Rino Gattuso, un uomo un condottiero. “Senza Petroni resto”

PISA – Questo titolo lo avevamo già riproposto all’indomani del suo primo annunciato addio. Era la vigilia della sfida contro la Lupa Roma, lo riproponiamo oggi in un giorno di festa, in un giorno da veri gladiatori.

Il protagonista del successo del Pisa si chiama Rino Gattuso e il suo gruppo di ragazzi straordinari che sono riusciti a batter tutte le avversità. Gattuso entra in sala stampa dopo il Match con un bernoccolo (la bottigliata ricevuta non è stata scena come qualche foggiano voleva far credere): “Ora più che mai io voglio rimanere qua – dice il mister – ma non a queste condizioni. A me piace lavorare con Lucchesi, Taverniti e Petroni a me non piacciono, quindi loro possono raccontare cosa vogliono, io voglio stare solo con Lucchesi. Io con loro non ci sto, non voglio avere niente a che fare con loro, con la mia squadra loro nemmeno parlano e le volte che lo hanno fatto hanno detto stronzate: non è mancanza di rispetto, ma non mi piacciono”. Il tecnico spiega cos’è successo negli spogliatoi nel dopo gara: “Anche oggi li ho cacciati dagli spogliatoi quando sono entrati a festeggiare. E sia chiaro che non è un problema di soldi, questo voglio precisarlo”.

Questo il primo punto poi si passa a parlare delle cose tecniche: “Sono contento di questo successo che dopo la vittoria della Champions con la maglia della mia squadra del cuore, il Milan, me la voglio tatuare sul braccio. Questa vittoria la metto anche davanti al Mondiale del 2006. Il sogno è diventato realtà perché il merito va a questi ragazzi straordinari che hanno saputo interpretare cosa il suo mister chiedeva. Qua si può fare bene anche in serie B, con quattro cinque innesti e sistemando alcune cose societarie possiamo fare la nostra figura, ora però godiamoci questa giornata di festa”.

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