Sciopero femminista a Pisa

PISA – L’8 marzo, in ogni continente, al grido di «Non Una di Meno!» sarà
sciopero femminista. Interrompiamo ogni attività lavorativa e di cura,
formale o informale, gratuita o retribuita. Portiamo lo sciopero sui
posti di lavoro e nelle case, nelle scuole e nelle università, negli
ospedali e nelle piazze. Incrociamo le braccia e rifiutiamo i ruoli e le
gerarchie di genere. Fermiamo la produzione e la riproduzione della
società. Lo sciopero è la risposta a tutte le forme di violenza che
sistematicamente colpiscono le nostre vite.

Noi scioperiamo contro la violenza domestica, le discriminazioni sulle
donne disabili. Contro il permesso di soggiorno condizionato al
matrimonio. Gli infiniti ostacoli per accedere all’aborto. Le pratiche
mediche e psichiatriche violente sui nostri corpi e sulle nostre vite.
La precarietà che diventa doppio carico di lavoro e salari dimezzati. Un
welfare ormai inesistente che si scarica sul lavoro di cura gratuito e
sfruttato nell’impoverimento generale
Scioperiamo in tutto il mondo contro l’ascesa delle destre reazionarie
che stringono un patto patriarcale e razzista con il neoliberalismo. Dal
Brasile all’Ungheria, dall’Italia alla Polonia, le politiche contro
donne, lesbiche, trans*, la difesa della famiglia e dell’ordine patriarcale, gli attacchi alla libertà di abortire vanno di pari passo con la guerra aperta contro persone migranti e rom. Patriarcato e
razzismo sono armi di uno sfruttamento senza precedenti.

Scioperiamo perché rifiutiamo il disegno di legge Pillon su separazionese affido, che attacca le donne, strumentalizzando i figli. Combattiamo la legge Salvini, che impedisce la libertà e l’autodeterminazione delle migranti e dei migranti, mentre legittima la
violenza razzista. Denunciamo il finto «reddito di cittadinanza» su base familiare, che ci costringerà a rimanere povere e lavorare a qualsiasi condizione e sotto il controllo opprimente dello Stato. Rifiutiamo la finta flessibilità del congedo di maternità che continua
a scaricare la cura dei figli solo sulle madri.

A Pisa sarà giornata intera di mobilitazione. Il movimento ha
intercettato le varie lotte cittadine che si sono date sul territorio in
questi ultimi anni, lavorando sullo sciopero produttivo e riproduttivo.
Azioni, segnalazioni si susseguono dalla mattina fino al concentramento
del corteo. Passeremo dal tribunale, dove la violenza sulle donne continua a
perpetuarsi. Non possiamo dimenticare che assessore di questa città è
Andrea Buscemi, condannato per stalking sulla sua ex-compagna.
Saremo davanti all’Inail, per sostenere le battaglie delle donne che
chiedono il riconoscimento delle malattie professionali, che richiedono
condizioni di lavoro migliori, un salario minimo europeo che contrasti i
meccanismi di gender pay gap e di dumping salariale. Vogliamo un welfare universale, gratuito e accessibile.
Sciopereremo dalla meritocrazia, dalla competitività, dal senso di
inadeguatezza che il sistema universitario ci impone, soprattutto in
quei luoghi “di eccellenza” come la Normale e il Sant’Anna.

Denunciamo il lavoro fortemente femminilizzato e di cura, dalla
biblioteca, alle mense, alle cooperative di pulizie. Sciopereremo come ricercatore dalla performance accademica, dalla
sindrome del publish or perish.
Rivendichiamo un reddito di autodeterminazione, un salario minimo
europeo e un welfare universale. Vogliamo aborto libero sicuro e
gratuito. Vogliamo autonomia e libertà di scelta sulle nostre vite, vogliamo ridistribuire il carico del lavoro di cura. Vogliamo essere libere di andare dove vogliamo senza avere paura, di muoverci e di restare contro la violenza razzista e istituzionale. Vogliamo un
permesso di soggiorno europeo senza condizioni. Queste parole d’ordine
raccolgono la forza di un movimento globale.

L’8 marzo noi scioperiamo!
Il corteo partirà alle 16.30 da Piazza Vittorio Emanuele per attraversare le strade di Pisa per finire in Cavalieri.

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