, Marco Codenotti, in una gara multipla svoltasi in contemporanea con il corteo.

Meditate, giovani, e salvatevi. Siete ancora in tempo…

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