San Piero a Grado. La pioggia non ferma il corteo di protesta dei miasmi

SAN PIERO A GRADO (PISA) – La problematica dei miasmi che da circa un mese stanno appestando la zona di San Piero a Grado ha determinato l’organizzazione di una manifestazione di protesta promossa dal Comitato di quartiere e che nonostante la pioggia ha visto l’ampia partecipazione della Scuola Elementare Francesco Rismondo al pari della Scuola Media Niccolò Pisano, accompagnate dai genitori ed altri residenti, per poi confluire insieme verso l’Azienda agricola ritenuta responsabile dell’accaduto.

di Giovanni Manenti 

Una iniziativa che ha trovato la solidarietà, oltre che del Presidente e Vice Presidente dell’Ente Parco Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, Giovanni Maffei Cardellini e Maurizio Bandecchi, anche delle forze politiche comunali, data la presenza del capogruppo del Partito Democratico Giuliano Pizzanelli, al pari dei consiglieri Marco Biondi e Matteo Trapani, così come del capogruppo del Movimento 5Stelle Gabriele Amore e del consigliere Alessandro Tolaini, mentre per le forze di maggioranza non hanno fatto mancare il proprio appoggio Riccardo Buscemi, Capogruppo di Forza Italia e Gino Mannocci, Capogruppo di Pisa nel Cuore, quest’ultimo in rappresentanza altresì del Sindaco Michele Conti, impossibilitato a presenziare, mentre per la Regione Toscana era presente il Consigliere Antonio Mazzeo.

Quale siano state le motivazioni che hanno determinato la scelta di manifestare le chiarisce Bernardo Lelli, del Comitato di San Piero a Grado, allorché precisa come: “Da oramai 20 giorni abbiamo uno sversamento di prodotti per la fertilizzazione in una nota azienda locale che a nostro avviso non rispettano delle caratteristiche normali come da sempre avvenuto, essendo noi della zona abituati agli odori della concimazione, avendo registrato 90 interventi medici per problemi alla gola derivanti dall’aria acre che si respira, così che siamo arrivati alla conclusione di andare a verificare personalmente, avendo avuto modo di riscontrare come vi sia un transito di circa 20 camion al giorno che trasportano un prodotto che si è capito trattarsi di gesso di defecazione che non è altro che un materiale di scarico definibile come fanghi di depurazione”.

“Tale circostanza, prosegue Lelli, ci ha fortemente impaurito per quelle che possono essere le conseguenze per la salute degli abitanti attivandoci in tal senso e fortunatamente la nostra istanza è stata immediatamente accolta dal Sindaco Michele Conti che, eseguita una perlustrazione in loco, ha emesso un’ordinanza di sospensione del servizio, per cui non possiamo che ringraziarlo, ed è comunque con questa nostra manifestazione odierna che vorremmo fosse capito da tutti quanto la situazione fosse grave per i residenti che per settimane hanno respirato un’aria fortemente inquinata, a partire dagli stessi proprietari dell’azienda che con il loro comportamento stanno mettendo a repentaglio la salute di centinaia di persone, non ultimo in quanto l’azienda stessa è stata denunciata dall’Ente Parco non avendo le necessarie autorizzazioni per eseguire i citati sversamenti ed in più con vasche non idonee.

La manifestazione si è snodata con l’esposizione di due grandi striscioni molto simili portati dai ragazzi, “San Piero deve tornare a respirare” per le elementari e “San Piero vuole tornare a respirare” per le Scuole Medie, sino a fermarsi all’inizio del sentiero che porta alla riferita Azienda agricola dove hanno preso la parola i rappresentanti istituzionali, ad iniziare dal Vice Presidente dell’Ente Parco Maurizio Bandecchi, il quale ha osto l’accento sul fatto che “il comportamento dell’azienda è teoricamente nelle regole e già il fatto di averlo, seppur temporaneamente bloccato, con l’ordinanza del Sindaco è un successo, in attesa di verificare quale sarà l’esito delle verifiche dell’ARPAT (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) in merito alla natura del materiale sparso in questi giorni, il che potrebbe anche determinare la correttezza dell’operato dell’azienda”.

“Ma il problema che ci tocca da vicino come Parco, prosegue Bandecchi, non è solo quello di capire il livello di collaborazione con le altre istituzioni quali Regione Toscana, Comune di Pisa e Procura della Repubblica, ma soprattutto quale sia la prospettiva futura che vogliamo assumere come Comunità, in quanto lo scarico di materiale organico, che da secoli è utilizzato per la concimazione, può essere mischiato con altre sostanze, pur rispettando determinate tabelle di legge nazionale che pertanto lo rendono ammissibile, ed in questa precisa ottica è nostro dovere richiedere delle norme più stringenti al fine che l’Agricoltura sia un qualcosa di qualità e non nociva per la salute delle persone”.

Chiamato in causa sotto l’aspetto legislativo, il Consigliere Regionale Antonio Mazzeo ha tenuto a precisare: “Da parte della Regione si stia cercando di costruire le condizioni affinché si possa formulare una Legge Regionale per ridurre al minimo ed evitare l’abuso di fertilizzanti che, se è pur vero che in Agricoltura sono sempre stati usati e si usano, negli ultimi 15 anni hanno generato delle situazioni inaccettabili in quanto vi è una normativa nazionale che è chiara ma dietro alla quale ogni singola Regione ha una competenza che le consente di costruire delle Leggi nel rispetto della citata norma, come già hanno provato a fare in Veneto e Lombardia, trovando però il veto della Corte Costituzionale e noi a questo riguardo abbiamo un’idea, ovvero di fare in modo che si possano ridurre i livelli di sversamento nelle zone non distanti dai Centri abitati, al pari delle zone del Parco particolarmente protette, in modo da dare una risposta non solo a voi ma anche ad altrettante situazioni simili alla vostra, poiché in Toscana e non solo non è certo questo l’unico caso di problemi di cattiva respirazione”.

In rappresentanza del Sindaco Michele Conti, impossibilitato a partecipare, è intervenuto l’Avv. Gino Mannocci, il quale ha sottolineato come: “debba essere nostro compito tenere in considerazione un doppio profilo, ovvero l’esistenza di una normativa tecnica che allo stato è presumibile che sia stata rispettata e questo complica non poco le cose e valorizza ancor più gli interventi che sono stati adottati sino ad ora dalle Autorità – sia l’Ente Parco che il Sindaco – visto che, quantomeno, hanno messo in atto le misure massime in loro potere, fermo restando che l’Amministrazione Comunale è ben presente e non intende certo lasciarvi soli, dovendo solamente valutare come l’intera problematica debba essere impostata, sino a quando non saranno variate le norme tecniche, sul concetto di intollerabilità delle immissioni, sulla base di quanto disposto dal Codice Civile e che riguarda i rapporti tra privati”.

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