Sabato e Domenica alla Città del Teatro di Cascina Uno, nessuno, centomila

CASCINA – La Città del Teatro e della Cultura di Cascina omaggia il centocinquantesimo della nascita del grande LUIGI PIRANDELLO con una nuova produzione della Fondazione Sipario Toscana Onlus diretta da Andrea Buscemi: con l’adattamento di Giuseppe Manfridi, sabato 28 e domenica 29 ottobre alle 21 andrà in scena “UNO, NESSUNO, CENTOMILA”, celebre romanzo dell’autore siciliano, diretto per l’occasione da Antonio Salines. Con lui in scena nella parte del protagonista, anche Livia Castellana e Martina Benedetti.

“La Fondazione Sipario Toscana non poteva tralasciare di omaggiare il ricordo di quello che, assieme a Carlo Goldoni, è il più grande drammaturgo italiano di tutti i tempi, nel centocinquantesimo della sua nascita – afferma Andrea Buscemi direttore artistico della Città del Teatro – e la circostanza ci offre l’opportunità di farlo conoscere meglio anche agli studenti delle scuole del territorio: la mattina del 30 ottobre, infatti , la Compagnia reciterà lo spettacolo anche per gli spettatori più giovani, e siamo davvero felici che gli insegnanti e le scuole abbiano già risposto all’ appello. Pirandello è grande maestro d’arte e di vita, conoscerne l’opera è fondamentale per la formazione di ognuno di noi, in un momento in cui la vera Cultura sembra vacillare davanti all’imbarbarimento televisivo”.

“Una sfida appassionante – sottolinea il regista Antonio Salines – ecco cos’è per me il Teatro di Pirandello. Il carattere e le emozioni dei personaggi disegnati da Pirandello con grande maestria e complessità trasmetteranno al pubblico le innumerevoli suggestioni che essi contengono”.

In questa messa in scena Salines rende fruibile al pubblico una materia molto complessa e di grande suggestione (uscita in romanzo nel 1925, dopo lunga gestazione), assecondato dall’adattamento di Giuseppe Manfridi, uno dei più celebrati drammaturghi italiani. Luci e musiche vanno a completare il disegno dei personaggi che il regista ha voluto caratterizzare ispirandosi al modello recitativo tipico del teatro espressionista. “Ancor più del discorso estetico, credo che mai come oggi sia necessario affrontare la messa in scena con le stesse motivazioni e con lo stesso linguaggio con le quali si va a raccontare un storia. In fondo oggi un artista vuole soprattutto questo: avere una storia da raccontare”.

“Uno, nessuno, centomila” è una bella e strana storia da raccontare, quasi una favola. Una favola amara, che sin dagli esordi ha contribuito a rendere immortale il genio dell’Autore siciliano. Lo spettacolo prende il via con un valzer. Si potrebbe pensare a una storia d’amore. E invece, a un tratto tutto si incrina perché il protagonista scopre… di avere il naso che gli pende da una parte. Una caratteristica che non aveva mai notato e che lo porta da allora a riflettere su quanto ognuno di noi abbia veramente così poca percezione di sé. Così ,infatti, sono infinite (appunto uno, nessuno e perfino centomila) le immagini che gli altri hanno di te e perfino di sé. E’ la nascita di quella “frammentazione dell’io “ che così tanto avrebbe associato Pirandello a Freud, dall’uscita del romanzo in poi. “ Non è un caso – riprende Buscemi – che per il manifesto della nostra produzione si sia fatto ricorso ad un altro cantore della scomposizione dell’individuo così cara alla cultura del primo Novecento , cioè Renè Magritte”.

“Quando qualche anno fa ho interpretato il ruolo del Padre nei “Sei personaggi in cerca d’autore”, credo di aver compreso quanto Pirandello “autore” si identifichi con i suoi personaggi – sottolinea il regista –e quanta voglia c’è nella sua scrittura di raccontare le emozioni della sua vita tormentata attraverso il teatro. Anche in questo personaggio che interpreto in “Uno, nessuno, centomila”, Vitangelo Moscarda, la follia che apparentemente lo pervade nasconde in realtà i sentimenti e i turbamenti di un uomo lacerato dal dolore”.

Platea e I tribuna: INTERO € 18 – RIDOTTO € 15

II tribuna e galleria: INTERO € 12 – RIDOTTO € 10

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