Rino Gattuso: “Dobbiamo ritrovare il successo per tornare ad essere sereni”

PISA – Alla vigilia della delicata sfida interna contro il Trapani, ha parlato davanti a telecamere e taccuini mister Rino Gattuso

di Antonio Tognoli

LA SETTIMANA NERAZZURRA. “Durante la settimana alleno la squadra, con molto rispetto a quello che si fa, ma non stiamo raccogliendo quello che meritiamo. Ci manca la vittoria che è quello che ci serve. Abbiamo fatto qualcosa di importante e T utto non è da buttare e potevamo avere anche tre-quattro punti in più. Ma lo sapevo che sarebbe stata dura, anche quando eravamo ai primi posti della classifica, avevo detto di volare bassi. Adesso non basta quello che stiamo facendo. La preoccupazione mia e’ quella che la squadra si abitui a perdere essendo convinta di avere fatt la prestazione. Anche sul gol ad Avellino abbiamo sbagliato: e’ vero che il gol e’ venuto da una deviazione, ma in quell’azione ci sono tre quattro errori dove dobbiamo fare più attenzione in futuro a non ripeterli. A livello morale si paga tutto questo. Ma a parte tutto la squadra lavora. Certo che fare calcio così è molto difficile. Non posso prendere dei provvedimenti da solo. Siamo arrivati a dicembre e fare un campionato così non è facile. Ci sono delle problematiche di base. Anche le altre società possono stare come noi e avere più debiti, ma hanno una struttura societaria, noi non ce l’abbiamo. In questi mesi ho pensato a lavorare, ma vorrei dire tante cose che però non voglio dire. Voi sbruffate e fate le facce, ma qui succedono venti-trenta cose al giorno. La presunta società minaccia che non bisogna parlarne male. Ma dov’è la società? Io non ho visto più nessuno. Noi andiamo ad indovinello. Delle volte arriviamo al campo non c’è o il dottore o il fisioterapista. In questi casi è chiaro che ci sono giocatori intelligenti e meno intelligenti, ma è difficile entrare nella testa di 20 giocatori e questo non mi fa essere me stesso”.

SULLA SQUADRA. “Peralta l’ho inserito perché è quel giocatore che ti da superiorità numerica e ti fa ribaltare l’azione. È un ragazzo giovane, che ha delle qualità, sta crescendo, per lui la B è un campionato nuovo. Lo scorso anno trovava la mattonella giusta, quest’anno fa un po’ di fatica. Mannini è un giocatore per noi imprescindibile, ma non sta bene e lui per giocare deve essere al cento per cento. Ancora non è sciolto. Il 4-3-3 è il modulo che a me piace di più, ma noi facciamo fatica a concludere se non stiamo bene fisicamente. L’esperimento dei due attaccanti l’ho fatto sette-otto volte in un anno e mezzo e mi è piaciuto solo ad Arezzo, ma non mi ha convinto. Non avendo grande qualità di palleggio non possiamo stare là a tenere su due attaccanti, senza verticalizzare l’azione”.

GATTO, TABANELLI E MUDINGAYI. Gaby (Mudingayi ndr) si è fermato in questi giorni, aspettiamo il referto medico e vedremo. Con Gatto ci ho parlato in settimana, ha moltissime qualità sta migliorando molto ma a tratti e’ ancora spaesato. Tabanelli un po’ di luce la sta vedendo, sta lavorando sodo e questo è un buon segnale”.

SUL TRAPANI. “Il Trapani è una squadra che lo scorso anno si è giocata la serie A, gioca da molto tempo insieme ed è molto più in forma delle due squadre che abbiamo affrontato, Cesena e Avellino e allenata da un allenatore che caratterialmente ci assomigliamo, riesce a prendere sempre il massimo dai suoi giocatori. Domani lo saluterò molto volentieri, perché ho molta stima di Serse. Sarà una partita dura e fondamentale, che ci deve far tornare la serenità. Bisogna mettercela tutta e dovrò mettere la migliore formazione in campo”.

SU NACHO VARELA. “Sono stato uno dei primi a sapere della morte del padre, mi ha chiamato sua madre. Varela era molto legato al padre, mi è sembrato il minimo mandarlo a casa. Martedì tornerà con noi. Sia domani che per la partita di Coppa a Torino non ci sarà. Sia io che la squadra gli siamo molto vicini. Con suo padre che amava il rugby, parlavamo di come Nacho poteva migliorare perché Nacho vive di calcio, quando le cose non vanno bene ci soffre. Il papà stava tornando a trovare Nacho peoprio per stargli vicino, perché le cose qua non andavano bene”.

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