Rino Gattuso: “La situazione societaria non deve essere un alibi, domani dobbiamo far nostra la partita”

PISA – E’ un Rino Gattuso a 360^ quello che si è presentato stamani in Conferenza Stampa, avendo avuto modo di toccare tutti i punti salienti dell’Universo Pisa, dal campo alla scrivania, dal presente al futuro.

di Giovanni Manenti

Sulla gara persa con la Spal: “Ho rivisto la partita, per un’ora abbiamo meritato, poi è mancata la compattezza, purtroppo rispetto allo scorso anno, in occasione dei cambi perdiamo qualcosa. Mi da fastidio che si commettano determinati errori su situazioni che proviamo in allenamento. Da Varela mi aspetto di più, anche se confermo di aver sbagliato nel sostituirlo. Lui sa che negli ultimi 30/40 metri è libero di inventare, ma in fase di non possesso deve attenersi alle disposizioni, cosa che non sempre fa”.

Sugli infortunati: “Lazzari non si è allenato e non sarà della partita, su Longhi preferisco esprimermi con un nì. Cani è rientrato bene dalla trasferta con la Nazionale, così come Ujkani, il quale mi sta sorprendendo non per le qualità tecniche che già conoscevo, ma per come si è inserito nel gruppo, dove sembra vi sia da molte stagioni. Ha le caratteristiche del Leader e le fa vedere, anche se ammetto che come portieri mi sento tranquillo, date le buone prestazioni di Cardelli. Per quanto riguarda Mudingayi, che ha sempre qualche leggero problemino fisico, mi devo confrontare con Lucchesi, perché è giusto sapere quale sia il futuro del ragazzo, in caso non possa essere tesserato, confermo la mia volontà di reintegrare nella rosa Caponi, che si sta allenando con impegno e la cosa mi fa molto piacere, così come spero che Gatto sia quanto prima anch’esso disponibile”.

Sull’avversario dice: “So che hanno dei problemi e che sino ad ora non hanno fatto bene, soprattutto in attacco dove hanno molte difficoltà a segnare. Però conosco Bisoli, che è appena arrivato, il quale ha anche la possibilità di far giocare la sua squadra con diversi moduli diversi. Per questo non è facile preparare la partita, ma, ripeto, molto dipenderà da noi, i ragazzi devono essere più compatti, quando parlo di “veleno” non intendo cattiveria eccessiva o ricorrere a violenze gratuite che poi ci penalizzerebbero, bensì mi riferisco alla concentrazione massima nel rispettare le consegne ed anche osare di più, non limitarsi al “compitino”, che in questa categoria non paga”.

Sulla designazione arbitrale (lo stesso Direttore di gara di Lucchese-Pisa della scorsa Stagione, ndr) afferma: “Dobbiamo solo pensare a giocare, l’arbitro deve essere l’ultimo dei nostri problemi. E’ vero che l’anno scorso a Lucca incappò in una direzione infelice, ma la stupidità nel farsi espellere Crescenzi la commise da solo, cadendo nel tranello tesogli dal portiere”.

E, chiaramente, non potevano mancare riflessioni sulla situazione societaria e sull’esito dell’incontro di mercoledì a San Rossore: “Non ho novità, non avendo più parlato con nessuno. Di sicuro, alla “tavola rotonda” due o tre concetti sono usciti, mi aspettavo molto di più da Pablo Dana, del cui comportamento sono rimasto francamente deluso; da lui mi aspettavo determinate risposte che viceversa non sono arrivate. Confermo la mia piena fiducia in Abodi e la sua veste di “garante”, ad oggi mi dà una certa sicurezza che cerco di trasmettere ai giocatori, perché ribadisco come sia la quotidianità del lavoro ad essere carente, indipendentemente dal pagamento o meno degli stipendi che, comunque, mi auguro avvenga come promesso. Io qui sono solo, non c’è uno straccio di organizzazione, devo occuparmi di tutto assieme a quei quattro o cinque dipendenti che mi stanno dando una mano. Non è facile lavorare in una situazione come questa, ma ciò non deve creare un alibi per le prestazioni sul campo, noi domani dobbiamo rispondere sul rettangolo di gioco per far nostra la partita, ed in questo un punto importante è la riapertura – seppur parziale – dell’Arena Garibaldi, perché i giocatori hanno e sentono il bisogno del loro pubblico, ricordatevi cosa erano la cornice e le coreografie delle partite di Playoff. Queste sono situazioni che “caricano a mille” i giocatori, dovete crederci.”

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