Rodolfo Rossi (Bagno Lido): “Situazione con tanti punti interrogativi, attendiamo come ripartire”

CALAMBRONE (PISA) – Dopo aver il clima che si respira a Marina di Vecchiano, Pisanews fa ritorno sul Litorale Pisano, più precisamente a Calambrone, per intervistare Rodolfo Rossi, titolare del Bagno Lido, il quale ci espone i problemi e le aspettative di chi opera in quel campo.

di Maurizio Ficeli


D. Come state vivendo questo periodo di stand by della vostra attività?

R. “Inutile dire che le difficoltà a livello economico sono enormi perché già di questi tempi, se non ci fosse stato questo intoppo, buona parte di quello che sarebbe stato il lavoro della stagione lo avremmo già fatto e questo sia dal punto di vista economico e sia di preparazione del materiale. Lei consideri che sia qui su Calambrone, ma anche a Tirrenia e Marina di Pisa, di solito si aprire o prima di maggio o verso la metà del mese stesso quindi le strutture dovrebbero essere già pronte“.

D. Siete in contatto con la vostra clientela?

R. “Certo. I clienti giustamente ci chiedono informazioni anche perché con le giornate di sole non ne possono più di stare a casa. Quindi viviamo in un momento di incertezza, anche perché da parte nostra non siamo in grado di dare alla gente risposte certe, semplicemente perché anche noi non le abbiamo e questo riguarda anche domande dal punto di vista sanitario, insomma si sentono tanti discorsi e non sappiamo cosa rispondere“.

D. Al momento quali lavori state effettuando?

R. “Nel caso mio che è particolare sono fermo e fino al 4 maggio io ed i miei dipendenti non si riparte perché a metà dicembre dello scorso anno il mio bagno è stato colpito da una tromba d’aria che ha danneggiato buona parte delle strutture, quindi da quel momento abbiamo già iniziato a lavorare e ci siamo preparati in anticipo imbiancando le cabine ed effettuando la normale manutenzione, fermandoci poi a marzo. Certo, il periodo delle manutenzioni dovrebbe essere questo per essere pronti a partire, anche perché, torno a ripetere, qui ci sono stabilimenti balneari che aprono il primo di maggio. Diciamo che nella sfortuna anche con un danno non indifferente, il problema delle manutenzioni l’ho fatto a dicembre anche se confidavo nel preparare la stagione mentre ora bloccando la preparazione sono economicamente in difficoltà, avendo speso quasi 50.000 euro“.

D. Avete avuto qualche sostegno a livello di amministrazioni locali e di governo?

R. “Noi siamo considerati come una categoria di lavoratori che opera solo quattro mesi guadagnando un sacco di soldi e questo non è assolutamente vero perché la nostra è invece una categoria che lavora dodici mesi l’anno con orari pazzeschi, poi bisogna tenere presente che i prezzi del litorale pisano sono fermi da quasi dieci anni, mentre noi invece siamo tartassati in una maniera che mette paura, ad esempio con l ‘IMU e la spazzatura. Lei consideri che io pago 18.000 euro di spazzatura poi c’è la faccenda dei cosiddetti “pertinenziali” dove vado a pagare 45.000 euro di concessione demaniale, inoltre abbiamo questa spada di Damocle della Bolkestein sulle spalle. Con tutto questo ci ritroviamo, nel caso particolare, in una situazione che hai dei punti interrogativi, primo perché non sappiamo quando riapriremo, secondo non si sa ad oggi con quali tipologie normative a livello igienico e sanitario, e comunque preparare una stagione anche dal punto di vista sanitario comporta dei costi“. 


D. Come si stanno muovendo le vostre associazioni di categoria per tutelarvi in queste difficoltà?

R. “Stanno trattando sia a livello nazionale e locale per farci ottenere degli sgravi fiscali, penso che siano quelle cose che ogni amministratore deve capire, venendoci incontro anche perché se il numero dei clienti al momento di una eventuale apertura dovrà essere ridotto e contingentato, le nostre spese ed i costi dovranno essere proporzionati al numero dei clienti che avremo, ad esempio la spazzatura non potrà avere lo stesso costo con un’utenza meno numerosa e se poi invece che 4 mesi ce ne fanno lavorare 2 penso che anche da un punto di vista razionale chi amministra lo deve capire. Noi  la nostra parte la facciamo , che ognuno faccia la propria“.


D. In che senso?

R. “Nel senso di sgravi, che però non devono essere dilazioni a pagare poi in futuro, perché altrimenti sarebbe come metterci il cappio al collo ora per poi stringercelo in futuro“.

D. Che opinione avete riguardo a quell’idea bizzarra dei gazebo in plexiglas da piazzare sulle spiagge?

R. “A volte certe persone si inventano delle castronerie, ma io mi domando, come è venuta fuori un’idea del genere? Ora se chi ha tirato fuori questa cosa vuol fare delle serre è un altro discorso, al limite semmai avrei preferito fare una cosa con le canne di bambù, come i famosi gazebo negli stabilimenti balneari della Versilia, ma non manufatti chiusi. Al di là di questo penso che in questo mese e mezzo la gente abbia capito come ci si deve comportare, mentre noi provvederemo a mettere in sicurezza gli stabilimenti balneari, sanificando l’ambiente. Renderlo sicuro è il nostro lavoro e poi già ci adoperiamo per la sicurezza in mare, figuriamoci per quella sulla spiaggia, tutto ciò è anche nel nostro interesse“.


D. Invece riguardo all’ottimizzazione degli spazi come pensate di organizzarvi?

R. “Per ciò che riguarda gli spazi non abbiamo problemi, la mia struttura è grande, anche se dipende dalle disposizioni che ci daranno oltre a tenerla sicura ma oltre a ciò ribadisco il fatto che chi ci amministra deve capire il problema e venirci incontro. Poi voglio aggiungere questo, in questo paese abbiamo un tremendo difetto, e parlo in generale, ma  qui noi italiani quando siamo tutti allenatori di calcio, quando siamo tutti politici ed ora tutti virologi“. 

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