Sanità toscana: parla il Movimento 5 Stelle

Toscana – L’acceso dibattito sulla sanità Toscana, avviato dalle critiche del consigliere comunale Ralli, nonché capogruppo PD e medico stimato, sembra aver fatto destato tutto il suo partito a livello locale.

“Peccato – sottolinea la parlamentare 5 stelle Chiara Gagnarli – non aver sentito parole di comprensione e leale confronto o comunicati con richiesta di grande attenzione, quando le stesse problematiche erano state sollevate dai partiti di opposizione, o a maggior ragione dai comitati di cittadini che raccoglievano firme, chiedevano discussioni in consiglio comunale e cercavano di portare all’attenzione gli stessi disservizi e problematiche che sembrano essere solo ora degni di interesse. Nei mesi scorsi in tutta la Toscana cittadini, associazioni, comitati, partiti sono scesi in campo contro la legge di riforma sanitaria approvata in gran fretta dalla precedente giunta Rossi; in poco tempo erano state raccolte più di 55 mila firme tanto da costringere la nuova giunta a correre ai ripari ed approvare una nuova riforma con l’obiettivo principale di evitare il referendum; ma purtroppo sempre proseguendo, senza ripensamenti, sulla strada della privatizzazione del servizio sanitario pubblico. Strada peraltro oramai intrapresa senza indugio anche a livello nazionale, dove l’accesso alle cure, com’è emerso dal rapporto Censis del 2016, per motivi economici è sempre più complicato, le liste di attesa sono sempre più lunghe ed i ticket sempre più esosi, e dove la salute è sempre più equiparata ad ogni altro bene di consumo, legata in maniera sempre più forte al reddito ed alla capacità di acquisto.
Il Movimento 5 stelle – conclude la deputata aretina – si è sempre opposto a questa deriva privatistica della sanità e lo dimostrano le denunce dei nostri consiglieri comunali, gli atti presentati sia a livello regionale che nazionale, anche con le mozioni approvate alla Camera con cui abbiamo impegnato il Governo, anche se aspettiamo ancora che tenga fede agli impegni, a sbloccare il turn-over, ridurre le liste di attesa e rispettare la normativa sulla libera professione”.
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