Rino Gattuso: “Il primo colpevole sono io, ma questo gruppo…Fautario? La sua intervista è stata un autogol”

PISA – Alla vigilia della sfida contro il Cittadella torna a parlare mister Rino Gattuso. Il tecnico nerazzurro parla a ruota libera e annuncia in maniera ormai inequivocabile il suo addio da Pisa.

di Antonio Tognoli

foto Roberto Cappello

SULLA PARTITA. “In vista del Cittadella si e fermato Cani, dovrà fare un piccolo intervento per pulire il menisco, per lui il campionato è finito, devo solo ringraziarlo, perché se voleva l’intervento avrebbe potuto farlo anche prima ed invece è stato molto attaccato alla causa Pisa. Domani sarà una battaglia contro il Cittadella, è una squadra che gioca a memoria, ma noi abbiamo la grande occasione per non retrocedere, per rimanere ancora a galla. I risultati di ieri danno rabbia, perché con Avellino e Bari potevamo fare qualcosina in più”.

SULL’ESPERIENZA A PISA. “A livello di esperienza questo campionato mi ha insegnato molto, tante partite non proverei più a vincerle, in qualche caso noi potevamo accontentarci anche del pareggio, sarebbe servito molto vedendo la classifica così corta c’è grande rammarico, ma ormai i se i i ma non contano più. Ogni volta che abbiamo provato ad osare ci siamo allungati e abbiamo perso negli ultimi minuti e ora lo paghiamo”.

SULLE PAROLE DI FAUTARIO. “Mi dispiace che Fautario abbia detto quelle parole, perché non mi ha chiamato quando è andato via? Penso che ora sia facile parlare, bisogna essere uomini. La sua intervista è stata un autogol. Chi pensa che io vado a simpatie o antipatie non ha ancora capito niente. Nei mesi difficili i giocatori non hanno fatto solo i giocatori e questo è normale, ma non mi sembra giusto buttare merda addosso con gente che è rimasta qua ed è ancora qua ed indossa questa maglia. Se oggi sono qua è perché questi ragazzi se lo meritano e se si va alla ricerca del colpevole, quello sono io”.

SULLA SOCIETA. “Tengo a precisare che non c’è stato alcun litigio tra me e la famiglia Corrado. Il Pisa è in buone mani, qui c’è una grande società che ha dietro grandi imprenditori. A gennaio tanti giocatori non sono voluti venire a Pisa perché avevano paura dei punti di penalizzazione e hanno preferito andare in altre piazze. Ad oggi io non ho nulla, non ho accordi con nessuna società e anzi rischio di stare a casa i primi tre quattro mesi, ma questo non importa”. Il tecnico nerazzurro torna a parlare del periodo del mercato di gennaio: “Lo ha portato avanti Giovanni e Ferrara. Con Ferrara non c’è stato un grandissimo rapporto, faceva da tramite con Giovanni e Giuseppe.

DIVERGENZE. “L’unica cosa che imputo alla società è quella di aver detto altre cose. Fino ad un certo punto eravamo tutti d’accordo sull’arrivo dei nuovi giocatori e sul fatto che ci eravamo rafforzati nel mercato di gannaio, poi quando sono mancati i risultati si è cambiato idea e questo non mi piace. Io sono stato il primo a rispettare le scelte della società, che ha investito molto comprando il Pisa. Io in Lega Pro non voglio scendere, è vero e lo ribadisco, ma non ho nessun contratto che dice questo, io ho un contratto da serie B, anche con tanti soldi, ma non abbiamo mai parlato di scendere in Lega Pro con la società”.

SUL FUTURO. “A livello economico questa società è stata rivoltata. A livello strutturale è ancora stato fatto poco, era molto difficile dato che cosa è accaduto e non ce n’è stato nemmeno il tempo. Quando finirà il campionato secondo me vedremo qualcosa di nuovo sicuramente. Pesa andar via così, da perdente, dispiace molto. Nella vita però mai dire mai, i nostri destini potrebbero chissà reincontrarsi. Questa non è una conferenza stampa di addio, quella la faremo da persone per bene, che io vada via però è un dato di fatto. Bisogna essere onesti e obiettivi, sulla mia scelta e su quella societaria”.

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