Rossi inaugura la Cassa dei Piaggioni a San Miniato”

PISA – “Questa è l’opera più importante che sia stata realizzata ad oggi lungo l’asta dell’Arno che ridurrà in modo significativo il rischio da San Miniato fino alla foce.

Insieme allo scolmatore, altra opera fondamentale con i corso la gara per affidare i lavori per un importo di 15 milioni di euro, metterà in sicurezza anche la città di Pisa”.

Lo ha detto il presidente Enrico Rossi che ha inaugurato oggi la “cassa dei Piaggioni”, primo lotto della cassa di espansione di Roffia, nel comune di San Miniato.

Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana
Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana

“L’inaugurazione di oggi – ha continuato Rossi – segna una svolta, e rispetto agli eventi alluvionali degli ultimi quattro anni che ci hanno provato, dimostra che ce la possiamo fare. Quando anche l’intervento dello scolmatore sarà terminato, saremo di fronte a un grande lavoro che cambia il quadro rispetto alla sicurezza idraulica.

In un momento in cui è sempre più difficile reperire risorse, la Regione si è impegnata prefissandosi l’obiettivo di spendere almeno 50 milioni all’anno. Dopo i professori che hanno detto che ci vogliono 3 miliardi per mettere in sicurezza tutto il bacino, ci sono i politici che rispondono. Ebbene, 3 miliardi no, ma 30, 50 milioni ogni anno sì. Questo il senso di responsabilità che ci ha guidato fino a qua. Oggi è un bel giorno di festa e siccome ci troviamo nei luoghi di Leonardo che era molto interessato all’acqua e alle sue dinamiche, mi piace pensare che oggi sarebbe stato contento anche lui”.

Il sistema Roffia

La cassa dei Piaggioni fa parte di un sistema costituito da 4 casse dell’area di espansione di Roffia, due in sinistra idraulica del fiume Arno, nel territorio dei Comuni di San Miniato e Fucecchio (casse di espansione di Piaggioni e di Scaletta), e due in destra idraulica, nel Comune di Cerreto Guidi (casse di espansione di Navetta Est e Navetta Ovest).

Le casse di Roffia nel loro complesso rappresentano uno degli interventi strutturali previsti dal “Piano di Bacino del fiume Arno per la riduzione del rischio idraulico” approvato nel 1999 e risulta una delle opere strategicamente più rilevanti tra quelle a valle di Firenze lungo l’asta principale del fiume, sia per il volume invasabile stimato in circa 18 mil mc, sia per la sua estensione, pari a circa 200 ettari, sia per la sua localizzazione, immediatamente a monte di aree fortemente antropizzate. La cassa dei Piaggioni, insieme agli interventi previsti sullo scolmatore d’Arno, darà un contributo significativo alla riduzione del rischio idraulico nel territorio pisano.

Identikit della cassa dei Piaggioni

La cassa dei Piaggioni funziona attraverso l’utilizzo di paratoie mobili, sistema più flessibile rispetto a uno con paratoie fisse: permette infatti di adattarsi a un numero maggiore di eventi di pioggia e diversi per quantità e durata. Così è possibile garantire un livello massimo di laminazione in ogni caso, a prescindere dal tipo di evento di piena.

Le paratoie mobili, di dimensioni 8×3, grazie alla modulazione del tempo di apertura ottengono una laminazione della piena (cioè un progressivo abbassamento del colmo di piena) di circa 8-9 per cento, con volume invasabile di acqua di circa 9milioni di metri cubi.

I lavori per la cassa dei Piaggioni

Iniziati ad aprile del 2009, i lavori per i Piaggioni, che hanno visto il Comune di San Miniato quale ente attuatore, hanno avuto un costo complessivo di 17 milioni e 500mila euro.

I fondi sono così ripartiti: 2 milioni e 885mila euro di risorse regionali; 8 milioni e 550mila euro di risorse Cipe che la Regione ha scelto di destinare a questo intervento; 3 milioni e 615mila euro di fondi statali; 1 milione e 500mila euro di risorse della Provincia di Firenze, 600mila di fondi del Comune di San Miniato, 174mila euro del Comune di Cerreto Guidi e 175mila euro del Comune di Fucecchio.

Primo ad essere concluso, l’intervento dei Piaggioni ha dovuto fare i conti con eventi che hanno creato difficoltà al cantiere. Sono stati la piena dell’Arno del 31 gennaio 2014 e quella dell’11 febbraio 2014 che hanno infatti costretto l’Amministrazione comunale di San Miniato ad intervenire con opere di somma urgenza per ripristinare le arginature e tutta l’area danneggiata. A un anno di distanza dall’esondazione i lavori sono stati terminati e collaudati.

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