Rossi attacca: “Troppe le Regioni. Renzi sbaglia sugli immigrati. E Letta…”

PISA – Quasi un Enrico Rossi “di lotta e di governo” quello che si è concesso alle domande dei giornalisti e dei cittadini nella Sala degli Stemmi della Normale di Pisa, nell’ambito di Panorama d’Italia.

Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana
Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana

Contro gli eccessi spreconi del localismo, ma anche contro il neocentralismo di Renzi. Contro i privilegi assurdi delle regioni a statuto speciale (“Sicilia vergognosa”) ma anche contro l’indiscriminato abbandono nelle mani di nessuno delle funzioni un tempo svolte dalle Provincie.

È vero che ha chiesto ai toscani di consegnare le case agli immigrati? “È una coglionata, Ho solo detto di affittare i locali sfitti. Quello dell’immigrazione non è un tema facile, non banalizziamo. Ci vuole una politica accorta ed è proprio per questo che non condivido la scelta del governo di Matteo Renzi di affidare il compito interamente ai prefetti”.

Incalzato dal vicedirettore di Panorama, Maurizio Tortorella, e dal caporedattore de Il Tirreno, Antonio Valentini, il governatore Rossi, ha risposto a tutto campo alle domande e polemizzato contro l’ex premier pisano Enrico Letta e anche contro Romano Prodi sulle opposte fazioni in merito all’aeroporto di Pisa ed alla sua confluenza, di fatto decisa da Rossi, con quello di Firenze: “L’aeroporto di Pisa oggi compete con quello di Mestre. Mi risulta che ci sia stato un incremento del 14 per cento e ci sono prospettive di sviluppo. Se non avessi accettato di allargare la pista di Peretola, Firenze sarebbe stata schiacciata da Bologna”.

Per Rossi non è stata una cortesia fatta a Matteo Renzi, come ha insinuato qualcuno: “Ha influito più Enrico Letta che Matteo Renzi. Letta aveva fatto valutazioni analoghe a quelle mie. Ma se devo raccontarla tutta ho avuto telefonate anche da Prodi che mi diceva: mettiamoci d’accordo, tu non sviluppi Firenze, lo tieni fermo, e poi magari al posto dell’aeroporto si fa qualcos’altro”.

Molte domande sui nodi dei trasporti: “Bisogna realizzare l’autostrada Tirrenica e mi impegnerò per fare questo. Non lo vogliono fare certi residenti che hanno le ville in queste zone, romani che influenzano i giornali. Non vogliono che le loro ville vengano toccate. A questo si aggiungono le resistenze di Società Autostrade. Questa zona costiera senza strade ha trovato sviluppo con la costruzione delle seconde case. Ma il corridoio può consentire lo sviluppo. Non trovo ragione, se non meschine ed economiche, per opporsi. A volte mi chiedo se la politica delle strade la fa Benetton o il governo”.

Ancora sull’immigrazione: “C’è chi parla alla pancia, ma il problema dei profughi è serissimo. Il trattato di Dublino che tanti problemi sta creando è stato sottoscritto dal leghista Roberto Maroni. Molti sindaci hanno soluzioni, altri no. La Toscana tuttavia è grande e riuscirà ad accogliere gli immigrati. Certo è una rappresentazione sbagliata pensare che l’immigrazione sia una camminata dolce, come ha creduto molte volte la sinistra. Bisogna essere umani, ma si deve avere umanità anche nei confronti di chi accoglie. L’identità minacciata è una cosa seria”.

Poi l’attacco agli sprechi del localismo delle Regioni autonome: “Vanno ridiscussi i privilegi male utilizzati. E dieci Regioni in Italia possono bastare”. Per Rossi, il caso della Sicilia è vergognoso: “Noi siamo la regione più boscosa d’Italia e abbiamo 600 forestali, in Sicilia ne hanno 30 mila. Non dico azzerare i principi di autonomia, ma si lascia agire solo chi dimostra di saperlo fare, di essere bravo, gli altri no. Un maggiore equilibrio mi sembrerebbe doveroso”.

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