I robot tra mondi reali e virtuali

PISA – In un recente articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista Le scienze, edizione italiana di Scientific American, si parla di robotica e realtà virtuale, un connubio che anche a Pisa ha trovato, in alcuni istituiti di eccellenza, innovative e appassionanti applicazioni.

L’articolo a firma di Riccardo Oldani descrive un recente paper scritto dai ricercatori del laboratorio NVidia di Seattle su un’innovazione nel campo degli algoritmi di intelligenza artificiale applicati alla relazione uomo macchina. Un settore questo che vedrà incredibili e innovative applicazioni nel campo del sociale, del turismo così come in quello dell’accoglienza e della formazione.

Parte della novità introdotta dal team di ricerca del laboratorio sta nell’aver fatto imparare a un robot a gestire i vari oggetti presenti in una cucina. La cucina in questione si trova in una stanza dell’istituto di ricerca NVidia di Seattle e sui suoi scaffali il robot ha imparato a riporre oggetti nei vari cassetti, cosa tutt’altro che semplice visto che deve valutare preventivamente lo spazio d’ingombro, ad afferrarli senza farli cadere, a manipolarli, insomma, come farebbe ognuno di noi; forse anche meglio. La grande novità è però rappresentata dal training a cui il robot, o meglio, la rete neurale che sta alla base dell’intelligenza artificiale, è stata sottoposta. L’allenamento infatti si è svolto in un ambiente virtuale, con dati sintetici e non con un approccio diretto, almeno inizialmente, in uno spazio fisico. Tutto questo è stato possibile grazie alle schede NVidia, uno dei maggiori produttori di componenti elettroniche, impegnati nello sviluppo di reti neurali basate sul machine learning per i robot del futuro.

Un approccio quello del training in uno spazio virtuale che trova oggi molteplici applicazioni nei più svariati campi. Lo scorso Ottobre al Festival della Robotica ad esempio, il team del Laboratorio di tecnologie robotiche in neuro-riabilitazione della Stella Maris ha presentato il sistema Khymeia Vrrs. Si tratta di un progetto di applicazione della realtà virtuale alla riabilitazione e teleriabilitazione tra i più avanzati e completi al mondo.

In quello della sicurezza ad esempio vale la pena citare la partnership tra Enel e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa da cui è stato sviluppato un ambiente virtuale per una simulazione realistica di una centrale elettrica. Questo spazio servirà alla formazione dei futuri professionisti che si sperimenteranno in un ambiente simulato, ma in tutto e per tutto identico a quello reale, le varie criticità ed emergenze possibili all’interno di una centrale. Spazi di simulazione così realistici trovano ovviamente un terreno fertile anche e soprattutto nel campo dell’intrattenimento dove le piattaforme di gaming online stanno sviluppando ambienti immersivi personalizzabili dall’utente ed estremamente realistici.

Tutto questo è stato reso possibile da schede grafiche sempre più potenti, da computer e dispositivi mobili più preformanti che possono oggi sfruttare al meglio tutta la vasta gamma di giochi online di piattaforme ludiche come Unibet Italia che offrono ai proprio utenti in fatto di realismo e coinvolgimento innovazioni come il gioco live. Un intrattenimento dunque sempre più immersivo e che fa della ricerca del realismo estremo uno degli obiettivi fondamentali del futuro mondo dell’entertainment.

 

Non potevano ovviamente restare indietro gli sport che si trasformano grazie ai visori per la realtà virtuale in esperienze immersive degne dei migliori videogame. Nel 2016 sono state trasmesse in streaming a 360° le Olimpiadi di Rio le prime a essere accessibili in questa nuova modalità immersiva. Addirittura la classica competizione automobilistica per eccellenza, la 1000 Miglia propone con il 1000 Miglia Experience la possibilità di salire a bordo della auto storiche in corsa, oppure di vedere la competizione tra il pubblico a bordo strada.

 

In fatto di innovazioni la città di Pisa con la Scuola Superiore Sant’Anna dimostra la sua notevole capacità di creare un futuro più semplice per alcune categorie sociali, come gli anziani, sviluppando sistemi di intelligenza artificiale in grado di svolgere compiti come l’assistenza o l’acquisto di prodotti al supermercato in un’ottica di autonomia per le persone, non solo anziane, che hanno difficoltà a spostarsi da casa. Testati tra l’Italia e la Svezia i Robot-Era sviluppati dal Sant’Anna hanno dimostrato le loro notevoli capacità.
Da tempo la Scuola Sant’Anna è infatti impegnata nello sviluppo di tecnologie capaci di migliorare la vita delle persone anche in situazioni estremamente difficili; come ci ha dimostrato la recente  notizia del primo impianto di mano robotica coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e finanziato dalla Commissione Europea all’interno del programma Horizon 2020. Impianto che fornirà alla paziente non solo la mobilità perduta, ma anche stimoli sensoriali tattili assenti dalle protesi tradizionali.

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