Sabato a Guardistallo tavola rotonda su Rodolfo Siviero

GUARDISTALLO – L’anno 2013 è un anno ricco di avvenimenti,  si celebrano i 30 anni della morte di Rodolfo Siviero ,  ma anche i 70 anni dall’inizio della resistenza italiana e i 450 anni dalla fondazione dell’Accademia delle Arti del Disegno istituita nel 1563 da Cosimo I dei Medici.Rodolfo Siviero ebbe una parte attiva nella Resistenza Italiana, infatti dopo l’8 settembre del 1943, curò l’organizzazione di una attività di spionaggio, in collegamento con i servizi informativi alleati e con la Resistenza, tesa in gran parte alla salvaguardia del patrimonio artistico nazionale. Mentre negli anni settanta diviene presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, fino al 1983 anno della sua morte, organizzando eventi di rilevanza internazionale per la tutela delle opere d’arte. (Grazie ai meriti acquisiti nella Resistenza, nel 1946 il Presidente del Consiglio dei ministri Alcide De Gasperi nomina Siviero “Ministro plenipotenziario” affidandogli l’incarico di dirigere una missione diplomatica presso il governo militare alleato in Germania con lo scopo di stabilire il principio della restituzione delle opere trafugate all’Italia).  Sabato 26 ottobre 2013, ore 16.00 presso il Teatro Marchionneschi a Guardistallo, si terrà la taaola rotonda Rodolfo Siviero “ L’Ultimo Sileno a difesa dell’Arte Italica “. Rodolfo Siviero ha avuto un ruolo di grande importanza per la salvaguardia del patrimonio culturale italiano. A lui si deve infatti il recupero di gran parte delle opere che erano state trafugate dal nostro paese nel corso della Seconda Guerra Mondiale. I metodi rocamboleschi ed avventurosi con i quali le opere furono talvolta recuperate, il fascino personale di uomo colto e raffinato e allo stesso tempo spregiudicato e concreto nell’azione, i molti successi con il gentil sesso gli valsero il soprannome di 007 dell’arte. Rodolfo nasce a Guardistallo, in provincia di Pisa il 24 dicembre 1911. E’ figlio di un Maresciallo dei Carabinieri all’epoca comandante della Stazione Carabinieri di Guardistallo, che nel 1924 si trasferisce a Firenze con la famiglia. Qui Rodolfo si forma culturalmente, frequentando gli ambienti artistici-letterari e coltivando ambizioni poetiche e di critico d’arte. Intorno agli anni trenta diventa un agente segreto per il Servizio Informazioni Militare italiano. Aderisce al fascismo con la convinzione che solo un regime totalitario possa rivoluzionare il paese per renderlo migliore. Nel 1937 parte alla volta di Berlino – sotto la copertura di una borsa di studio in storia dell’arte – per raccogliere informazioni sul regime nazista. Dopo l’8 settembre 1943 Siviero si schiera con il fronte antifascista. Si occupa prevalentemente di monitorare il corpo militare nazista detto Kunstschutz, corpo istituito originariamente con lo scopo di proteggere il patrimonio culturale dai danni della guerra, ma che sotto le direttive naziste si occupava di trafugare dall’Italia verso la Germania il maggior numero di opere d’arte. Nella casa dello storico dell’arte ebreo Giorgio Castelfranco sul lungarno Serristori di Firenze – oggi nota come Casa Siviero – Siviero si occupa di coordinare alcune delle attività partigiane di intelligence. Dall’aprile al giugno 1944 viene imprigionato e torturato dalle milizie fasciste di Mario Carità nella nota Villa Triste di via Bolognese, a Firenze. Resiste agli interrogatori e, grazie all’interessamento di alcuni ufficiali che in realtà collaborano con gli alleati, viene rilasciato. Grazie ai meriti acquisiti nella Resistenza, nel 1946 il Presidente del Consiglio dei ministri Alcide De Gasperi nomina Siviero “Ministro plenipotenziario” affidandogli l’incarico di dirigere una missione diplomatica presso il governo militare alleato in Germania con lo scopo di stabilire il principio della restituzione delle opere trafugate all’Italia. Riportate in Italia la maggior parte delle opere, Siviero – a partire dagli anni cinquanta – si occupa sistematicamente di ricercare, per conto del Governo, tutte le opere d’arte che vengono rubate ed esportate dall’Italia. Questa intensa attività, che gli vale il soprannome di “007 dell’arte”, dura fino alla sua morte nel 1983. In questo periodo Siviero spesso denuncia la poca attenzione che le istituzioni governative dedicano al problema del recupero del patrimonio artistico. Negli anni settanta diviene presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, fondata dal granduca Cosimo I de’ Medici con la sovrintendenza di Giorgio Vasari e rimarrà tale, organizzando eventi di rilevanza internazionale per la tutela delle opere d’arte, fino al 1983 anno della sua morte. L’Accademia delle arti del disegno deve a lui la sua attuale sede, il mobilio, l’assetto presente. Così grande fu l’attaccamento di Siviero per questa istituzione che decise di essere sepolto nella cappella di proprietà dell’Accademia delle arti del disegno all’interno del convento della Santissima Annunziata di Firenze. L’Accademia ancora oggi conserva una parte del suo archivio e tutti i suoi diari. Siviero aveva ben chiaro che Il patrimonio culturale  di una nazione rappresenta il punto di riferimento, il modello, l’identità dei popoli e costituisce l’eredità del passato da trasmettere alle generazioni future. Era legato da rapporti di amicizia con artisti illustri come Giorgio De Chirico, Giacomo Manzù, Ardengo Soffici, Pietro Annigoni e Antonio Berti. Partecipanti alla Tavola Rotonda: Dr. Attilio Tori, Storico dell’Arte e curatore del Museo Casa Siviero; Dr.ssa Giulia Wilma Bucci, Storico dell’Arte e Restauratrice; Ing. Damiano Leonetti, Storico della I e II Guerra Mondiale; Dr. Ettore Vittorini, Giornalista e Scrittore; Dr. Giuseppe Verani, Storico e Scrittore. A termine dei lavori, il Prof. Carlo Rotelli, introduce il suo testo teatrale Rodolfo Siviero “ Il Sileno a difesa dell’arte italica” prossimamente in scena. Ospite,  la scrittrice Francesca Bottari, che presenterà il suo libro su Rodolfo Siviero “Avventura e recuperi del più grande agente segreto dell’arte” Castelvecchi editore.

 

 

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