In scena “Vecchia sarai tu” al Teatro dei Coraggiosi di Pomarance

Pomarance – Come riprendersi l’età andata, in modo ironico e scoprire i tabù che la circondano? Visionando lo spettacolo vincitore del Premio “Museo Cervi – Teatro per la Memoria” e del Premio Calandra come miglior spettacolo, regia e interpretazione, VECCHIA SARAI TU!, scritta insieme a Francesco Brandi, è il racconto di una donna di ottant’anni in ospizio contro la propria volontà. 

Una caduta, qualche giorno in ospedale, il figlio lontano, una nuora avida, la nipote che non ha mai tempo, quindi la soluzione migliore per tutti è la casa di riposo. Come tornare allora a casa, davanti al suo mare, per ritrovare le amiche di sempre con cui fare quattro chiacchiere il pomeriggio, per rivedere Carmè l’amico d’infanzia e finire la vita dove l’ha sempre vissuta? Scappare è l’unica soluzione, costi quel che costi.

Tre generazioni a confronto offrono un ritratto divertente e amaro sullo scorrere del tempo: nonna Armida, anziana dalle mille risorse determinata a tornare alla vita di sempre, sua nuora Sabine, impegnata a fermare il tempo sul proprio corpo rifiutandosi di  invecchiare per sentirsi ancora “giovane”, e la nipote Monica, ossessionata dallo scorrere veloce dei giorni che non le permette di vivere appieno la vita, che anche se giovane si sente già vecchia.

“ Come sosteneva Rita Levi Montalcini non è importante aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni – sottolinea Antonella Questa – e forse il segreto sta proprio nello smettere di combattere il tempo, cercando piuttosto di viverlo assaporandone ogni momento con la ‘giovinezza’ più importante, quella del cuore”.

Si ride e ci si commuove, per poi riflettere su quanto la vecchiaia sia un vero e proprio dono e su quanto la vita possa essere bella e ricca anche nell’età matura.

Dopo il tradimento e le dipendenze comportamentali, al centro di Svergognata e Un sacchetto d’amore, un’altra tematica sociale di grande rilievo, dunque, finisce nell’obiettivo di Antonella Questa che fotografa con maestria difetti e virtù individuando sempre una via d’uscita che porta ad una “resurrezione” personale dei protagonisti. Altri personaggi straordinari si aggiungono, dunque, alla “galleria” di donne che Antonella, sola in scena, propone con notevole successo proprio per la capacità di cogliere i numerosi volti dell’animo umano e delineare i contesti familiari, con il linguaggio comico e ironico che caratterizza il suo teatro.

 

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