Rino Gattuso: “Ad Avellino sarà dura. Io non scappo, ma bisogna fare presto”

PISA – A chi credeva di trovarsi di fronte un Rino Gattuso mogio ed abbacchiato alla consueta Conferenza Stampa, prima della partenza del gruppo  per Avellino, sarà senz’altro rimasto deluso.

di Giovanni Manenti

SULLA SQUADRA. “Io alla Squadra non posso rimproverare nulla per come lavora – esordisce il Mister – posso lamentarmi solo per qualche atteggiamento, dei quali peraltro la responsabilità è principalmente mia, anche se non è facile lavorare quando hai gli uomini contati, con pochi ricambi e ritardi di condizione. La squadra è reattiva, ma non basta, nel calcio quello che semini raccogli e noi, ora come ora, facciamo fatica”. “Guardate – rivolto ai cronisti – che noi creiamo più dell’anno scorso, arriviamo con più facilità ai sedici metri, anche perché è un Campionato diverso, lo scorso anno ci aspettavano, ora si gioca un calcio più aperto, ma poi ci perdiamo”. “Ma non è tutto da buttar via, come sento dire o leggo da qualche parte”, ribadisce il Mister, “perché, a parte il primo tempo con il Vicenza, dove avremmo meritato di andare al riposo sotto di due reti, ditemi voi quale altra squadra ci ha messo sotto. L’importante ora è non abbatterci – prosegue Gattuso – perché il fatto di non andare a segno può diventare anche un problema psicologico, così come lo può diventare il fatto che sono otto partite che non vinciamo. Possiamo uscirne solo attraverso il lavoro e l’allenamento, perché guardate che il problema non è solo l’attacco, a volte il movimento smarcante delle punte c’è, ma non arriva loro il pallone. Un esempio per tutti, siamo l’ultima squadra del Campionato per quanto attiene all’utilizzo dei calci piazzati, delle palle inattive insomma, paghiamo soprattutto la mancanza di assumerci la responsabilità delle giocate, è a quello che mi riferisco quando parlo del “compitino”, prendete Varela, ad esempio, per me domenica ha fatto una grande partita sa in fase di contenimento che di rilancio, ma quando deve tirare fuori lo spunto, la giocata risolutiva si perde”.

SULLO STATO FISICO. “Non è facile dovermi confrontare sempre con una rosa ridotta, oggi come oggi la mia preoccupazione principale è che si mi si fa male un altro centrale, sono senza difesa, siamo alla ricerca di qualche soluzione per il reparto arretrato, domani verranno in panchina Birindelli e Favale, due ragazzi della Primavera. Gatto sta migliorando, è un giocatore di buon valore, ma si vede che è un anno che non gioca. Mannini è un giocatore fondamentale per noi, per le qualità che ha, ma deve stare bene, è importante sia perché è in grado di saltare l’uomo che per la sua esperienza, ma non ho ancora deciso se schierarlo o meno, mentre vi confermo che Cardelli ha avuto un problemino all’adduttore in allenamento e starà fuori per un paio di settimane. Cani sta migliorando, ma sul campo le cose vanno meglio, sono diverse settimane che ci alleniamo bene, e questo mi dà fiducia”.

SULL’AVVERSARIO. Il fatto che sia un “campo caldo” come si dice – stigmatizza Gattuso – non mi preoccupa più di tanto, sì ci saranno qualche urlo, qualche offesa, ma poi tutto finisce lì. Il fatto che il pubblico stia contestando la Società ed in particolare l’Allenatore, deve essere una situazione di cui dovremo essere bravi ad approfittarne, ma del resto anche a Cesena il clima non era molto favorevole ai romagnoli e poi avete visto come è finita. Mi aspetto una partita dura, combattuta, dove dovremo essere bravi a tener testa, da un punto di vista tattico penso che Toscano non varierà molto da un classico 4-4-2 ad un possibile 4-3-1-2″.

SULLA QUESTIONE SOCIETARIA. E’ questo il punto dove poi, alla fine, Gattuso un po’ si accalora. “Sin quando la situazione non si risolve, mi rendo conto di non essere credibile. Se avessi pensato solo a me stesso, me ne sarei restato a casa, dopo tutto avevo vinto un Campionato. E’ un dato di fatto che quando vedi persone che vogliono distruggere, queste devono essere allontanate e di questo me ne sono assunto la responsabilità, perché sappiate che a me le difficoltà non spaventano, anzi al contrario, io non scappo. Voi credete che il Calcio sia facile, ma non è così, questo è uno Sport dove le motivazioni sono alla base di tutto ed oramai non c’è più tempo per aspettare. Quando dico che – e, tengo a sottolineare, per non essere frainteso, non è il caso di questi ragazzi – se ad esempio un giocatore fa le cinque di mattina oppure manda a quel paese un compagno in allenamento, deve intervenire la Società, non posso farlo io, ma se non ci sono gli interlocutori che si fa?” “Non crediate che sia facile – conclude il Mister – fare il mio lavoro quando vedo gente che non pensa al bene comune, perché, anche giustamente ha robe vecchie da riscuotere, impegni da mantenere, incertezze sul futuro, parla con i procuratori o con i rappresentanti dell’AIC, è questo quello a cui io mi riferivo nel mio sfogo di domenica, perché se uno non c’è con la testa hai voglia di parlare, spiegare, urlare, non si va da nessuna parte”.

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