Roberto Gasparroni, ex gloria nerazzurra: “Sarà una gran partita, vinca il migliore”

PISA – Domenica all’Arena Anconetani andrà in scena la prima gara dei playoff, dove saranno di fronte, a distanza di neanche un mese dalla gara disputatasi all’Helvia Recina della città marchigiana , Pisa e Maceratese, in una partita secca che deciderà in positivo le sorti dell’una o dell’altra compagine, dove chi perde, ahi lui, può andare al mare. Per parlare di tutto questo,in mancanza di interlocutori sul versante biancorosso, abbiamo contattato una vecchia gloria nerazzurra, che ha giocato nel Pisa in C portandolo fino alla serie A, nel campionato 1967/68, ai tempi in cui era presidente il Commendator Astolfo Donati. Si tratta di Roberto Gasparroni, di ruolo difensore, alto cm.1,74 per kg.70, che ha attaccato le scarpe al chiodo nel 1975, proprio con la casacca nerazzurra.

di Maurizio Ficeli

Gasparroni è nativo di Tolentino, in provincia di Macerata, dove nacque, per caso, in tempo di guerra, il 1 marzo 1944, ma lui si sente Civitanovese doc e dalla squadra di Civitanova Marche, acerrima avversaria di Macerata, un po come lo sono Pisa con Livorno, è giunto all’ombra della Torre, dove tutt’ora vive ed ha messo su famiglia.

Grazie, Signor Gasparroni, per aver accettato l’invito del nostro portale: domenica all’Arena Anconetani c’è la prima sfida secca dei playoff fra Pisa e Maceratese, che partita si aspetta?

“Il Pisa non lo ho seguito tanto, però da ciò che ho potuto vedere, mi pare giochi meglio in casa che fuori; indubbiamente la gara di domenica sarà difficile, anche perchè la Maceratese li davanti ha due “frecce ” che possono far male, anche se,a mio avviso, il Pisa è superiore, ma nel calcio non vi è mai nulla di scontato, specie in partite secche come queste. A ciò volevo aggiungere che leggevo sul Corriere dello Sport, di cui sono lettore abituale, che il Mister dei marchigiani Cristian Bucchi ha dichiarato che il Pisa è sicuramente una grande squadra, ma che loro verranno all’Arena a giocarsela a viso aperto”.

Riguardo al Pisa attuale, gli addetti ai lavori sono soliti dire che la squadra di Gattuso è forte come complesso e credo che questa sarà senz’altro anche il suo pensiero ma a suo giudizio, c’è un giocatore in particolare che l’ha impressionata?

“Secondo me quando gioca Daniele Mannini la squadra rende molto di più, anche se in TV vidi la gara del Pisa a Siena e non vidi neanche un tiro in porta. A volte e parlo in generale, vengono messi su squadroni, che poi però lottano a metà classifica”.

Ci faccia un po’ di Amarcord…

“Noi nel 1967/68 andammo in serie A, con una squadra composta da bravi giocatori, anche se in fase calante, come oltre al sottoscritto, Piaceri,Joan, Manservizi, Annibale portiere ed altri. Avevamo una rosa di 15/16 giocatori e ce la facevamo benissimo, ora hanno rose di 26 giocatori ed a volte e si lamentano. Malgrado ciò il calcio è e resta lo sport più bello del mondo, anche se è cambiato tutto ed io le partite me le guardo da casa, perchè non mi ci ritrovo in tutti quei controlli che ci sono se vai allo stadio, dove devi dare nome, cognome, codice fiscale, tornelli e compagnia bella”.

Per concludere: lei è nativo di quelle zone ma ormai è pisano di adozione: per chi farà il tifo?

“Sì, sono nato a Tolentino, ma per caso, in quanto era tempo di guerra ed i miei da Civitanova Marche erano sfollati là, ma io mi son sempre sentito Civitanovese purosangue, e fra Civitanova Marche e Macerata c’è una acerrima rivalità, forse più che fra Pisa e Livorno, e nei derby dalle mie parti siccome fra Civitanova e Macerata, c’era solo una strada che le divideva, i maceratesi per far ritorno nella loro città, dovevano passare da lì, dove i civitanovesi li aspettavano e vi lascio immaginare ciò che succedeva. A parte queste note di colore e rivalità, dico sportivamente che vinca il migliore”.

Foto tratta da Wikipedia

By