Scritte sui muri in citta: il danno ammonta a 70.000 euro per la ripulitura

PISA – E’ di non meno di 70mila euro la spesa necessaria per provvedere alla ripulitura e restauro a fronte delle scritte vandaliche che, nella notte tra il 7 e l’8 marzo scorsi hanno imbrattato e deturpato i muri di Palazzi storici, monumenti, marciapiedi, strade ed arredi urbani della nostra Città, un costo di cui l’Amministrazione Comunale è costretta a farsi carico, ma che spera di poter addebitare agli autori di cotanto scempio.

di Giovanni Manenti


E’ questo il senso di quanto partecipato agli organi di Informazione in Piazza XX Settembre, davanti a Palazzo Gambacorti, dall’Assessore all’Ambiente Filippo Bedini, il quale ha così esordito: “A seguito del raid vandalico, abbiamo fatto una mappatura delle scritte e delle affissioni in città che avranno dei costi importanti per la comunità, in quanto per la relativa stima ci siamo orientati su esperienze pregresse relative ad un atteggiamento analogo, pur se in misura alquanto ridotta, dato che si trattava di non più di una quarantina di scritte e la spesa è stata di circa 15mila euro per la relativa pulitura“.

Ma la differenza con il caso odierno“, prosegue Bedini, “è sostanziale non solo per il numero delle scritte, ma anche per il fatto che, per l’esempio citato, si trattava quasi esclusivamente di palazzi privati non vincolati, mentre adesso la maggior parte delle stesse sono su palazzi di pregio od, ancor peggio, su marmi e pietra in stile architettonico che hanno dei costi ancor superiori poiché bisogna intervenire in più fasi e pertanto un calcolo approssimativo ci fa ritenere che non si possa scendere al di sotto dei 70mila €uro per il ripristino nell’originario stato di fatto“.

Per quel che riguarda detta spesa“, precisa l’Assessore, “essa sarà a carico dell’Amministrazione Comunale, stante anche il fatto che proprio il 13 febbraio scorso è stato votato in Giunta un atto di indirizzo con cui ci si faceva carico di interventi specifici in ordine alla rimozione di affissioni abusive e cancellazione di graffiti murali tali da consentire agli Uffici di gestire detto aspetto con maggiore determinazione e la cui prima serie avrebbe riguardato i vicoli all’interno dei Lungarni Galilei e Mediceo, anche se è chiaro che dovere intervenire su queste scritte ci costringe a rimandare i citati progetti, ma a questo proposito intendo sottolineare l’intenzione dell’Amministrazione di rivalersi sugli autori, visto che le indagini giudiziarie in corso stanno rivelando l’identità almeno di una parte di questi che non possono definirsi altro che vandali e, pertanto, garantisco che faremo di tutto affinché vengano applicati nei loro confronti gli articoli del Codice Penale che disciplinano i reati di imbrattamento e danneggiamento, poiché è evidente che alcune pietre o marmi potranno non tornare come prima e quindi restare parzialmente danneggiate“.

Credo che chi pensa“, conclude Bedini, “di portare avanti la propria azione politica con questi metodi non si renda conto di come gli stessi si trasformino in un boomerang, dato che l’intera Città si è indignata e sollevata per quello che è successo a prescindere dal merito e/o dal contenuto dei messaggi, così come ritengo e mi auguro che questo sparuto gruppo di teppistelli abbia capito come Pisa si sia sentita sfregiata nel suo volto più nobile che è quello del Centro storico“.

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