Rissa tra detenuti al Carcere Don Bosco. La denuncia del Sappe

PISA – Forse il pretesto del furioso pestaggio tra detenuti stranieri avvenuto poche ore fa in una cella del carcere di Pisa è tra i più futili, ossia l’incapacità di convivere – seppur tra le sbarre – con persone diverse.

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O forse le ragioni sono da ricercare in screzi di vita penitenziaria o in sgarbi avvenuti fuori dal carcere, legati al mondo dello spaccio di sostanze stupefacenti. Fatto sta che poche ore fa, nel carcere di Pisa, venti detenuti stranieri (nordafricani)se le sono date di santa ragione. E se non fosse stato per il tempestivo interno dei poliziotti penitenziari le conseguenze della rissa potevano essere peggiori. La denuncia arriva dal Sindacato più rappresentativo e con il maggior numero di poliziotti penitenziari iscritti, il SAPPE, che denuncia come resta sempre alta la tensione nelle carceri italiane. Spiega Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “La rissa tra detenuti a Pisa, carcere da giorni al centro delle cronache per le violenze che vedono coinvolti i Baschi Azzurri, è sintomatico di una emergenza penitenziaria che permane, nonostante tutto. Una rissa violenta, sedata in tempo dai bravi poliziotti penitenziari in servizio che mi auguro vengano premiati per l’ottimo intervento operativo. Un saluto in particolare va ai tre poliziotti feriti, colpiti dai detenuti mentre tentavano di separarli, che si trovano al Pronto soccorso di un Ospedale cittadino per le cure del caso. Una rissa che poteva avere più gravi conseguenze, se non fosse stato per il tempestivo intervento dei poliziotti che hanno sequestrato nel cortile passeggi un rudimentale coltello”. Pasquale Salemme, segretario regionale SAPPE della Toscana, aggiunge: “Mi preoccupa il continuo ripetersi di eventi critici e violenze contro i poliziotti nel carcere di Pisa. Sono troppi gli Agenti che subiscono le violenze dei detenuti: dovrebbe fare riflettere il consistente numero di poliziotti assenti per malattia. Ma mi sembra che il direttore del carcere non adotti alcun intervento risolutivo per modificare questo stato di cose, come una organizzazione del lavoro più funzionale alle necessità di sicurezza e tutela dei Baschi Azzurri. Per fortuna nostra e delle Istituzioni a Pisa lavorano poliziotti penitenziari molto determinati, che credono nel proprio lavoro, che hanno valori radicati e un forte senso d’identità e d’orgoglio. Agenti, Sovrintendenti, Ispettori, Funzionari che lavorano ogni giorno, nel silenzio e tra mille difficoltà ma con professionalità, umanità, competenza e passione nel dramma delle sezioni detentive pisane e italiane. A loro va il plauso mio personale e del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il SAPPE”.

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