Una sana educazione per prevenire le disfunzioni alimentari in giovane eta’

PISA – Presentati questa mattina a docenti, familiari ed organi di stampa, presso la “Scuola Secondaria Renato Fucini” di Pisa, i progetti di educazione alimentare all’interno delle Scuole del nostro territorio per l’anno 2018-’19, nati dalla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale ed il Gruppo ELIOR, leader in Italia nella ristorazione collettiva e che si occupa di tale aspetto negli Istituti della nostra città.

di Giovanni Manenti
Il macro progetto educativo – non a caso denominato “L’appetito viene imparando” – rientra in un più ampio programma multidisciplinare di ELIOR, che quotidianamente prepara oltre 3mila pasti per le Scuole del Comune di Pisa, e si prefigge l’obiettivo, attraverso la comunicazione didattica all’interno delle singole aule, di far comprendere ai ragazzi come ascoltare le corrette modalità per nutrirsi in modo consapevole non sia un qualcosa di noioso e pedante, ma viceversa l’opportunità di intraprendere un percorso avvincente in cui immedesimarsi, ovverossia un piacere da condividere con gli altri al fine di ottimizzare il reciproco benessere e, poiché i destinatari del progetto sono sia gli scolari delle prime classi di studio e sino alle Superiori, ecco che il programma si suddivide in quattro diversi percorsi educativi, dai nomi accattivanti come “Fruttolandia”, “Verdurandia” ed “Arcobaleno in pentola”, riservati agli alunni delle Scuole d’infanzia e delle Elementari, per poi giungere ad un livello più elevato, denominato “Etichette Alimentari”, dedicato agli studenti delle Scuole secondarie al fine di renderli consumatori consapevoli dei prodotti in commercio e, perché no, a loro volta in grado di dare consigli alle loro mamme al momento di fare i relativi acquisti.
Si tratta di un’iniziativa – commenta la Dirigente dell’Istituto Comprensivo “Renato Fucini”, Floridiana D’Angelo – nata in collaborazione con l’Assessore Cardia del Comune di Pisa che ci ha chiesto di ospitare la relativa presentazione presso la nostra Scuola, che è molto interessata a questo tipo di progetto, assieme all’Associazione “La vita oltre lo specchio”, per prospettare un problema che è molto serio, ovverossia quello delle problematiche alimentari, che ci vede coinvolti anche nei confronti dell’infanzia e quindi siamo molto attenti al raggiungimento dell’obiettivo che il progetto si prefiggeCiò in quanto il momento della mensa – prosegue la Prof.ssa D’Angelo, “è importante dal punto di vista educativo, anche perché, per alcuni bambini che fanno la Scuola a tempo pieno e che quindi pranzano tutti insieme, è un’occasione sia di educazione alimentare che sotto l’aspetto relazionale, ed oltre a questo anche negli anni scorsi abbiamo messo in atto dei percorsi riguardanti il glutine e la tipologia più adatta verso i bambini a seconda delle loro diverse caratteristiche, attraverso la presenza di Commissari Mensa – uno per ogni ordine di Scuola – che partecipano alle riunioni con il Comune proprio per attivare un percorso che coinvolga anche le famiglie per dare le indicazioni più specifiche per una corretta alimentazione“.
L’esigenza per cui è nato questo progetto – conferma l’Assessore Rosanna Cardia – è quella di diffondere il più possibile l’educazione alimentare all’interno delle Scuole, a partire dall’infanzia e sino a quelle di ogni ordine e grado di cui noi, come Amministrazione Comunale, ci occupiamo per il servizio di refezione al fine che i bambini, sin da piccoli, ed i ragazzi poi, imparino l’uso corretto dell’alimentazione ed anche il valore dei prodotti locali e quindi la conoscenza del nostro TerritorioNon mi piace parlare di problematiche rispetto all’alimentazione“, sottolinea la Dr.ssa Cardia, “ma piuttosto che sia necessario seguire delle linee ottimali di sviluppo e di sensibilizzazione, considerando come l’alimentazione sia un aspetto fondamentale per la salute ed il benessere dei bambini che nasce in famiglia, si sviluppa a Scuola e da quest’ultima ritorna nelle famiglie ed infatti questo momento vuole altresì essere di grande coinvolgimento e partecipazione da parte dei genitori, ai quali richiediamo pertanto la loro presenza, che può poi rivelarsi fondamentale nella scelta dei prodotti che successivamente andranno a somministrare ai loro figli. Si tratta, in pratica – conclude l’Assessore – di un’iniziativa che coinvolge 370 alunni di 19 classi delle nostre Scuole, verso i quali è stato avviato questo percorso educativo che viene svolto direttamente in collaborazione con la ditta ELIOR che fornisce il cibo, con la nostra Direzione scolastica a monitorare l’andamento del progetto“.
Ed, a quali rischi stiano attualmente andando incontro i bambini e gli adolescenti a causa di un’errata alimentazione lo conferma il Dr. Giovanni Gravina, Responsabile del “Centro per i Disturbi Alimentari”, allorché precisa come “un tale tipo di educazione sia un problema cruciale all’ordine del giorno in quanto noi, da Medici, vediamo aumentare in modo esponenziale, in questi ultimi anni, il numero di bambini con problemi di obesità e che sviluppano situazioni di pre-diabete, nonché di ragazzi ed adolescenti che hanno disturbi gravissimi di anoressia e bulimia – in percentuale pari all’8-10% nella fascia di età dai 14 ai 25 anni – oltre a malattie connesse all’alimentazione come la celiaca, frutto anche di un cambiato rapporto verso l’alimentazione, divenuto più complicato e le nostre preoccupazioni al riguardo sono cresciute, essendoci trovati di fronte ad alcune situazioni difficili da gestire“.
Ricordiamoci – evidenzia il Dr. Gravina – che come esseri umani si nasce geneticamente predisposti solo al dolce ed al cremoso, qualunque altro gusto viene respinto se avvicinato alla bocca di un neonato e pertanto dobbiamo prendere atto che il rifiuto di certi alimenti da parte dei bambini non è solo un fatto di testa, bensì frutto del loro funzionamento gusto sensoriale, che li porta a mangiare solo ciò che a loro piace, rifiutando quello che i loro recettori gusto sensoriali non permettono di accettare e, per formare questi recettori, dobbiamo esporli a quei sapori e per far ciò dobbiamo farli interagire attraverso il gioco, farli stare bene e divertirsi sin dalla più tenera età, non attraverso interventi di tipo didattico ma esperenziale e sensoriale. Questo poiché altrimenti” – conclude il Direttore del Centro – il conflitto tra ciò che piace e quel che fa bene si allarga e diviene giocoforza più complicato rimettere insieme i cocci che si rompono sin dai primi anni di vita del bambino, perché se a 9/10 anni ancora rifiutano la verdura molta parte dei giochi sono già stati fatti, ed ecco allora che il coinvolgimento dei genitori risulta decisivo, visto che l’esperienza della dieta in famiglia è il modello su cui si costruiscono il gusto e le scelte del bambino e se riusciamo a lavorare su questi aspetti credo che non possiamo che fare il bene dei nostri figli, ed il fatto di scambiare idee e parlarne insieme con i genitori diviene una delle piattaforme fondamentali per cercare di ridurre il più possibile tali problematiche“.
Insomma, un tema di importanza fondamentale e da prendere a cuore, visto che il benessere dei propri figli è senza ombra di dubbio al centro di qualsiasi nucleo familiare.
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