Rino Gattuso regala un sorriso agli anziani della RSA Umberto Viale

PISA – E’ un bagno di folla diverso ed un po’ particolare quello che accoglie il tecnico del Pisa Rino Gattuso alla struttura della RSA Umberto Viale per promuovere la giornata dedicata al tema “Gli Anziani, patrimonio di memoria, esperienze e tradizione”, nell’ambito dell’iniziativa “Un giorno per la nostra città” promossa dalla Lega di Serie B.

di Giovanni Manenti

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imageIL PERCHE’ DELL’INIZIATIVA. Tocca al Presidente della Cooperativa Sociale PAIM, Giancarlo Freggia (nonché ex Vice Presidente dell’Ac Pisa 1909 …) fare gli onori di casa e spiegare i motivi di tale incontro. “Quella che si svolge quest’oggi in tutte le città che hanno la loro squadra di calcio che partecipa al campionato di serie B è una delle cinque giornate dedicate al sociale che la Lega ha inteso promuovere, avendo per oggi a tema gli anziani”. “La presente struttura”, prosegue Freggia, “è una residenza storica per la nostra città, voluta dall’allora Sindaco Umberto Viale ed al quale è stata poi intitolata, che ospita 80 anziani a livello residenziale ed altri 20 solo durante il giorno”. “Questo incontro”, ha poi concluso, “rappresenta anche un modo di aprire alla cittadinanza dette strutture per far vedere il loro livello e, per quanto riguarda il Mister, sottolineo il suo grande valore umano in quanto è stato lui stesso che si è proposto, credo sia l’unico allenatore ad aver voluto partecipare in prima persona a questa iniziativa, da altre parti vi saranno delegazioni di giocatori”.

imageIL SALUTO DEL DIR. DELLA SOCIETA’ DELLA SALUTE. Prende quindi la parola il Dr. Alessandro Campani, Direttore della Società della Saluta, il quale non può che rimarcare “come per noi sia un grande onore ospitare a questo incontro un personaggio come Gennaro Gattuso, il quale non ha certo bisogno di presentazioni; la sua presenza in questa struttura in questa particolare giornata dedicata al sociale ne conferma una volta di più il suo elevato spessore umano, porta a noi tutti un bell’esempio di solidarietà e per molti dei presenti poter assistere a questo incontro può anche rappresentare il coronamento di un sogno”.

imagePAROLA AL MISTER NERAZZURRO. La parola passa quindi al vero protagonista dell’incontro, vale a dire il Mister nerazzurro Rino Gattuso, il quale precisa: “Sono un giovane di trentotto anni, ma sono cresciuto essendomi stati insegnati alcuni valori e comportamenti, tra cui uno di quelli più importante è il rispetto per le persone anziane, voi tutti avete un trascorso di vita vissuta, di esperienze, avete a vostra volta insegnato a vivere ai vostri figli”. “So benissimo”, ha proseguito Gattuso, “quanto sia difficile essere anziani specie in una società consumistica come quella odierna ed è anche per questo che sono molto contento di essere qua quest’oggi per passare un po’ di tempo con voi”. Gattuso conclude così: “Mi raccomando, non mollate, eh …!!”.

A questo punto Gattuso si è messo a disposizione del pubblico – sia degli anziani, ma anche di piccoli tifosi che partecipavano all’evento – per rispondere ad alcune loro domande di cui sintetizziamo le più importanti:

COSA HO PROVATO QUELLA DOMENICA DI GIUGNO A FOGGIA. “E’ stata la giornata più importante della mia breve carriera da allenatore, sentivo la responsabilità dell’evento ed avevo tanta pressione addosso perché percepivo l’attesa di una città intera che attendeva da tempo il ritorno della propria squadra nella serie cadetta. Poi, fortunatamente, tutto è andato per il meglio ed, a tutt’oggi, è la più grande soddisfazione che ho avuto come tecnico”.

