San Giuliano, ha preso il via il Festival Donne & Salute

SAN GIULIANO TERME – Al via il Festival DONNE&SALUTE a San Giuliano Terme. Il tema di apertura è il bilancio di genere, strumento di equità per una democrazia paritaria che riconosca una piena cittadinanza alle donne attraverso lo studio e il riconoscimento del diverso impatto delle politiche su donne e uomini.

L’incontro è stato coordinato dalla direttora di Noidonne, Tiziana Bartolini che ha ricorda l’importanza del Festival, alla sua seconda edizione, appuntamento unico nel panorama nazionale. I saluti istituzionali sono quelli del sindaco del Comune di San Giuliano Terme Paolo Panattoni, che si è detto felice di questa iniziativa. “Purtroppo c’è ancora una distonia tra “l’attenzione al genere” e le azioni. La cultura di genere va invece portata nelle nostre attività quotidiane.” E di azioni concrete ha parlato anche Antonio Gennai, Direttore Ente Parco Regionale Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli che ha dichiarato di aver nominato ieri una donna tra le guardie del parco “Non c’era nessuna donna ancora, e l’ho trovato scandaloso.” Ad entrare nel merito del tema dell’incontro è Patrizia Dini, Presidente del Dipartimento Politiche di genere dell’AICCRE. “E’ ancora difficile far penetrare nelle amministrazioni l’obbligatorietà del bilancio di genere. Eppure la legge 16 del 2009 della Regione Toscana stabilisce il pieno riconoscimento della cultura di genere all’interno degli enti locali. La Regione però deve anche prevedere una modalità applicativa della legge, sanzionando eventuali inadempienze. Del resto, basterebbe seguire le indicazioni della legislazione europea.” La Vice Presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità Clotilde Giurleo ha ribadito l’importanza della legge regionale e dei finanziamenti previsti, molti dei quali sono stati utilizzati proprio per i bilanci di genere. Come intendere questo strumento? Lo ha ricordato Giovanna Badalassi Presidente Well_B_Lab: “Il bilancio di genere è un metodo, una palestra, è un allenamento per leggere correttamente tutte le politiche. Un dato statistico che abbiamo è che dove ci sono più donne nelle giunte ci sono più risorse allocate per il welfare, ad esempio per gli asili nido. Detto questo, ogni contesto ha le sue peculiarità. Ci sono luoghi in cui il bilancio di genere ha effetti immediati, altri in cui il cambiamento è più difficile e ci vuole tempo.” A ribadire l’impegno della Regione, Daniela Volpi, dirigente per la tutela dei consumatori e utenti e per le politiche di genere della Regione Toscana “Una sezione del nostro bilancio è dedicato proprio alla donna e alla sua salute. Le donne vivono di più, ma si ammalano anche di più e spesso hanno pensioni più basse degli uomini dunque costano di più al Sistema Sanitario Nazionale. Il bilancio di genere non è una velleità femminista ma uno strumento importante per la comunità tutta.” Le esperienze sul territorio sono quelle del Comune di Cascina per cui è intervenuta Paola Viegi Presidente del Consiglio Comunale. “Il nostro primo bilancio di genere è del 2013, realizzato mettendo insieme i dati sul territorio e i dati dei servizi forniti dal comune cercando di far emergere l’impatto degli interventi su uomini e donne, con la volontà di garantire un trattamento equivalente in termini di diritti e opportunità”. Le fa eco Enrica Picchi, Presidente Commissione Consiliare Cultura del Comune di Lucca. “Noi abbiamo attinto dai finanziamenti della legge regionale. Alcuni colleghi di vari dipartimenti hanno seguito un corso di formazione. Soltanto attraverso le giuste competenze e l’analisi dei dati della popolazione del territorio possiamo intervenire correttamente.” Da Roma l’On.le Daniela Tiburzi, Presidente Commissione delle Elette Roma Capitale si è detta molto felice di partecipare all’incontro augurandosi che il “Bilancio 2015 di Roma Capitale conterrà il bilancio di genere, in accordo con tutti i municipi.” Altre testimonianze di bilanci di genere nei territori quelli portati da Lilian Kraft, presidente del Consiglio Comunale di Impruneta (FI) e Brunella Dini del Comune di Livorno. Ha concluso i lavori Fortunata Dini “Il nostro primo bilancio di genere risale al 2008 e adesso è parte integrante del PEG, Piano Esecutivo di Gestione, pertanto andrà a regime. Il prossimo obiettivo è di realizzare un bilancio di genere di area territoriale, che comprenda i comuni del territorio (circa 200.000 abitanti) basandosi sui dati disaggregati per genere della ASL e della Società della salute, al fine di pianificare, programmare e gestire in maniera mirata le risorse a disposizione dei comuni facenti parte dell’area.”

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