Rino Gattuso: “Meritavamo qualcosa di più”

PISA – A fine gara arriva a commentare la sfida tra Pisa e Verona, un Rino Gattuso soddisfatto della prova dei suoi e con un filo di voce.

di Antonio Tognoli

“Abbiamo rispettato l’avversario, squadra superiore a noi sulla carta, simile al Foggia dell’anno scorso. Sicuramente meritavamo qualcosa in più, questo a testimonianza del veleno, del senso di appartenenza dei ragazzi, che non deve mancare mai. Questa squadra non deve mancare di questo aspetto qua. Noi dobbiamo ritornare alla normalità, perché a Pisa ci sono i presupposti per fare calcio ad un certo livello. Chi comprerà deve sapere dove viene a cascare e qui può fare grandi cose. Per come l’avevamo preparata, l’uscita di Mannini ci ha penalizzato, abbiamo avuto un po’ il braccino corto, potevamo sicuramente usare di più. Con l’arrivo di Mudingayi avremo una alternativa in più, ma non rompete le scatole, perché non gioca: sia lui che Gatto hanno sempre bisogno di tempo prima di essere a pieno della forma. Francesco Di Tacchio non è al meglio non è niente di grave, ma dobbiamo cercare di non rischiarlo in prospettiva futura”.

Gattuso rivela: “Mi sono sentito con Abodi nei gironi scorsi, gli ho detto che i dipendenti non sono stati pagati. Cambiare i miei atteggiamenti e i miei modi di essere non mi va più. Mi ha assicurato che arriverà qualcuno a darci una mano. C’è bisogno, perché io devo cercare di fare l’allenatore, non posso metterci sempre la faccia. Arriverà qualcuno che garantirà la quotidianità, una guida che dà delle guide per far andare le cose per il verso giusto. Non so chi sarà, ma Abodi mi ha garantito che arriverà. Io ho solo una strada, sono stato tirato in mezzo due mesi fa, sono tornato per i miei giocatori e per l’empatia che si è creata qui con i tifosi. A Pisa sto bene, mi sento vivo e questo lavoro mi piace. Se quest’anno questa squadra riesce a salvarsi, sarà come aver vinto un campionato. Se riusciremo a compiere l’impresa, i ragazzi lasceranno un fardello importante per chi arriverà in futuro”.

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