Roberto Falivena, vice capitano neroverde: “Il Tuttocuoio è una famiglia. Che spettacolo confrontarsi con l’Arena”

PISA – Nel Tuttocuoio di Mister Alvini che oggi affronterà il Pisa milita il vicecapitano Roberto Falivena centrocampista nato a Lucca il 8 marzo 1986.

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Falivena ha iniziato la sua carriera nella Pistoiese, per poi andare in Calabria alla Vibonese, da dove ritornò in Toscana al Castelnuovo e da li poi Carrarese Viareggio e Pontedera. È al Tuttucuoio da 4 anni e Pisanews lo ha contattato telefonicamente e lui si è messo a disposizione con entusiasmo e lo ringraziamo.

Allora Roberto, parliamo subito di questo Tuttocuoio che ha fatto un bel campionato:qual è il segreto?

“Guarda, ne parlavo giorni fa con alcuni amici stretti:ho avuto la fortuna di trovare un ambiente sano,perche,in 4 anni, salire di categoria, poi salvarsi in C/2 lo scorso anno con 9 retrocessioni, il chè non era facile e poi la salvezza di quest’anno nella C unica è stata davvero una buona ciliegina sulla torta. Io ho 29 anni e voglio assolutamente giocare ancora e poi confrontarsi con piazze come quella di Pisa è uno spettacolo”

Pisa che era dato favorito per la vittoria finale ed invece è andata come sappiamo. Te che sei un giocatore esperto che lettura dai di quanto è successo?

“Francamente non so dirti come mai il Pisa sia andato così bisogna vivere quotidianamente dentro gli spogliatoi perché a livello tecnico e tattico la squadra era forte. E poi da ciò che mi risulta il Presidente Battini è una persona seria puntuale nei pagamenti e quindi li ci sono tutte le basi per fare bene. Sicuramente internamente qualche inghippo si è verificato ma io non mi permetto e non voglio giudicare cose che non vivo”.

Hai parlato di squadra nerazzurra forte dal punto di vista tecnico e tattico,ma ti ha colpito qualche elemento in particolare?

“Io ho giocato nel Viareggio con Mandorlini, valido giocatore e bravo ragazzo ma tutto il complesso è valido, ripeto all’andata contro di noi il Pisa fece una grande partita dove alla fine ci asfaltò”.

Ora però c’è molta delusione per non aver raggiunto l’obiettivo…

“Sai,Pisa è una piazza che giustamente pretende però quando si pretende non sempre si riesce a raggiungere la meta agognata. Si,sicuramente questo è un mezzo flop ma nel calcio ne capitano spesso”.

Obiettivo promozione, che il Teramo che è salito nella C unica con voi sta ottenendo. Te lo saresti aspettato?

“All’inizio no, pero’poi conoscendo gli avversari non pensavo arrivassero cosi in alto ma sapevo che la loro forza era il gruppo amalgamato da diversi anni formato da 5 o 6 giocatori che si conoscono e che giocano insieme in un campo sintetico di vecchia generazione e già quello è stato un vantaggio. Poi il Teramo è una società sana con dirigenti competenti”.

Ed invece il valore aggiunto di questo Tuttcuoio qual è?

“Il nostro valore aggiunto è stato il gruppo dove in 4 anni non vi è mai stato uno screzio mentre invece alcuni miei ex compagni quando si son trovati a cambiare squadra hanno trovato situazioni di battibecchi e ciò non è positivo”.

Ed allora Roberto descrivimi un pò questo grande gruppo..”

“Anzitutto, abbiamo una società sana condotta da un presidente come Dolfi appassionato poi c’è Mister Alvini poi c’è il gruppo di 6 o 7 giocatori della vecchia guardia ed abbiamo accolto gli ultimi arrivati facendoli sentire a loro agio…ecco l’importanza del gruppo di cui ti parlavo. E per questi giovani il Tuttocuoio puo’ essere un importante trampolino di lancio”.

Chi sono a tuo avviso giovani ora al Tuttocuoio con buone prospettive future?

“Alcuni avranno un futuro in squadre più titolate tipo Zanchi che ritornerà a Perugia Gargiulo o Deiola”

Con quale tipo di modulo fa giocare la squadra Mister Alvini?

“In serie D  faceva giocare la squadra con un 4-3-1-2 poi fra i prof ha cambiato a seconda sia dei giocatori a disposizione che degli avversari che andavamo ad affrontare”

E le tue caratteristiche come centrocampista quali sono?

“Da interditore, che cerca di mettere in condizione i compagni di far bene esaltandone le qualità. Diciamo che fra compagni di squadra ci interscambiamo nello sviluppare una fluida manovra di gioco come vuole Mister Alvini”.

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