Scognamiglio (Pd): “Uscita del Comune dalla Società della Salute: il Sindaco ci spieghi il piano B e quanto ci costa”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo lettera aperta della Consigliera Scognamiglio (Pd).

“Leggiamo dalla stampa la volontà di questa maggioranza di uscire dalla Società della Salute. Temiamo che anche in questo caso sia una presa di posizione ideologica che rischia di portare al Comune meno servizi, più costi e soprattutto nessun piano B che assicuri ai cittadini pisani lo stesso livello di servizi.

L’esperienza della Sds pisana, che è un consorzio pubblico e non una struttura a se stante, è fra le più riuscite della Toscana (analisi del Mes, Scuola sant’Anna), ma soprattutto la sds è un’esperienza innovativa che ha permesso ai Comuni di incidere sui servizi socio-assistenziali, stesso modello adottato dalla regione Veneto a trazione leghista.

La sds ha permesso inoltre di coinvolgere nella gestione dei servizi anche le associazioni di volontariato e il terzo settore che sono più che una risorsa ma un vero e proprio asse portante nella garanzia di erogazione dei servizi, quelle stesse associazioni che l’on Ziello ha pensato bene di offendere pochi giorni fa e che ha portato a una dura presa di posizione da parte delle confraternite.

La storia dei Rom, continua Scognamiglio, è l’ennesima maniera di fare propaganda sulle spalle dei cittadini. La stessa Caritas ha risposto con numeri alla mano alla questione sollevata sempre dall’on. Ziello.

Anche i numeri della Sds pisana non si discostano da quelli della Caritas, su un bilancio di 22 milioni di euro, che impegna risorse a favore degli anziani oltre 12 milioni, la spesa “per i rom” è meno dell’1% del bilancio della sds. Senza contare che 150 bambini rom frequentano le nostre scuole e questo è lo strumento principe di un’integrazione sana e sicura.

Il Sindaco oggi ci dice che vuol uscire dalla Sds ma non ci dice come intende garantire i servizi e come intende sostenere gli oltre 400.000,00 euro di costi in più che si avrebbero con il trasferimento del personale.

Chi si presenta come “il nuovo” dovrebbe prendere le eccellenze e semmai migliorarle, non smantellare quello che c’è solo perchè fatte da forze di colore diverso, non siamo al parco giochi, siamo tutti chiamati alla gestione della cosa pubblica.

Nulla di male dei cambiamenti ma non sulle spalle dei cittadini ed in questo caso di quei cittadini che hanno più bisogno.

Lo ripetiamo ancora: la campagna elettorale è finita, si governi con la serietà che il ruolo richiede.

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