Sabato 21 l’inaugurazione della mostra “Confluenze”. Le parole di Ferrante e Pratesi

PISA – Sarà inaugurata sabato 21 Aprile alla Chiesa della Spina a Pisa la mostra “Confluenze”. Ecco le parole dell’Assessore Andrea Ferrante e del Dr. Ludovico Pratesi curatore della mostra.

di Giovanni Manenti 

“Si tratta di un allestimento che segue il programma già iniziato più di un anno fa e che vede qui, fra le altre cose, esposizioni di artisti di grande livello internazionale nel panorama attuale dell’Arte contemporanea”, esordisce l’Assessore alla Cultura del Comune di Pisa Andrea Ferrante, “ed oggi tocca ad Andrea Santarlasci un nome che ha esposto in occasioni e sedi di grandissimo rilievo e che peraltro è anche un artista pisano, che ha così occasione di essere valorizzato nella sua città, attraverso un allestimento che si riconduce ad elementi evocati dalla Chiesa, dalla sua localizzazione ed, in generale, dal nostro territorio, venendo in qualche modo richiamata l’ipotesi che in questi paraggi vi fosse in antichità la confluenza di un ramo dell’Auser nell’Arno, così come l’opera che richiama la deposizione di Rosso Fiorentino di Volterra, con al centro della scena un tronco che è un relitto di una piena dell’Arno, rappresentando le stesse opere di grande intensità, molto sentite dall’artista e che credo si sposino perfettamente con l’ambiente di una Chiesa che è un gioiello della città di Pisa e che tanti turisti e cittadini visitano con continuità”. “Al riguardo, conclude l’assessore – si confermano gli orari di apertura che da più di un anno sono in vigore qui alla Chiesa della Spina, con 36 ore settimanali che prevedono l’accesso al Lunedì mattina, per poi proseguire con i pomeriggi di Martedì, Mercoledì e Giovedì, mentre al Venerdì, Sabato e Domenica vi sono due turni di visite, uno al mattino e l’altro al pomeriggio, ad iniziare da sabato 21 aprile per la durata di un mese, fatti salvi eventuali prolungamenti e dato che veniamo da precedenti esperienze molto positive, l’ultima delle quali relativa al ciclo Cinque/Seicentesco ha avuto oltre 15mila visitatori, questa è la palese dimostrazione che la Chiesa della Spina è uno dei grandi poli di attrazione non solo dei Lungarni, ma anche un luogo espositivo di rilievo nazionale ed internazionale”.

“Il titolo della Mostra è “Confluenze”, esordisce il Dott. Ludovico Pratesi, che ne introduce il soggetto che è sostanzialmente un’ipotesi storica non da tutti avvalorata, vale a dire che nelle vicinanze della Chiesa della Spina scorresse, in antichità, il fiume Auser, che è il nome dell’attuale Serchio, ed in detta ottica Andrea Santarlasci, che è un artista pisano, ha in qualche modo colto questo suggerimento e ne ha costruito una Mostra che dialoga attraverso due opere, una scultura in installazione ed una scritta al neon, con la prima che si chiama “Declivio” ed è un grande tronco che è stato trovato alla foce dell’Arno e che viene sistemato al centro della Chiesa appoggiato a delle scale a ricordare la deposizione del Cristo morto, così come una scomparsa, una memoria od una perdita, mentre sul lato della Chiesa verso l’Arno, non a caso, c’è una scritta al neon che reca un frammento di Eraclito che parla della capacità del fiume di far scorrere le cose senza essere mai lo stesso, attraverso le parole “negli stessi fiumi entriamo e non entriamo, siamo e non siamo”, ma ciò che è curioso è che in detta frase luminosa alcune lettere sono state depotenziate, in pratica spente, e le stesse compongono il nome del fiume Auser a simboleggiare il rapporto tra un’immagine che poi è una scultura, un qualcosa di solido, portato dal fiume e recuperato per questa circostanza ed invece la parola, questo frammento filosofico che parla sostanzialmente della capacità del fiume di essere portatore di memoria e direi, in conclusione, che questa mostra è essenzialmente dedicata alla memoria, quale quella di una Chiesa, di un luogo, di un antico fiume, di un filosofo e di un artista”.

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