SUL RAPPORTO TRA INSEGNANTI E FIGLI. E’ questo un tasto dove Gattuso spesso torna volentieri a parlare. “Vedete – attacca il Mister – io sono uno di quelli che crede molto nel lavoro, così come nelle regole che si devono rispettare per poter fare bene negli obiettivi che ci prefiggiamo. Oggi però vedo che si vogliono fare troppe cose, gli stessi figli vengono oberati tra studio, sport, musica, inglese e compagnia varia e non va bene, bisogna selezionare per scegliere cosa sia meglio fare e farlo bene, ma lasciando scegliere a loro, non imponendolo secondo quello che sarebbe il nostro desiderio, e talvolta anche chi insegna, sia a scuola come nelle altre discipline deve essere in grado di farlo”. “E qui – ha proseguito Gattuso – vi confesso che ho sempre pensato che io, ad esempio, non sarei in grado, con il mio carattere, il mio modo di essere, di allenare i ragazzini, poiché su cento di loro ne potrei sicuramente migliorare una decina, ma il resto li perderei per strada ed è per questo che ho voluto iniziare ad allenare a più alti livelli, non come sostiene qualcuno, perché volessi arrivare prima”.

SULLA DIVERSITA’ TRA I RUOLO DI GIOCATORE ED ALLENATORE. “Sono chiaramente due mestieri diversi”, sottolinea il Tecnico, “essere stato giocatore mi ha aiutato, ma ammetto che fare l’allenatore è molto più difficile. Quando giocavo il mio pensiero era solo concentrato sulla partita per quanto riguarda la mia preparazione fisica, sull’avversario che avrei dovuto marcare, era chiaramente un rapporto più personale; da allenatore, al contrario, hai la responsabilità del gruppo, di tutta la squadra, devi concentrati sulla tattica, sull’avversario, sulle scelte da fare e poi devi anche essere bravo a motivare i ragazzi, quando perdi non devi abbatterti, perché tu sei il primo a dover dimostrare di avere fiducia nelle potenzialità della tua squadra e poter guardare avanti”.

GLI ALLENATORI A CUI MI SONO ISPIRATO. “Mah, certo, ho avuto la fortuna di avere Lippi in Nazionale ed Ancelotti al Milan”, non nega Gattuso, “due personaggi per certi versi contrastanti, molto duro e con una forte personalità il primo, una specie di secondo padre il secondo, anche se quando si arrabbiava, come tutti quelli che non si arrabbiano mai”. “Avevano un modo di preparare le partite molto diverso tra loro” – prosegue – ma non posso dire di ispirarmi ad nessuno dei due, l’unico vantaggio nell’aver giocato ad alti livelli è quello di aver vissuto determinate situazioni e ricordarsi come loro le abbiano gestite, per il resto ognuno deve essere se stesso perché con l’imitazione altrui vai poco lontano”.

SUL RAPPORTO CON IL PUBBLICO PISANO. Su questo tema Gattuso regala una “chicca”: “Forse quasi nessuno si ricorda che io, reduce da un brutto infortunio al ginocchio, rientrai in Nazionale proprio a Pisa nel giugno 2009 in un’amichevole contro l’Irlanda del Nord ed ho ben presente il ricordo della calorosa accoglienza riservatami dal pubblico all’Arena, che scandiva il mio nome. Sapevo quindi benissimo quale sarebbe stato l’appoggio del pubblico pisano alla squadra qualora avessimo fatto bene e vedere uno stadio come in occasione dei playoff della scorsa stagione è, per un sanguigno come me, un qualcosa che ti dà una carica in più. Ora, purtroppo, ma non per colpa loro, sia chiaro, noto un certo appiattimento, molto meno calore a causa delle vicende societarie che ci assillano da qualche mese a questa parte, ma mai come ora c’è bisogna dell’aiuto di tutti per cercare di uscire da questo periodo sfortunato, per cui sabato mi aspetto una grande risposta anche in merito all’affluenza allo stadio”. E, come era logico attendersi, se termina la parte colloquiale, per Gattuso il pomeriggio non finisce certo qui, mettendosi con la sua consueta disponibilità, a firmare autografi e farsi riprendere dalle numerose foto richieste”.

Davvero una gran brava persona, il “nostro” Rino…Teniamocelo stretto

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