Sabato lo sposalizio di Pisa con il mare. In battello dalla città a bocca d’Arno

PISA – Sabato torna lo sposalizio di Pisa con il mare. Ritrovo alle 16 allo scalo dei Renaioli e rientro previsto per le 20. Anticamente la cerimonia si svolgeva partendo dalla basilica di San Piero a Grado. Della celebrazioni non ci sono notizie certe. Di sicuro nel 500 il Montaigne ne parla come di antica tradizione, nel suo “Viaggio in Italia”. Ma era già dimenticata, tanto che vi partecipavano pochissime persone. Non ci sono quindi testimonianze dirette, ma pare che si svolgesse semplicemente. Arcivescovo, anziani, soldati e popolo giungevano al mare per questo rito ancestrale, partendo appunto dalla basilica di San Piero a Grado. All’epoca era in un punto vitale della città. Infatti il termine grado, sta ad indicare una sorta di gradino che l’Arno faceva nei pressi della sua foce, all’epoca a delta. San Piero era un importante scalo per chi entrando da porto Pisano si dirigeva verso la città. E fu proprio qui che San Pietro sbarcò nel 43 proveniente da Antiochia. Era diretto a Roma ma probabilmente una tempesta lo spinse più a nord. All’epoca esisteva un villa romana i cui resti sono stati ritrovati. Le prime comunità cristiane si ritrovano per il culto proprio all’interno di ville e probabilmente San Pietro ha detto a Pisa la sua prima messa italiana. Il luogo poi si è sviluppato, prima con una basilica paleocristiana e poi con un rifacimento in romanico pisano del XII secolo, al cui interno si trovano i resti dell’epoca di Costantino. E dalla città al mare gli aneddoti sono tanti, tutti legati alla leggendaria storia di Pisa. Un legame fortissimo con le acque e con il mare. L’imperatore Federico II aveva concesso ai pisani il dominio da Portovenere a Civitavecchia senza considerare il decisivo apporto dato da Pisa alla realizzazione delle crociate. Un periodo s’oro per la repubblica pisana, il cui epilogo arrivò con la sconfitta della Meloria e la conquista fiorentina del 1406. Ma Pisa ed i pisani ebbero la forza di ribellarsi ed ecco un altro aneddoto. Nel primo tratto del percorso, si passa davanti (anzi sotto) palazzo Giuli, che, ospitò nel 1495 l’imperatore Carlo VIII. Pisa si era liberata dal giogo fiorentino e rimase libera fino al 1409. Le nobildonne pisane si presentarono al sovrano per perorare la causa della città. Una di esse ebbe una storia d’amore con il comandante delle truppe francesi. Camilla dell’Ante (questo il suo nome) lo convinse a combattere per Pisa e per la libertà. E poi come non pensare alla chiesa di Santa Cristina, dove Santa Caterina ricevette le stimmate. E poi uno dei gioielli dell’intero pianeta come la chiesa della Spina. La città storica viene salutata alla Cittadella dove svetta la torre Guelfa. Il complesso originario era ben diverso. Al tempo degli arsenali repubblicani, esisteva una specie di castello con una torre circolare a protezione. Una torre detta Ghibellina. Poi arrivarono i fiorentini che crearono il complesso come lo vediamo oggi, restaurato pero dopo i bombardamenti del 31 agosto del 43. Bombardamenti che misero fine alla navigazione in Arno, danneggiando gravemente la struttura del Sostegno e rendendo irraggiungibile il canale dei Navicelli. Un tempo il fiume era navigabile da Firenze al mare, adesso solo da Caprona. Superata la città viene il bello, dal punto di vista paesaggistico. Il parco di San Rossore si offre in modo spettacolare. Vi sono dei cavalli molto rari, detti Tpr (trasporto pesante rapido) creati appositamente dai Medici per il trasporto dei cannoni. Adesso ce ne sono circa 80 esemplari che vivono allo stato semi brado e si lasciano intravedere lungo le sponde del fiume. Con un po’ di fortuna è possibile osservare pure l’Airone. E giunti in bocca d’Arno appare evidente subito un fatto. La spiaggia di San Rossore è molto più arretrata e giungendo da Pisa si nota come il fiume spinga a nord, tenti cioè di curvare verso San Rossore e Viareggio. Infatti sono moltissime le anse ed i piccoli golfi nati in pochi anni. Spettacolari gli storici retoni e molte piccole stazioncine dedicate alla raccolta delle arselle e delle cee, ricordi ormai sbiaditi per molti.   L’organizzazione è a cura della compagnia dello Stile Pisano. Sarà a disposizione un battello che arriverà fino a mare aperto dove avverrà, simbolicamente, la cerimonia, seguita da un brindisi a bordo. Durante il viaggio avverrà una chiacchierata in cui si racconterà po’ della Storia di Pisa, aneddoti, curiosità  ammirando le bellezze dei lungarni dalla città ai confini del parco di San Rossore, fino al porto di Marina. È richiesto il pagamento di una quota quale contributo per le spese del battello. La prenotazione è obbligatoria essendo i posti sul battello limitati. Per le prenotazioni contattarci presso: 348.4352486 (Gabriele), info@compagniadellostilepisano.it

 

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