Salernitana – Pisa: il punto di Luca Guiducci

PISA – In uno stadio “Arechi” con oltre diecimila spettatori granata, il Pisa perde con una prestazione ai limiti della mediocrita’. E dire che dopo la roboante vittoria di domenica scorsa contro il Prato sembrava che i neroazzurri avessero ricaricato le gambe e la testa per affrontare con rinnovata grinta questo scampolo di campionato, prima di affrontare la lotteria dei play-off.

Cosi non e’ stato. Mister Menichini oggi poteva schierare una squadra come da tempo molti volevano vedere, con Mannini e Favasuli sulle fasce coadiuviati da Mingazzini e Sampietro al centro del centrocampo nero-azzurro. Terminali offensivi Arma e Napoli. La linea difensiva schierata con Pellegrini, Rozzio e Sabato. Che non sarebbe stata una partita facile si capisce subito quando all’8′ il trequartista Volpe dimenticato con troppa leggerezza in area, calcia di sinistro al volo una palla che si va a insaccare dietro le spalle dell’incolpevole Provedel. A vuoto Pellegrini, oggi particolarmente appannato, molteplici le sue distrazioni. Errori che si sommano a quelli fatti dai centrocampisti pisani che costruiscono poco e soffrono particolarmente del pressing granata. Sui piedi di Volpe finisce una palla quasi fotocopia di quella che ha portato in vantaggio la Salernitana, ma il numero dieci questa volta calcia male e grazia il Pisa. Unica vera occasione per i nero-azzurri una punizione calciata da Sabato di poco sopra la traversa. Complessivamente un primo tempo senza sale per il Pisa che incide poco o niente nelle trame offensive e nella manovra di attacco. Altresi’ si susseguono gli errori difensivi. Al 44′ Perpetuini calcia sicuro a rete ma e’ Provedel che salva il raddoppio granata.

Nel secondo tempo il Pisa sembra più vitale della prima parte di gioco. Migliore gli scambi e il dinamismo, ma e’ sempre la mancanza di vere azioni che fanno ricadere la partita nella più completa apatia. Mister Menichini prova a cambiare le carta in tavola inserendo Bollino per Napoli, Sampietro per Parfait e Martella per Mingazzini. I minuti scorrono e il risultato rimane sempre il solito e meritato 1 a 0 casalingo. E’ solo al 46′ che il Pisa ha una vera possibilità per pareggiare i conti e passa sui piedi di Mannini che spreca malamente calciando fuori. Un po’ in ombra anche la prestazione di questo giocatore che sempre aveva ben figurato nelle partite precedenti. Ad aggravare la pessima giornata del Pisa in quel di Salerno i cartellini gialli rimediati da Mingazzini nel primo tempo e dallo stesso Mannini nella ripresa; entrambi diffidati saranno squalificati dal giudice sportivo e non saranno disponibili per la fondamentale gara contro il Lecce di domenica 27 Aprile.

Ne usciamo in pratica con le ossa rotte, settimi in campionato raggiunti dal Pontedera, a più sei dal Grosseto e dall’ultima piazza disponibile per accedere i play-off. Quello che preoccupa non e’ soltanto la sconfitta ma l’approccio. L’assenza di costanza nelle prestazione dei nero-azzurri. Una squadra forse spaesata in un momento del campionato in cui tutte le altre contendenti sembrano girare al massimo dei giri. Auspichiamo un cambio di marcia per non gettare alle ortiche un anno che, fra luci e ombre, ci aveva fatto credere di quantomeno giocarcela con tutti. Una cosa e’ certa, i diecimila spettatori di Salerno ci hanno fatto ricordare cosa vuol dire vivere in un ambiente dove c’e’ entusiasmo. A Pisa quello non e’ mai mancato nemmeno nei periodi più bui del calcio pisano. Ultimamente pero’ oltre a prestazioni altalenanti sembra che la forza in più che era il pubblico pisano non esista piu’. Con uno stadio vuoto e una squadra senza mordente sarà dura, siamo in lotta ancora per la serie B e forse in molti tra dirigenti, tifosi e calciatori dovrebbero ricordarselo,perché oggi tutto e’ sembrato meno che una partita di una squadra consapevole di se. Vedremo se la sosta schiarirà le idee nell’ambiente e auguriamoci una grande prestazione contro il Lecce dove dovrà essere un Arena Garibaldi “old stile” a trascinare la squadra alla vittoria, senza contestazioni sterili e senza remore, solo con la voglia: vecchia, gloriosa e consapevole di tornare grandi!

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