Scontro tra Luca Nannipieri e la Fondazione Palazzo Blu di Pisa. La polemica non si chiude

CASCINA – E’ scontro aperto tra lo storico dell’arte e assessore Luca Nannipieri e la Fondazione Palazzo Blu di Pisa, dopo un post di due righe di Nannipieri in cui dichiarava “modestissima” la mostra su Salvador Dalì tuttora in corso, invitando i cittadini a vedere piuttosto i politici nelle chiese.

La Fondazione Palazzo Blu ha risposto immediatamente e i quotidiani La Nazione e Il Tirreno dedicano ampio spazio alla discussione.

Dichiara Nannipieri: “Prima di essere assessore, sono uno storico dell’arte che giudica e che fa militanza attiva attorno all’arte. Se volete comunicati in politichese sulla cultura, chiamate gli altri 99% di assessori alla cultura in Italia”. Dunque rivendica la libertà di espressione e di giudizio di studioso dell’arte che scrive sui giornali, anche se ha incarichi istituzionali.

Replica Montse Aguer, direttrice Musei Dalì-Fundaciò Gala-Salvador Dalì e curatrice dell’esposizione: “La mostra che proponiamo è originale e straordinaria”. Anche Cosimo Bracci Torsi, presidente della Fondazione Palazzo Blu, snocciola i numeri: “630 visitatori al giorno, in linea con le attese”.

Il mondo dell’arte, che sta intervenendo nel post dell’assessore dedicato a quanto uscito sui giornali, si schiera con Nannipieri. Interviene, ad esempio, Carlo Pepi, l’importante collezionista di Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori, appoggiando l’assessore: “Non posso essere sempre e solo io a criticare le malefatte che si compiono nel mondo troppo contaminato dell’arte. Ora con mia grande soddisfazione si è levata ancora una volta la voce di Luca Nannipieri facendomi sentire non più solo com’è stato per varie decine di anni”.

La curatrice d’arte Lisa Jako, che ha curato mostre anche presso Palazzo Gambacorti a Pisa, sede del Comune, ha dichiarato: “E’ semplicemente un loro modo di fare – del Palazzo Blu – attirare l’attenzione con grandi e gettonati nomi molto conosciuti ma la sostanza è poca. Non si può fare una mostra del genere in uno spazio del genere con i lavori secondari e con pochi pezzi importanti”.

Anche Carmen Bertacchi, direttrice artistica del Festival Internazionale Sconfinando di Sarzana, interviene: “Come nella migliore tradizione politichese (che però, visti i fatti reali, non è esprimere concetti culturali) continuano a dare solo le cifre relative in quanto a presenze di pubblico… Quanto di quel pubblico a Pisa o altrove entra per vedere realmente il grande Dalì e quanti solo per fare lo struscio come da protocollo vacanziero?” Anche Alberto Gallingani, importante pittore dell’astrattismo classico, dice la sua: “Dalì è sempre stato un pittore-spettacolo; il surrealismo è un’altra cosa”.

Hector and Hector, uno degli artisti più riconosciuti abitanti a Pisa, scrive: “Resta valido non solo per Dalì ma anche per mostre precedenti dove tutto puntava sul nome e non sulla qualità delle opere”.

Diego Pietrucci, consigliere comunale di Noi adesso Pisa, interviene anche lui sui numeri: “Sarebbe interessante sapere quanti dei 21 mila spettatori non sono bambini ignavi delle scuole pisane ‘deportati’ a forza a Palazzo Blu, come accade in ogni occasone”.

Rincara lo storico Nannipieri: “Si vede che finora Palazzo Blu è abituato ad essere circondato da elogi e applausi, perché è bastato che uno storico dell’arte e assessore desse un giudizio non positivo su una mostra per scatenare paginate di giornali”. Il dibattito è aperto.

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