Ripartono le attività all’interno dei circoli. “Sanata in parte una palese ingiustizia”

PISA – I circoli culturali, sociali e ricreativi tornano verso la normalità. Fino al 1 luglio continueranno ad essere sospese le attività ordinarie, ma si potranno organizzare spettacoli, attività sportive e motorie, corsi individuali e collettivi e attività ricreative e educative  per bambini e ragazzi con l’aiuto di operatori a cui affidarli in custodia.

Lo stabilisce un’ordinanza, la n. 53, firmata venerdì 4 giugno dal presidente della Toscana Eugenio Giani. Naturalmente tutto ciò dovrà essere fatto nel rispetto dei protocolli e delle misure nazionali e regionali anti-Covid.

I circoli sono tante volte l’anima di un borgo o di un territorio – commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani – Sono autentici presidi e svolgono in questo senso una funzione sociale. Far ripartire le attività all’interno vuol dire garantire un servizio in più alle comunità in cui operano”.

Una decisione che attendevamo da tempo e che viene incontro alle aspettative delle migliaia di soci e volontari che si adoperano, ogni giorno, per mandare avanti quelli che sono a tutti gli effetti presidi sociali del nostro territorio”. I presidenti Acli, Arci e MCL della Toscana, Giacomo Martelli, Gianluca Mengozzi e Pierandrea Vanni accolgono con soddisfazione l’ordinanza di Regione Toscana che consente, da subito, attività culturali, sportive, ricreative, educative e corsistiche nei circoli ricreativi della Toscana.

La piena attività, come da decreto nazionale, riprenderà solo il primo luglio – spiegano Giacomo Martelli, Gianluca Mengozzi e Pierandrea Vanni. Una decisione che abbiamo sempre ritenuto ingiusta, in quanto i circoli sono in grado di garantire tutte le precauzioni sanitarie previste dai protocolli, al pari degli esercizi commerciali a cui invece è stato già concesso di riaprire. Se da un lato questa ordinanza compensa in parte il danno subito, dall’altro conferma, ancora un volta, il valore del nostro lavoro. I 1.500 circoli della Toscana sono pronti a riaprire le porte e a contribuire con le proprie attività di animazione sociale alla ripartenza delle comunità toscane di cui sono una parte fondamentale”.

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